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Cari Senatori, vi ricordate il 55%?
feb 10th, 2010 by leo

I ben informati ci dicono che oggi il Governo dovrebbe approvare la lista dei siti nucleari (senza darne conto fino ai risultati delle elezioni regionali), e tagliare del 20% il conto energia (i contributi dello stato agli impianti fotovoltaici), dal 2011 in poi.

Per il 55% abbiamo invece uno spiraglio, aperto da un emendamento dei senatori IDV al Milleproroghe e da un’apertura del Sottosegretario Casero. Poi magari la fine degli incentivi all’auto ci danno una speranza in più..

Su invito di Roberto Codazzi, dopo aver fatto appelli e catene, proviamo a rivolgerci direttamente ai senatori:

Mi rivolgo a lei, Senatore della Repubblica,
in questi giorni avrà la possibilità di votare l’estensione delle detrazioni del 55% per chi effettua lavori per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. La prima forma possibile di produzione energetica, con risorse italiane, è il risparmio. Nel corso degli anni le detrazioni hanno permesso la riduzione dei consumi energetici, dell’inquinamento, lo sviluppo di un importante settore lavorativo e l’emersione del lavoro sommerso.
Le detrazioni scadono il 31 dicembre del 2010, a voi viene dato il potere di prolungarle per due anni. A fine anno avremo già un nuovo taglio agli incentivi per l’energia rinnovabile: il conto energia subirà una sforbiciata del 20% e poi del 6% (fonte Sole 24 ore); nel gennaio scorso il Ministero per lo Sviluppo Economico ha ulteriormente indebolito le detrazioni dichiarando che non sono cumulabili con eventuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dalle Regioni o dagli enti locali (fonte Sole 24 ore). Queste strategie sono molto strane soprattutto in presenza di una crisi economica e contrastano con gli obiettivi dell’assemblea di Copenhagen.
Ora avete la possibilità di invertire la rotta e dare un segno all’economia e all’ambiente.
Spero che il suo voto segua l’indicazione del sottosegretario Casero
(fonte Edilportale) e approvi l’emendamento presentato dai senatori Bugnano, Pardi, De Toni e Belisario.
Sentitamente,

ilKuda
Fioreblog
Letizia Palmisano

Aderite anche alla causa su Facebook: http://www.causes.com/detrazioni55percento

Governo in deroga
gen 28th, 2010 by leo

Dopo l’emendamento per il condono, ecco la deroga per la caccia.

Il Governo delle libertà si rivela sempre di più un governo in deroga.

Su tutto.

Ecco, appunto
ott 27th, 2009 by leo

“chissà quanti decreti firmo senza sapere”

Da Repubblica.it le dichiarazioni del governatore della Sicilia Raffaele Lombardo durante i funerali delle vittime dell’abusivismo messinese, registrate dall’inchiesta di Francesco Chindemi mandata in onda da Reggio Tv e ripresa dal sito strill.it.

Il regolamento edilizio si semplifica. Aiutiamo i cittadini?
ott 1st, 2009 by leo

Questo è il testo di un’interpellanza a 6 mani (insieme a Vito Guzzinati Presidente del Gruppo PD in Circoscrizione 1 e a Tommaso Cristofori, consigliere comunale del PD) sulle modifiche al regolamento edilizio comunale e sulla proposta di uno sportello del Servizio Edilizia dedicato ai privati cittadini e di un abaco per gli interventi in centro storico.

Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara
Francesco Colaiacovo
Al Presidente della Circoscrizione 1
Girolamo Calò

Oggetto: interpellanza sulle modifiche al Regolamento edilizio e per la proposta di istituire uno “sportello di aiuto e consulenza edilizia attività libera” per il cittadino

Con la presente i sottoscritti sono ad inoltrare la seguente interpellanza:
Premesso
- che le modifiche al Regolamento edilizio approvate sul finire dello scorso mandato amministrativo andranno a regime il prossimo 1 ottobre;
- che tali modifiche prevedono, fra le altre cose, il passaggio al regime di “Manutenzione Ordinaria” di numerose tipologie di intervento che prima erano soggette all’acquisizione di un titolo edilizio.

Evidenziato che
- interventi molto frequenti come quelli che riguardano in particolare l’involucro dell’edificio come: sui manti di copertura, impermeabilizzazioni, grondaie, pluviali, canne fumarie interne, canne di aspirazione, di aerazione, camini, gli intonaci e rivestimenti, le tinteggiature, l’installazione di infissi, inferriate, vetrine, tende parasole, i soppalchi, la demolizione e/o la traslazione di tramezzi, l’apertura o il tamponamento di porte interne, la realizzazione di griglie per adeguamento alle norme di sicurezza o igienico sanitarie per la ventilazione, ed inoltre le opere di arredo dei giardini come casette in legno, serre, gazebo e pergolati, tettoie dotate di copertura leggera o
trasparente.

Considerato
- molti di questi interventi, pur non dovendo essere sottoposti ad una procedura per un titolo edilizio, per vincoli regolamentari (come ad esempio quelle che rimangono in vigore per la tutela del Centro Storico) o per rispetto della particolare delicatezza del contesto urbano del perimetro Unesco, rappresentano un potenziale problema sia per la loro aderenza alle norme di tutela potendo mutare l’aspetto complessivo del paesaggio cittadino (si pensi solamente ai colori o ai materiali delle tinteggiature nel Centro od alla installazione apparati impiantistici come condizionatori o parabole), sia per problemi di sicurezza (si pensi solo ai problemi statici di un errato intervento su una tramezza);
- che il singolo cittadino, pur potendo in teoria agire in completa autonomia senza ricorrere a tecnici abilitati, ha poca familiarità con tali normative e tali verifiche tecniche;
- che resta comunque doveroso per l’Amministrazione rendere più facile dal punto di vista burocratico e meno oneroso per il cittadino eseguire interventi sui propri immobili, che se eseguiti in armonia con il contesto in cui si trovano contribuiscono in modo determinante al miglioramento della qualità edilizia anche nel centro storico ed in tutta la città.

