Articoli correlati ‘usa’

Facebook e la crociata anti cannabis

27 agosto 2010

Ieri la notizia in Italia l’ha data Repubblica: Facebook ha censurato la pubblicità di “Just say Now” una campagna pro legalizzazione della cannabis negli USA lanciata dal blog Firedoglake.

Il messaggio pubblicitario, di cui vedete un esempio qui a fianco, sarebbe stato in prima battuta accettato, poi censurato con la motivazione che

“il logo in questione non era più accettabile come pubblicità sul sito. L’immagine di una foglia di marijuana rientra tra i prodotti per il fumo e quindi non è permessa secondo le nostre politiche”

Almeno così ha detto Andrew Noyes a Wired, dichiarazione che sembra proprio un arrampicarsi sugli specchi da parte dell’esponente di Facebook, soprattutto dopo che si è scoperto che anche una analoga pubblicità pro-legalizzazione del Partito libertario americano è stata censurata lo scorso luglio con la più schietta motivazione

“noi non ammettiamo pubblicità pro marijuana o propaganda politica per la promozione della marijuana”.

Ma non finisce qui: da un commento al post odierno di Vittorio Zambardino scopriamo che anche l’account di Matteo Gracis è stato disattivato, questa volta senza spiegazioni. Essendo Gracis il Direttore editoriale di Dolce Vita, magazine che si occupa molto di canapa e stili di vita, qualche sospetto che non sia una coincidenza c’è, come del resto scrive lui stesso sul suo blog:

Conoscevo già bene la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook, dal momento che mi occupo anche per lavoro di comunicazione sul web, ma dopo questo episodio sono andato a rileggermi per intero il regolamento e posso affermare con certezza di non aver violato in alcun modo le regole da loro imposte.

Ma penso di sapere il motivo per cui sono stato cacciato da Facebook: la cannabis!

La war on drugs varca quindi, con la sua consueta dose di ottusità censoria, le soglie dei social network, con primario obiettivo l’immagine della foglia di una pianta. Come scrive Pietro Yates Moretti sul sito Aduc in fondo è

un po’ come se durante il proibizionismo sull’alcool fosse stato vietato di pubblicare immagini che rappresentassero grappoli d’uva.

Le pagine di Forum Droghe e Fuoriluogo hanno già cambiato immagine del profilo in solidarietà con i censurati.

Ora tocca a voi.

Articolo per fuoriluogo.it

Per l’archivio

16 agosto 2009

6 mesi per uno sbadiglio

12 agosto 2009

Jailed for YawningUno sbadiglio troppo rumoroso costa 6 mesi di carcere a Chicago. Clifton Williams, 33 anni, di Richton Park, sta scontando 6 mesi di prigio per aver “sonoramente” sbadigliato durante il processo per droga del cugino, Jason Mayfield.

A leggere l’articolo dell’Huffington Post ci sono versioni contrastanti sulla “potenza” dello sbadiglio, e quindi sulle reali intenzioni di oltraggiare la corte. Fatto sta che a pensare ai “Vergogna, Vergogna” che, spesso giustificati, arrivano dalle parti civili nei tribunali nostrani c’è da ringraziare che in Italia il Giudice non abbia il potere di incarcerare per 6 mesi una persona senza processo…

Danni collaterali della war on drugs, o eccesso di zelo del giudice Daniel Rozak, fatto sta che il povero Clifton è da oltre 20 giorni in galera, dalla quale potrà uscire se si scuserà con il giudice.

Anche su Repubblica.it.

Altro che tesoretto…

17 giugno 2009

Sempre che siano veri:

Duecentoquarantanove bond della Federal Reserve statunitense, del valore nominale di 500 mln di dollari ciascuno, piu’ 10 bond Kennedy da 1 mld di dollari ciascuno, occultati nel doppio fondo di una valigia, per un totale di ben 134 mld di dollari, pari a oltre 96 mld di euro.

E’ quanto hanno sequestrato alla stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, al confine tra Svizzera e Italia, funzionari della Sezione Operativa Territoriale di Chiasso, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Ponte Chiasso, nel corso dei controlli volti al contrasto del traffico illecito di capitali.

I valori erano posseduti da due cinquantenni giapponesi scesi alla stazione ferroviaria di Chiasso da un treno proveniente dall’Italia che, al momento del controllo doganale, hanno sostenuto di non avere nulla da dichiarare.

Un’accurata verifica dei bagagli ha consentito invece di trovare i titoli Usa, occultati sul fondo di una valigia, in uno scomparto chiuso e separato da quello contenente gli indumenti personali.

Oltre ai titoli, i due giapponesi trasportavano una cospicua documentazione bancaria in originale.

Per i bond e la documentazione che li accompagnava, anch’essa  sottoposta a sequestro, sono in corso indagini volte a stabilirne autenticita’ e provenienza. Qualora i titoli risultassero autentici, in base alla vigente normativa, la sanzione amministrativa applicabile ai possessori potrebbe raggiungere i 38 miliardi di euro, pari al 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di 10mila euro.

Dal sito della Guardia di Finanza, via Marcello.