Considerato inoltre
- la circoscrizione Centro Cittadino ha proposto l’istituzione di uno sportello comunale di consulenza e informazione rispetto alle soluzioni da attuare, nel corso dell’esame delle linee guida del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio, del quale le modifiche all’attuale Regolamento
Edilizio sono un’anticipazione, “per garantire il giusto controllo, e nello stesso tempo aiutare i cittadini nelle attività libere in particolare nel Centro Storico (piccoli impianti, manutenzioni ordinarie, etc)”.

Si interpella questa amministrazione al fine di conoscere:
- se sia intenzione di questa Amministrazione avviare un processo interno per istituire uno sportello dedicato ai privati cittadini, che possa venire incontro alle richieste di informazione e fornire loro consigli tecnici ed indicazioni sulla normativa. Tale attività peraltro, sebbene debba essere sotto la responsabilità dello Sportello Unico Edilizia, potrebbe essere avviata anche in collaborazione con l’Università di Architettura e con ERGO, nell’ambito dei progetti di stage formativo rivolto ai laureandi e ai neolaureati del nostro Ateneo. Tale sportello potrebbe inoltre collaborare a stretto contatto con le Circoscrizioni, prima interfaccia del Comuni con i cittadini;
- se sia inoltre intenzione di questa Amministrazione redigere un abaco, collegato al nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio, che contenga proposte di soluzioni (ad esempio colori, tipologia di infissi, tipologia di arredi) ammesse nelle aree tutelate dalle norme sul Centro Storico al fine di facilitare ai cittadini la scelta del tipo di intervento.
- se sia infine intenzione dell’Amministrazione coinvolgere i Professionisti del settore al fine di favorire l’attività di consulenza tecnica gratuita (sulla falsariga dell’esperienza del “Notaio Amico”) da parte degli iscritti all’Albo dei Geometri, Architetti ed Ingegneri per i piccoli interventi di cui sopra, in particolare per quelli legati alla statica degli edifici.

Ferrara, 4 settembre 2009

Tommaso Cristofori
Consigliere comunale, Gruppo PD
Leonardo Fiorentini
Presidente del Gruppo Verdi, Circoscrizione 1
Vito Guzzinati
Presidente del Gruppo PD, Circoscrizione 1

Piano casa. Due considerazioni, tre proposte e quattro voti.
set 12th, 2009 by leo

immagine-15Pubblico l’intervento di ier sera in Consiglio di Circoscrizione sulla delibera comunale sul Piano Casa. Un pippotto politico, 3 proposte (a mio parere di assoluto buon senso), 3 voti contrari a larghissima maggioranza, un voto di astensione sulla delibera (il mio).

“Il “piano casa” di B. non l’ha applicato lui, ma le regioni. Se questo non è regime, è almeno egemonia.” Così scrive Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, su La Repubblica il 2 settembre 2009

Insomma, sul piano casa (come su tante altre cose) Berlusconi ha lanciato il sasso e nascosto la mano. Il Governo infatti, dopo i proclami, non ha fatto ancora il decreto promesso da lì a 10 giorni (del resto era pur sempre il 1° aprile). Siamo già a settembre e non ce ne è traccia.

Non posso non essere d’accordo con Settis, ed è anche facile capire che le forze della betoniera facile in queste occasioni spuntano come funghi ovunque. Però mi pare ormai innegabile che il centro sinistra ha, come al solito, abboccato alla finta e fatto il lavoro sporco: vuoi spinti dall’orrore della prima versione del piano berlusconiano, vuoi spinti da un sincero desiderio di qualificare dal punto di vista energetico il nostro patrimonio edilizio, vuoi sulla pressione dei costruttori…

Sia chiaro, altre Regioni, come la Lombardia hanno fatto cose ben peggiori e disastrose. Ma prego le forze della coalizione in cui mi riconosco e che magari si augurano un aumento di consenso per il provvedimento sull’ampliamento, di ricordarsi che – nonostante tutti gli sforzi – fra 1 o 4 anni che siano, il Piano Casa sarà nell’immaginario collettivo “quello di Berlusconi”. Nonostante non abbia fatto nulla, e a conferma della sua egemonia sulla politica degli ultimi vent’anni.

Non ci si nasconda poi troppo dietro alla qualificazione energetica degli edifici, prevista per fortuna dalla nostra regione. Perché quasi in contemporanea c’è stato l’attacco governativo agli incentivi proprio riferiti agli interventi di qualificazione energetica, salvati solo in extremis dagli emendamenti al decreto anticrisi, il che la dice lunghe sulle reali intenzioni di questo governo.

Detto questo nella scorsa legislatura abbiamo giustamente approvato una variante al Regolamento Edilizio che anticipa molto di quella sburocratizzazione dell’iter edilizio promessa dal Governo, ma abbiamo anche approvato, con tanta fatica, un PSC che prevede una diminuzione della volumetria complessiva rispetto alle previsioni del PRG vigente. E’ evidentemente grottesco come ora ci troviamo a dover subire un provvedimento che scarica sul territorio inteso come bene comune (e sulla domanda di cemento) l’incapacità della politica di dare risposte nuove alla crisi economica in atto (-5% di PIL, ricordarlo ogni tanto fa bene).

Fatte queste considerazioni politiche su un provvedimento che ritengo geneticamente sbagliato sono ovviamente tendenzialmente favorevole a qualsiasi limitazione possa prevedere l’amministrazione, e per questo avevo presentato in luglio un’interpellanza sul tema.

Però vorrei integrare le ulteriori limitazioni proposte, e precisamente:

Condono
Si propone, riprendendo una norma fatta propria dalla regione toscana, di escludere dall’applicazione delle norme del piano casa gli edifici che negli anni passati hanno già usufruito del loro “piano casa fai da te”. Premiare chi in sfregio delle norme urbanistiche ha edificato o ampliato, con una nuova possibilità di ampliamento mi sembra un po’ troppo. Per rispetto del Territorio, della legalità e degli altri cittadini rispettosi delle norme.

Piano Aria
La proposta è di prevedere anche l’esclusione per gli edifici residenziali collocati all’interno delle fasce di rispetto individuate dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria. All’art. 25, comma 3 delle NTA infatti lo strumento di pianificazione della nostra provincia prevede, e qui cito, “la definizione di distanze minime degli insediamenti dalle fonti emissive di notevole entità, comprese le infrastrutture di trasporto, idonee alla riduzione della popolazione esposta, attenendosi in linea di massima al principio di non approvare nuove previsioni urbanistiche che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, sanitari o scolastici a distanze (calcolate su proiezione orizzontale) inferiori alle seguenti:

•         m 50 dal confine stradale delle strade extraurbane, esistenti o progettate, classificate come rete di base di interesse regionale, della viabilità extraurbana secondaria di rilievo provinciale o interprovinciale e delle strade classificate come strade di scorrimento;

•         m 150 dal confine stradale delle strade extraurbane, esistenti o progettate, classificate come rete autostradale e “grande rete” di interesse nazionale/regionale

Tutela degli immobili da PSC
Come si pone la norma rispetto alle classificazione di tutela degli immobili/categoria di intervento del nuovo PSC? Vale la categoria del vecchio PRG finchè non è approvato il RUE. Siccome è possibile che ci siano edifici per cui ora sono previsti “interventi di ripristino edilizio e di ristrutturazione edilizia e urbanistica” mentre nel PSC sono stati definiti di “interesse storico-architettonico” (si pensi solo a tutta l’architettura del novecento) la proposta, per esser certi di non dilapidare il lavoro fatto negli ultimi 10 anni di pianificazione urbanistica di escludere anche gli immobili definiti dal PSC vigente di “interesse storico-architettonico” (quelli maggiormente tutelati dal PSC).

Voti sulle proposte di integrazione alla delibera:

- escludere gli edifici che hanno usufruito di condono edilizio per aumento di superficie.
3 favorevoli (Verdi, IDV, 1 PD), 16 contrari

- escludere gli edifici residenziali collocati all’interno delle fasce di rispetto individuate dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria (art. 25, comma 3 delle NTA)
1 favorevole (Verdi), 18 contrari

- escludere gli immobili definiti dal PSC vigente di “interesse storico-architettonico”
1 favorevole (Verdi), 18 contrari

Vista l’indisponibilità ad accettare neanche una delle proposte all’interno del parere non vincolante della Circoscrizione mi sono visto costretto all’astensione sulla delibera (passato poi con 11 voti favorevoli e 8 astenuti).

Piano Casa, il seminario e le pagelle…
lug 25th, 2009 by leo

Sul Piano Casa del nostro sinistro Presidente del Consiglio vi segnalo due approfondimenti: qui sotto il seminario di Radicali e Verdi trasmesso da RadioRadicale, dal sito di legambiente invece il dossier a 120gg dall’annuncio berlusconiano, con un report sulle leggi regionali che nel frattempo sono state approvate o proposte. Per inciso l’Emilia Romagna risulta al 6 posto, rimandata con debito… (in coda al post l’articolo di Terra di oggi sull’argomento)

EDILIZIA: Pagella per il PIANO CASA: Legambiente ha realizzato un dossier 120 giorni dopo l’annuncio di Berlusconi. Promosse solo Toscana, Bolzano e Puglia.

Sono passati quattro mesi dall’annuncio del governo per il Piano casa. Per Legambiente è ora di tirare le somme. Per Edoardo Zanchini, responsabile Urbanistica dell’associazione ambientalista «il Piano ha portato a un vero e proprio “puzzle” di regolamenti con norme diverse a seconda della regione». Tanto che Zanchini, senza mezzi termini, parla di un «sostanziale fallimento».

Legambiente ha presentato ieri un vero e proprio dossier in cui vengono esaminati i vari regolamenti di applicazione del Piano nelle varie regioni, con tanto di pagelle, per valutare gli aspetti ambientali quali l’attenzione al risparmio energetico e la tutela del territorio. Le zone d’Italia promosse sono tre: la Toscana, la Provincia di Bolzano (grazie agli alti standard energetici) e infine la Puglia. La Regione amministrata da Nichi Vendola è l’unica regione del Sud nelle prime posizioni della classifica stilata da Legambiente (subito dopo c’è la Basilicata che però è all’ottavo posto).

Tuttavia anche la Puglia «andrà tenuta sotto controllo – si legge nel dossier – per la deroga ai piani regolatori concessa ai Comuni». Le regioni bocciate sono invece la Liguria (che concede bonus volumetrici fino al 50 per cento dell’esistente), Lombardia, Veneto e Campania. Le ultime quattro della classifica sono Molise, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Sicilia che hanno vincoli di efficienza energetica molto generici ma soprattutto, a differenza di tutte le altre amministrazioni, non hanno previsto nessuna zona in cui sarà vietato ampliare gli edifici.

In pratica significa che si potranno realizzare gli interventi anche in aree vincolate, centri storici e parchi. Legambiente per realizzare il dossier sul Piano Casa ha analizzato i diversi testi di legge approvati, quelli il cui iter è tuttora in corso ma anche le proposte discusse nelle varie giunte regionali italiane. E proprio per questo motivo l’associazione ci tiene a specificare che «in molti casi si tratta di bozze, licenziate dalle commissioni o dalle giunte, suscettibili di modifiche nella fase di voto in Consiglio regionale». La promozione definitiva, quindi, le Regioni possono ancora conquistarla.