Tranquilli. Siamo in Italia

27 maggio 2009

maraMentre negli USA l’attrice Drew Barrymore si unisce alla manifestazione di Los Angeles contro la decisione della Corte Suprema della California di confermare il divieto per i matrimoni tra gay, in Italia la calendarina Ministro Carfagna fa sparire dal sito del ministero delle Pari Opportunità ogni riferimento alla lotta contro l’omofobia ed elimina anche una commissione per i diritti delle persone GLBT (da repubblica.it).
Noi manco una manifestazione?

“bentornati nel mondo dei sani di mente”

5 novembre 2008

Luca Borello, rivolto a Obama, scrive

Probabilmente tu non sei davvero così rivoluzionario come ti sei e ti hanno dipinto.
Ma lo sei simbolicamente, e i simboli sono importanti

PS: vi lascio immaginare cosa ho pensato io quando ho scoperto che Magnum P.I. ha la tessera della National Rifle Association….

dichiarazione di voto dal listone

4 novembre 2008

Ho riflettuto molto se pubblicare sul web la mia preferenza per le elezioni presidenziali USA, peraltro credo abbastanza scontata.

Il mio candidato ideale, anche solo per il look, sarebbe stato Lucky Lasagna: purtroppo non viviamo nel migliore dei mondi possibili. Così ho votato  anche per Barack Obama alle recenti elezioni in California.

Oggi poi mi son imbattuto in questo post di Luca Sofri che mi ha fatto scattare qualcosa:

Obama è andato a MTV, dove lo aspettavano col consueto pacco di domande da parte degli spettatori. Un Eric gli ha chiesto un parere sulle leggi locali che censurano alcuni costumi delle culture giovanili: tatuaggi, piercing, cose così (l’intervistatore Sway ha fatto una battuta sui suoi dreadlocks). E Obama ha detto di essere molto tollerante ma ha preso una posizione netta e definitiva sulle braghe calate e le mutande che sbucano dai calzoni: “vietare le braghe calate sarebbe una sciocchezza, abbiamo cose più importanti di cui occuparci, ha risposto Obama. “Detto questo, ragazzi: tiratevi su i calzoni. State camminando al fianco di vostra madre, di vostra nonna, e vi si vedono le mutande. Voi dite, che c’è di male? Dai, per favore. Ci sono questioni che non si regolano per legge, ma c’è anche una questione di rispetto per quelli che non vogliono vedere le vostre mutande. E io sono uno di quelli”.

Scherzando sulla mia recente predisposizione al ragionamento da anziano pensionato sul listone, potrei dire che basta questo per farmi sperare in una vittoria di Obama. Ma oltre al buon senso, in politica, vale anche la speranza.

Obama, con tutti i suoi difetti, rappresenta per gli Stati Uniti e per tutto il mondo la speranza in un mondo un poco migliore. Forse. Ma io preferisco una futura delusione alla certezza di altri 4 anni con gli Stati Uniti a guida repubblicana. A rinvagare velocemente gli errori del passato mi sovviene che ho pure fatto (ahinoi) campagna elettorale per Rutelli Premier italiano, per cui posso permettermi di sbilanciarmi anche questa volta.

Insomma, fossi cittadino americano, voterei per la speranza.

PS: se potessi busserei anche alla porta di Marcello, portandomi ovviamente il cibo da casa ;-)

Siamo tutti americani?

26 ottobre 2008
un candidato

un candidato

Gli Stati Uniti d’America sono la prima potenza mondiale, che segnano e governano le sorti del pianeta, perché non dovremmo votare anche noi il loro-nostro presidente?

Ecco perchè a La California toscana – una frazione del Comune di Bibbona, 40 chilometri a sud di Livorno, sulla strada statale Aurelia al chilometro 273 – si svolgono le uniche elezioni americane per non americani.
Qui sotto il programma, siete ancora in tempo per partire, ovvero per votare on line:

SIAMO TUTTI AMERICANI? LE UNICHE ELEZIONI AMERICANE PER NON AMERICANI
La California sede di seggio
domenica 26 ottobre 2008 – ore 14/20
Piazza Martiri della Libertà
ore 14.00 Apertura dei seggi con accompagnamento musicale e rinfresco a base di prodotti locali.
ore 15.00 Inizio dei comizi dei sette candidati locali (10 min. ciascuno).
ore 20.00 
Chiusura dei seggi e inizio delle operazioni di conteggio dei voti.

ATTENZIONE: anche Siamo tutti americani? risente dell’attuale clima di crisi economico-finanziaria, per cui quest’anno si svolgerà in maniera più scarna ed essenziale, senza spettacoli comici e musica dal vivo. Anche se un po’ di musica, vino e salame certamente non mancheranno, quest’anno ci limiteremo al momento del voto e dei comizi dei sette candidati. Ci sarà anche un’urna per la raccolta di offerte libere.
Ancora una volta quindi: ANDATE AL MARE, ANDATE A VOTARE!

Vai al sito
NB: in foto uno dei candidati 2008. Grazie a Stefi per la segnalazione.

Ricordate carmageddon?

24 ottobre 2008

Nostalgia dei vecchi giochini anche per i soldati USA in Iraq.

Da piovono Rane.

Il bongiorno che non ti aspetti

14 ottobre 2008

Mike for Obama, nonostante Silvio.
Robe dell’altro mondo…

da Repubblica.it