Alla faccia di Gasparri!
lug 21st, 2009 by leo

Mentre a Roma Gasparri pare abbia perso l’ultimo neurone per un colpo di sole (via Marcello), Roberto Codazzi ci informa – che ci crediate o no – che in qualche modo la catena di blog per l’ambiente pare abbia vinto ancora.

Infatti sembra che l’obbligo di fonti rinnovabili su tutti gli edifici sia anticipato di 6 mesi!

Fotovoltaico su tutti i nuovi edifici, i blog vincono ancora!

Era il 12 febbraio quando nel decreto milleproroghe il Governo inseriva con la fiducia lo spostamento a gennaio 2010 dell’obbligo per gli edifici di nuova costruzione di utilizzare fonti rinnovabili. 65 blog avevano aderito al mio appello per chiedere il rispetto della norma originale introdotta da Prodi, cioè il decorrere dell’obbligo da gennaio 2009.

Poi a marzo, in sordina, venne introdotto l’obbligo per regioni e provincie autonome, una parziale vittoria alla quale, scrivevo, sarebbe arrivata quella definitiva. E’ importantissimo che questo obbligo arrivi ora, prima del fantomatico piano casa.

Oggi ho finalmente scovato la notizia tanto attesa: “A far data dal 25 giugno 2009 il DPR n° 59 del 2 Aprile u.s. rende obbligatoria l’installazione di impianti fotovoltaici in edifici di nuova costruzione, pubblici e privati, e nel caso di ristrutturazioni.”

Il DPR recita testualmente: “Nel caso di edifici di nuova costruzione, pubblici e privati, o di ristrutturazione degli stessi conformemente all’articolo 3, comma 2, lettera a), del decreto legislativo, è obbligatoria l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.” L’impianto termico deve produrre almeno il 50% (20% per gli edifici situati nei centri storici) dell’energia richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria.

Ecco i 65 incatenati: ilKuda, CernuscoTV, Osservatorio sul Razzismo in Italia, Zadig, Follonica, Marcella Zappaterra, Alessandro Ronchi, Verdi Forlì-Cesena, Verdi Emilia Romagna, BaseVerde, Blog del Giorno, Letizia Palmisano, LETIZIA’S BLOG, Fiore Blog, Verdi di Ferrara, il Derviscio, Ciwati, PD Cogliate, Sale del mondo, Informazione senza filtro, Ladri di marmellate, Resistenza civile, Life in Italy, Ma’pe iabbu, Maurizio Baruffi, Dea Maltea, Eco, Sciura Pina, SpreadRSS, Tau2 Zero, BlogEko, Marcello Saponaro, Amico Fragile, Ambiental..mente, Pd Vedano, Writer, Voglio il fotovoltaico, No alla turbogas a pontinia, agorambiente, laStanzaDelBarone, Opinioni e Benessere, il Filo di Arianna, Maxso’s blog, Jacopo Fo, Evil Genius, Gianluca Aiello, YourPage, AttivAzione, Sostenibilitalia, Orlandi Energie, Verdi Treviglio, IlFerdinando, Grilli e Cicale di Latina, Giudo Elettrico, La Parola, Riciard’s, la Tana del Mostro, Fonte Live, the Wistleblower, Appunti e Virgole, Al massimo dell’energia, Pollodellavaldichianna, Agoravox, Nuclearenograzie, Solarenews, Ultras Cernùsk.

Ripubblicate i link, che fa bene alla salute!

Riqualificare le aree demaniali…
lug 21st, 2009 by leo

Così l’ex Ministro all’Ambiente, ora alle Infrastrutture Altero Matteoli, dal Corriere della Sera:

“è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana”

Voce Demanio, su wikipedia, mi pare chiara ed esaustiva:

il demanio è costituito dai seguenti beni: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia (c.c. 2774, Cod. Nav. 28, 29, 692); le opere destinate alla difesa nazionale.Fanno allo stesso modo parte del demanio pubblico, ma solamente se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi (Cod. Nav. 692 a); gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.

Tali beni possono anche appartenere alle regioni, alle province o ai comuni, costituendo così il demanio regionale, provinciale o comunale, ma sono ugualmente soggetti al regime del demanio dello stato.

La principale caratteristica dei beni che fanno parte del demanio pubblico è la loro inalienabilità. Essi non possono essere venduti (se non in forza di una specifica nuova legge) e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano (Cod. Nav. 30 e seguenti).

Sui beni demaniali si esercita l’uso pubblico, cioè la collettività ne può godere i benefici direttamente (come nel caso delle spiagge o dei musei) o indirettamente (nel caso dei porti o degli aeroporti).

Quindi vecchie caserme e vecchie stazioni sono lì pronte per la speculazione (altrui, visto che non c’è rischio che il vantaggio economico vada allo Stato..), anche in deroga agli strumenti urbanistici se al di fuori di zone tutelate…

Sempre che non siano in Lombardia, lì si puo’ speculare anche in quelle tutelate.

Piano Casa: quali le conseguenze a Ferrara?
lug 13th, 2009 by leo

immagine-15Ho protocollato in data odierna la prima interpellanza da consigliere dei Verdi in Circoscrizione 1 sugli effetti della deliberazione 91/2009 della Regione Emilia Romagna  recante il titolo “GOVERNO E RIQUALIFICAZIONE SOLIDALE DEL TERRITORIO“. L’interpellanza trae spunto da un intervento pubblico dell’assessore all’Urbanistica della precedente legislatura Raffaele Atti, il quale metteva in luce alcuni aspetti della normativa regionale – che traduce l’accordo Governo-Regioni sul cosiddetto “Piano Casa” di Berlusconi – che  potevano mettere in discussione la possibilità di intervento da parte dei Comuni, in particolare di quelli in fase di rinnovo, e quindi la loro stessa potestà pianificatoria.

Se da un lato è da apprezzare il tentativo delle regioni di depotenziare gli effetti sul territorio del Piano Casa di Berlusconi, limitandone fortemente gli ambiti di intervento e salvaguardando i centri e gli insediamenti storici, dall’altro lato vi sono aspetti, come la genesi stessa dell’iniziativa o come quelli messi un luce qualche settimana fa da Atti, che non possono non preoccupare. Per questo ho chiesto quali siano stati gli eventuali contatti intervenuti tra l’Amministrazione comunale e la Regione e soprattutto se gli uffici comunali stiano procedendo ad una verifica dell’impatto della nuova normativa nella nostra Circoscrizione ed in tutta la città.

Se infatti fosse confermato, così come pare  il termine perentorio di 60g per escludere l’applicabilità delle norme sugli interventi di ampliamento e su quelli di demolizione e ricostruzione in relazione a immobili specifici o ambiti del proprio territorio, come recita la legge, “per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate da detti articoli, in relazione alle caratteristiche proprie dei singoli ambiti e del diverso loro grado di saturazione edilizia” sarebbe urgente una ricognizione dell’effettivo campo d’applicazione e l’assunzione di un provvedimento consiliare urgente onde evitare che un provvedimento che potrebbe anche avere positivi effetti sull’efficienza energetica e la qualità del costruito, non si tramuti in un aumento incontrollato e incontrollabile di cubatura nel perimetro urbano.

Peraltro vi sono anche interessanti opportunità che si potrebbero aprire, a seconda dell’interpretazione della norma, in particolare per quel che riguarda gli edifici già definiti incongrui all’interno del Centro Storico di Ferrara che potrebbero essere finalmente delocalizzati liberando aree e spazi – non più edificabili – all’uso pubblico.

Da scaricare, in formato pdf:
Interpellanza del consigliere Fiorentini: piano_casa
Lettera aperta del precedente assessore all’urbanistica: estensecom-piano-casa-atti-scrive-ad-errani-versione-stampabile
Deliberazione 91/2009 del consiglio regionale: governo_territorio_2009

Dove sta il partito del cemento?
mag 30th, 2009 by leo

A Bergamo evidentemente a destra, come dimostra questo bel manifesto dei Verdi con Bruni.

A Ferrara, vale la pena di ricordarlo di questi tempi, anche un po’ a sinistra

Gli spazi della comunità
apr 15th, 2009 by leo

immagine-201Inizia domani la seconda edizione del Città Territorio Festival a Ferrara.

Dei vari incontri previsti dal programma di questa 4 giorni di urbanistica nella città segnalo questo, ma non è certamente il solo.

Qui il sito ufficiale.

Contrordine compagni!
apr 1st, 2009 by leo

Mi spiegate bene cos’è cambiato del Piano Casa da non far più gridare i Governatori all’ennesimo Sacco del Territorio italiano?

Cioè che non si potessero espandere le case nei centri storici e nelle aree protette mi pare fosse nell’ABC di una urbanistica un minimo sensata.

Resta in piedi l’aumento del 20% senza alcun vincolo di efficienza energetica per villette uni e bifamiliari e condomini, addirittura del 35% (fate voi i conti su quanto potrebbe allargarsi solo il Grattacielo…) per demolizioni e ricostruzioni con interventi di bioedilizia.

Insomma o mi spiegano meglio il “nel rispetto dei programmi urbanistici”, che sul corriere è un po’ più vincolante, oppure mi pare solo una concessione al bon ton istituzionale…

Il condono anticipato
mar 22nd, 2009 by leo

immagine-15Sul bonus casa del 20%, una delle cose più pericolose messe in cantiere dal nostro Sinistro Presidente del Consiglio volevo segnalare, oltre ai pezzi odierni di Repubblica e i sondaggi del Corriere, questo articolo apparso ieri su Repubblica, a firma Salvatore Settis che mi pare spieghi in modo semplice e chiaro l’intento berlusconiano.

Il “decreto del cemento” prevede il silenzio-assenso delle sovrintendenze
Con il piano-casa a rischio anche gli edifici storici
SALVATORE SETTIS
Palazzo Chigi ha diffuso, inviandola ufficialmente a Regioni ed enti locali, un´irresponsabile bozza di decreto legge su sedicenti “Misure urgenti per il rilancio dell´economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili”.
Nulla ha dunque insegnato al nostro governo la “bolla edilizia” (housing bubble) che ha duramente colpito l´economia americana l´anno scorso. Secondo l´analisi di George Soros nel suo ultimo libro (The New Paradigm for Financial Markets: The Credit Crisis of 2008 and What It Means), le aspettative artificialmente create da un mercato immobiliare gonfiato ad arte hanno prodotto, fra 2001 e 2005, una crescita incontrollata degli investimenti immobiliari, e dunque dei relativi meccanismi di finanziamento (a cominciare dai mutui), sul presupposto che il valore degli immobili possa crescere indefinitamente, appoggiandosi a finanziamenti e prestiti sempre più alti, per immobili sempre più cari. Il solo fatto di concedere sempre più mutui, a condizioni facilitate, fece crescere la domanda immobiliare, anzi per alcuni anni parve convalidare le previsioni più ottimistiche, innescando un perverso inseguimento fra eccesso di domanda (e di debito) ed eccesso di offerta. Bastarono pochi anni, e l´eccesso degli investimenti immobiliari e del relativo indebitamento, oltre che distrarre il risparmio da investimenti più produttivi, finì con l´esser tanto alto da trascinare l´intero sistema nella rovina: la terribile housing bubble con conseguente bancarotta, appunto, di cui abbiamo letto su ogni giornale, evidentemente invano.
L´Italia, si sa, è il Paese europeo col più basso tasso di natalità. Ma è al tempo stesso il Paese col più alto consumo di territorio: per dare solo un esempio particolarmente raccapricciante, la Liguria ha consumato negli ultimi vent´anni il 45% della propria superficie libera da costruzioni, inondando il paesaggio di cemento (la media italiana è un già pessimo 17%). Basta mettere insieme questi due dati (bassa natalità, altissimo consumo del suolo), che contrastano drasticamente con l´esperienza Usa (un Paese in continua espansione demografica e con ampie aree a bassa densità abitativa), per comprendere come la “bolla immobiliare” nostrana, se gli investimenti non vengono dirottati altrove, sia destinata a esplodere con ben maggior violenza. La bozza ora emanata da Palazzo Chigi parte al contrario dall´ipotesi, quando meno azzardata, che per rilanciare l´economia nulla di meglio vi sia che scatenare la cementificazione del Paese. Allo scopo, s´intende, «di sostenere la domanda generale interna di beni e servizi, nell´attuale fase di congiuntura globale» (art. 1 della bozza). L´arcaica superstizione secondo cui l´unico investimento sicuro è quello del “mattone”, comprensibile come retaggio di una società preindustriale, viene dunque adottata dal governo come linea vincente per salvare l´economia del Paese.
L´intento di fornire al “partito del cemento” una piena licenza di uccidere non potrebbe esser più chiaro. Si possono ampliare del 20% tutti gli edifici ultimati entro il 2008: la percentuale si calcola sul volume per le unità residenziali, sulla superficie coperta per ogni altra (art. 2, c. 2). Se poi il 20% non basta, niente paura: si può arrivare comodamente al 35% (del volume o della superficie), purché si abbatta integralmente un edificio, ricostruendolo più in grande. Queste ed altre espansioni edilizie saranno fatte, assicura la bozza, «in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi» (art. 2 c. 1); persino l´altezza della nuova fabbrica può essere modificata, portandola fino a «quattro metri oltre l´altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici vigenti». Per tutti questi interventi basta una d.i.a. (dichiarazione inizio attività), senza tanti permessi: il risanamento dell´economia non può aspettare. E se per caso si trattasse di edifici storici? Facile: basta far domanda alla competente Soprintendenza, e se per caso non risponde entro 30 giorni vale il principio del silenzio-assenso (art. 5, c. 3 e 5). Il Codice dei Beni Culturali viene in tal modo non ignorato, ma consapevolmente calpestato. La certezza del diritto cede il passo a una feroce delegificazione.
Impallidiscono, al confronto, i condoni edilizi ex post, piombati a proteggere e incoraggiare la cementificazione dell´Italia coi governi Craxi (1985) e Berlusconi (1994, 2003, 2004). La foglia di fico della crisi economica non nasconde l´essenziale: questa bozza di legge è un condono ex ante, anzi non solo legittima e depenalizza, ma incoraggia ciò che fino ad oggi è reato, consegnando città e paesaggio dell´intero Paese al partito del cemento, al saccheggio di speculatori senza scrupoli, devastando senza rimedio borghi e campagne, persino lo skyline delle nostre città. Se, come è da sperare, questa bozza null´altro è che un ballon d´essai, sarà molto interessante vedere quali saranno le reazioni delle istituzioni. Che cosa farà il Ministero dei Beni Culturali, che in passato seppe far cadere le proposte di silenzio-assenso presentate dai ministri Baccini (2005) e Nicolais (2006), di fronte a questa norma assai più distruttiva? Che cosa diranno Regioni ed enti locali di fronte a tanta selvaggia deregulation? Qualcuno si ricorderà dell´art. 9 della Costituzione, che impone alla Repubblica, in via prioritaria rispetto ad ogni altro interesse anche economico, «la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione»?

Una legge contro il territorio
mar 10th, 2009 by leo

Appello su Repubblica.it al quale ho aderito:

Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell’edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c’è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese.

Gae Aulenti
Massimiliano Fuksas
Vittorio Gregotti

PSC verso l’approvazione
nov 13th, 2008 by leo

Nei giorni scorsi è approdato in Circoscrizione il PSC per il parere sulle controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini e della Provincia.

Ecco il documento di accompagnamento al parere favorevole approvato dalla Circoscrizione Centro Cittadino:

Circoscrizione Centro Cittadino
Documento di raccomandazioni in occasione del parere sulla delibera di approvazione del PSC del Comune di Ferrara.

Il Consiglio della Circoscrizione Centro Cittadino riunito in data 13 novembre 2008

Preso atto
con soddisfazione che la gran parte delle proposte di questa Circoscrizione in sede di bozza e di adozione del PSC sono state recepite dall’Amministrazione,

Valutata
la proposta di controdeduzioni alle osservazioni e quindi di approvazione del nuovo documento di programmazione urbanistica,

Raccomanda
all’amministrazione di tenere conto di queste ulteriori proposte:
•    Per quel che riguarda l’accordo di pianificazione relativo alla cessione del 50% della proprietà “Corte Fossa” sita di Via Bologna 1 (sottomura di Via Baluardi, la cosiddetta “casa del pollaio”) in cambio dell’edificabilità dell’area già individuata in via Pioppa, si chiede che l’atto allegato al provvedimento consiliare venga modificato in modo che la cessione avvenga in concomitanza con la stipula della convenzione di attuazione del Piano Urbanistico Attuativo relativo all’area di Ponte Travagli.
•    Per quel che riguarda l’ambito in deroga del Sant’Anna si chiede di riconsiderare l’osservazione 964 e che quindi venga eliminata la possibilità di un aumento di volumetria nell’ambito in deroga, viste anche le determinazioni del tavolo tecnico istituito fra Regione, Comune, Azienda Ospedaliera e Soprintendenze che non prevede nel futuro un aumento di volume nell’area.

Documento approvato con 10 voti favorevoli (6 PD, 1 Verdi, 1 PRC, 1 PRI, 1 IDV) e 6 astenuti (3 FI, 3 AN)

Oggi in consiglio
nov 6th, 2008 by leo

ex mofOggi il Consiglio Circoscrizionale della Centro è convocato in seduta congiunta con il Consiglio della Circoscrizione Giardino Arianuova Doro e aperta al pubblico presso la sala del Consiglio comunale della Residenza Municipale (P.tta Municipale 2) alle ore 21,00 per la presentazione del Master Plan per la riqualificazione dei comparti Ex Mof-Darsena-ExAmga e Palaspecchi, oggetto di intervento della Società di Trasformazione Urbana. Sarà presente l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Ferrara, Raffaele Atti.

Chi fosse curioso di vedere come potrebbe trasformarsi la città è invitato stasera a farsi un giro sullo scalone…

Scheda (dal sito del comune):
LA SCHEDA – Masterplan aree ex Mof, darsena, ex Amga ed ex direzionale di via Beethoven

Il team di progetto
Behnisch Architecten e Politecnica Ingegneria e Architettura in associazione, a seguito di gara pubblica bandita dalla STU Ferrara Immobiliare SpA, sono impegnati nello sviluppo della progettazione urbanistica delle aree ex MOF-Darsena-ex AMGA, ricomprese all’interno della zona di rispetto della città storica, sito UNESCO, dove fra la metà dell’800 ed i primi del ‘900 si insediarono grandi servizi urbani oggi dismessi (mercato ortofrutticolo, officina del gas, darsena industriale) e l’area dell’ex direzionale di via Beethoven (Palazzo degli Specchi), collocata più a sud.

Le tappe
La prima fase di lavoro prevede la redazione di un Masterplan che ha il compito di definire un disegno unitario e complessivo dei nuovi tessuti urbani.
Sulla base del Masterplan, che sarà approvato dal Consiglio Comunale, si definiranno i contenuti dell’Accordo di programma in variante alla strumentazione urbanistica. Successivamente saranno redatti i piani urbanistici attuativi e sarà approfondita la progettazione relativa alla risistemazione di via Darsena.

L’approccio al progetto
La “sostenibilità” nella sua declinazione di sostenibilità sociale, economica ed ambientale è assunta quale matrice delle scelte progettuali.
In particolare il team di progetto ha operato secondo alcune linee guida:
À¾ Realizzare una rete di spazi pubblici collegati con la città, assicurandone un utilizzo “continuo” nell’arco della giornata
À¾ Prevedere nuove attività attrattive e funzioni urbane in grado di rivitalizzare gli spazi recuperati
À¾ Prevedere un mix funzionale tipico dei centri antichi e oggi da riproporre come modello di “urbanità”
À¾ Cogliere tutte le opportunità perché le operazioni di riuso delle parti della città esistente creino nuova qualità urbana ed ambientale.
Nel percorso di costruzione del progetto assume rilievo, quindi, la comprensione delle specifiche condizioni del luogo in cui si opera al fine di potere determinare quali soluzioni progettuali “sostenibili” possono essere effettivamente adottate, a quali costi e condizioni.

Sintesi delle proposte
Sostenibilità significa anche capacità di integrare vecchio e nuovo: così nell’area ex MOF la Palazzina del vecchio mercato potrà diventare un punto di riferimento per il nuovo quartiere ed ospitare una caffetteria ed altri spazi di uso pubblico. Di grande importanza, sotto questo profilo, sarà anche l’intervento sull’ex direzionale, le cui strutture potranno essere mantenute, pur con i necessari adeguamenti, mentre la modifica delle facciate con la creazione di terrazze e spazi verdi privati potrà assicurare un ambiente adatto al lavoro e alla vita contemporanea.
L’area dell’ex mercato ortofrutticolo costituirà la principale connessione fra il centro della città e la darsena, che a sua volta sarà riservata principalmente ad usi ricreativi, realizzando un vero e proprio distretto urbano per il tempo libero. Nell’area troverà posto la nuova sede del Comune ubicata tra la nuova piazza cittadina proiettata sulla darsena e la piazzetta antistante la palazzina storica dell’ex mercato. Un grande parcheggio pubblico interrato consentirà di rispondere alle esigenze indotte dalla collocazione di funzioni generatrici di traffico e di eliminare i parcheggi che oggi insistono su queste aree.
Contrariamente alle ipotesi preliminari, il gruppo di progetto ritiene che la qualità della connessione spaziale fra la città e la darsena non verrà accresciuta dall’interramento della strada, perché le rampe rappresenterebbero una significativa barriera tra il parco sul fiume e la cintura verde attorno alle mura estensi. Il progetto propone invece che la via Darsena diventi un “boulevard”, una strada cioè con ampi marciapiedi, pista ciclabile, fermate dell’autobus, spazi di parcheggio regolamentato (a rotazione) ed una corsia per senso di marcia per i veicoli..
Particolare attenzione viene dedicata alla costruzione dello “spazio urbano” sia attraverso una diversificata rete di spazi pubblici, che definiscono il carattere dell’area (il sistema delle piazze, le aree a verde che qui formano quasi della “dita verdi” che connettono il verde delle Mura estensi alla darsena), sia attraverso la multifunzionalità delle funzioni proposte, quale strumento per favorire l’interazione sociale e lo sviluppo di quella che viene chiamata “urbanità”. Gli edifici residenziali sono studiati per offrire un’ampia gamma di tipologie e le residenze prossime alle mura estensi disporranno di un livello seminterrato per i parcheggi privati, mentre i loft disporranno di un proprio verde privato realizzato con balconi, terrazze e tetti giardino dai quali si potrà avere la vista verso il fiume e il parco della darsena.
Per quanto riguarda l’ex direzionale, il primo intervento riguarderà il recupero e la trasformazione per funzioni prevalentemente residenziali del “Palazzo degli Specchi” in modo da dare un nuovo volto all’insediamento e creare uno spazio urbano attrattivo. Saranno demolite alcune strutture esistenti e saranno realizzati nuovi volumi per uffici ed anche un albergo. La zona sud dell’insediamento è destinata, da un lato, ad un rafforzamento dell’esistente polo sportivo, incrementando particolarmente lo spazio per attività sportive all’aria aperta (per questo è prevista una grande spina centrale a verde sportivo-ricreativo su cui si affacciano le residenze e gli uffici), ed una nuova zona commerciale.
Le aree, pur avendo una loro precisa identità, sono progettate con un’edilizia che consente un uso flessibile, che può assecondare la diversità di funzioni necessarie per assicurare un utilizzo dei volumi e degli spazi gradevole ed economicamente sostenibile.
Si tratta di dare avvio ad una complessa operazione di parti estese ed importanti della città di Ferrara; la sfida è quella di costruire un progetto che generi qualità urbana, che si ispiri ai principi di sostenibilità e che, al contempo, risulti realizzabile dal punto di vista del bilancio economico-finanziario.

Le quantità del programma

Area Ex MOF/Darsena:
Direzionale pubblico: 18.000 m²
Residenza: 26.000 m² (*)
Uffici privati: 500 m² (***)
Commercio e pubblici esercizi: 5.000 m²
Attrezzature per lo sport e la cultura: 2.000 m²
Aree a verde: 27.500 m² (**)
Piazze: 11.000 m²
Parcheggio pubblico interrato (2 livelli): 15.300 m²
(*) All’interno di questa quantità potrebbe essere previsto anche un albergo (4.000 m²).
(**) Il Masterplan propone di interessare anche due aree esterne al comparto per
realizzare due grandi parchi pubblici di connessione fra il verde delle mura e la
Darsena, con funzioni anche di rafforzamento della rete ecologica.
(***) Potrebbero aumentare recuperando parte della direzionalità pubblica

Area ExAMGA/Kennedy:
Residenza: 5.000 m² (*)
Commercio e pubblici esercizi: 700 m²
Superfici a verde: 2.900 m²
Parcheggio pubblico interrato (2 livelli): 7.000 m²
(*) Al posto della residenza potrebbe essere previsto un albergo.

Area Ex-Palazzo degli specchi:
Residenza: 16.400 m² (*)
Uffici privati: 9.000 m²
Commercio e pubblici esercizi: 10.800 m²
Attrezzature per lo sport: 6.000 m²
Albergo: 5.800 m²
Verde pubblico: 6.200 m²
Piazze: 11.000 m²
Parcheggio pubblico interrato: 17.000 m²
(*) Si ipotizza una quota significativa di edilizia residenziale sociale

Gli studi incaricati del masterplan

Behnisch Architekten è uno studio internazionale che sviluppa una gamma completa di servizi di progettazione avendo particolare attenzione alla dimensione sociale del progetto nella convinzione che l’architettura sia generata dai bisogni intellettuali, spirituali e materiali delle persone. Non solo gli edifici ma anche la qualità del progetto urbanistico ha a che fare con il benessere e ciò si ottiene avendo attenzione al contesto in cui si progetta, alla cultura ed allo spirito del luogo. Behnisch Architekten ha consolidato inoltre una reputazione internazionale per la sensibilità sviluppata in direzione della sostenibilità ambientale che non viene affrontata come aspetto settoriale ma che è parte della concezione architettonica complessiva.

Politecnica, Ingegneria e Architettura, è una Società di progettazione in forma cooperativa nata da un processo di integrazione di diverse Società con patrimonio umano e strategico eterogeneo ed esperienze pluriennali nei diversi settori della progettazione. Politecnica vanta una grande esperienza multidisciplinare; la presenza di personale tecnico specializzato consente l’integrazione fra i vari aspetti architettonici, strutturali, impiantistici, urbanistici e di completamento, anche su commesse molto complesse.

Gita a Ferrara
apr 7th, 2008 by leo

ciliegioCi sono tanti motivi per fare una gita a Ferrara.

In queste settimane ce ne è qualcuno in più.

Intanto il clima, che ad aprile e maggio permette di scoprire una città molto diversa da quella grigia – ma bellissima – che rimane avvolta per settimane dalla nebbia invernale.

miro/large/miro_4070.jpg" alt="miro" width="200" />E poi due Mostre ed un Festival.

La prima mostra l’ho vista: è quella dedicata a Joan Mirò che sarà a Palazzo Diamanti sino al 25 maggio prossimo. Merita una visita, come quasi tutte le mostre che animano le stanze dello splendido palazzo rinascimentale (che accoglie anche la Pinacoteca Nazionale, per chi avesse tempo e voglia).

L’altra, che non ho ancora visto, è quella dedicata ai capolavori di Benedetto Tisi Da Garofalo, pittore della Ferrara rinascimentale, che inaugura nel nuovo percorso museale del Castello Estense la presenza a Ferrara della Fondazione Ermitage Italia.

garofaloOltre alle tele provenienti da tutto il mondo (con un bel contributo dall’importante Museo russo), volevo segnalare ai più curiosi la presenza di altre testimonianze della presenza ferrarese del Garofalo: fra i più importanti il soffitto affrescato della Sala del Tesoro di Palazzo Costabili (detto di Ludovico il Moro) ora sede del Museo Archeologico Nazionale (che fra l’altro ospita una delle più importanti collezzioni di vasi attici del mondo). E’ stata recentemente restaurata, ed anche qui non ho ancora avuto il piacere di visitarla. Ma vi assicuro che meritava già quando era coperta dai ponteggi ed il restauro definitivo ancora lontano (ed io ero un obiettore di coscienza in servizio al Museo). Qui a fianco un dettaglio.

festivalE chi non fosse già contento di queste opportunità, ma fosse magari interessato all’urbanistica e all’architetturo ecco che dal 17 al 20 aprile Ferrara “prima città moderna d’Europa” sarà sede della prima edizione del Festival Cittàterritorio, del quale qui trovate il programma completo.

Se vi state chiedendo se questo post è uno spot, beh lo è. Questa splendida città lo merita.

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