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10 anni di Rototom Sunsplash

8 febbraio 2012

L’archivio video del Rototom ha ora un proprio sito web che mette a disposizione registrazione live, filmati, documentari, dibattiti e interviste di questi 10 anni di vita del più importante festival Reggae d’Europa. Online gratuitamente anche ‘Exodus – Finding Shelter’, il documentario che tratta dei motivi che hanno costretto il Rototom Sunsplash a lasciare l’Italia e ad approdare in Spagna.

Vi ricordo che Fuoriluogo ha lanciato un appello per la mobilitazione in occasione del processo a Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l’accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Il 31 maggio tutti a Tolmezzo: non serve essere amanti del Reggae per amare la libertà!

(via fuoriluogo.it)

Qui sotto, a puro titolo di esempio, l’intero stage 2011 degli Africa Unite:

 

Il 31 maggio a Tolmezzo processano Bob Marley

1 febbraio 2012

Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà la prima udienza del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l’accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.

Così Fuoriluogo ha deciso di lanciare un’appello per una mobilitazione in solidarietà con il Rototom e per una nuova politica sulle droghe. L’appuntamento è in Piazza XX settembre a Tolmezzo il 31 di maggio. Aderite anche voi!

L’esodo

18 agosto 2010

Tutto è pronto a Benicàssim per la prima edizione in esilio del Rototom Sunsplash Festival. A pochi giorni dall’inizio del festival, strade, bar, balconi e finestre della città si sono riempite di bandiere e posters aspettando sabato 21 agosto, quando la diciassettesima edizione del più grande Festival Reggae d’Europa avrà inizio nella nuova location spagnola.

Con il pretesto dell’art 79 della legge Fini-Giovanardi (e in particolare della fattispecie dell’agevolazione all’uso di stupefacenti) politica, magistratura e forze dell’ordine, con la suprema benedizione del sottosegretario Carlo Giovanardi, hanno costretto uno dei più grandi eventi musicali del continente a spostarsi in terra iberica. A nulla son serviti gli appelli e i messaggi di solidarietà: la follia proibizionista italiota ha avuto la meglio sul buon senso, sulla libertà di espressione del pensiero, sulla  cultura reggae e sul Rototom Sunsplash.

L’Italia da sabato non sarà dunque più la “terra promessa” del popolo reggae. Ci ha perso il nostro paese, che ha lasciato andar via una importante realtà musicale e culturale. Non ci ha perso, per fortuna il Festival. Raddoppio secco degli abbonamenti venduti rispetto allo scorso anno, con numerosi bus in partenza da Milano, Torino, Genova e Venezia, ma anche dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania, dalla Svizzera e dal Portogallo. In Spagna ci saranno delle minilinee che effettueranno più viaggi da Madrid, Barcellona e dalla Galizia. Pienone anche per le tratte aeree: sulle linee low cost sono ormai poche le possibilità di trovare posto, in particolare per il ritorno dopo i giorni conclusivi del festival. E anche l’organizzazione del Festivale che ha ricevuto il riconoscimento e il patrocinio della UNESCO come Evento Emblematico del Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Non Violenza da il suo contributo per diminuire l’impronta ecologica favorendo il car sharing sul proprio sito: se non avete ancora provveduto al viaggio, potrete forse trovare un passaggio.

Insomma, è cominciato l’esodo del popolo del reggae.

(post per il blog di fuoriluogo.it)

In 30.000 nonostante Giovanardi

5 luglio 2010

30.000 partecipanti al Rototom Free.

Nonostante Giovanardi.

Il reggae resistente a Udine

16 giugno 2010

Sono stati resi noti dagli organizzatori gli ospiti musicali di ‘Rototom Free’, la due giorni ad ingresso gratuito che terrà vivo il legame del festival con il Friuli al Parco del Cormor di Udine il 2 e 3 luglio prossimi. ‘Rototom Free’ sarà inaugurata venerdì 2 luglio dai Sud Sound System mentre il 3 luglio saranno in azione il leggendario Alpha Blondy ed il profeta ‘new roots’ Fantan Mojah seguiti poi sul palco dancehall dal sound berlinese Supersonic.

L’appuntamento è quindi in Friuli ai primi di luglio, e non solo per la musica reggae: qui trovate il programma completo degli incontri e dei dibattiti organizzati nella 2 giorni al Parco del Comor.

(via fuoriluogo.it)

Rototom, a Udine in versione light

10 maggio 2010

Il più importante festival reggae d’Europa, sotto attacco dalla magistratura, ha deciso da tempo di trasferirsi in Spagna. Ma l’associazione culturale Rototom non “abbandona” l’Italia e così nasce Rototom Free un luogo di incontro culturale e di riflessione politica, il 2 e 3 luglio a Udine presso il Parco del Cormor.

Sotto attacco dalla magistratura friulana, il più importante festival reggae d’Europa ha da tempo deciso di emigrare in Spagna. Così gli oltre 130.000 frequentatori del Rototom Sunsplash Festival si ritroveranno quest’anno dal 21 al 28 agosto nella cittadina di Benicàssim, situata sulla costa mediterranea nella provincia di Castellon a soli 88 chilometri da Valencia, per una settimana a base di reggae, mare e sole.

Ma l’associazione culturale Rototom ha deciso di mantenere un presidio a Udine, per “ricreare un luogo di incontro e di interscambio culturale dove, attraverso le proposte musicali e i dibattiti, le persone si possano incontrare per condividere momenti di riflessione e di divertimento”. Così è nato un nuovo appuntamento, che precederà di alcune settimane l’evento reggae: Rototom Free si terrà il 2 e 3 luglio, a Udine presso il Parco del Cormor e prende il nome della canzone dedicata al Rototom Sunsplash dalla grande star italo-giamaicana Alborosie (scaricabile on line dal sito del Festival).

Si riproporrà ovviamente la musica reggae, ma non solo. Saranno allestiti due palchi e un’area che ospiterà dibattiti e proiezioni di film in una sorta di versione “light” del Festival. Sul palco si alterneranno giovani musicisti locali ad artisti affermati, fra questi si parla già dei Sud Sound System . Nell’area dibattiti, con la presenza fra gli altri di Don Gallo e Marco Travaglio, e con supporto di un comitato scientifico ad hoc, si analizzerà invece “la complessità del mondo in cui viviamo attraverso l’ottica pacifista, ecologista e antirazzista tipica del Rototom”.

In concomitanza con quello che era il canonico periodo del Sunsplash, il Rototom non poteva quindi lasciare un vuoto nel cuore di tutti coloro che hanno seguito per un decennio la manifestazione al Parco del Rivellino. “L’avevamo annunciato nella conferenza stampa di novembre: il
Sunsplash è costretto ad abbandonare l’Italia, ma il Rototom non arretra di un millimetro nella sua battaglia culturale nel suo paese. Rototom Free, a ingresso rigorosamente gratuito, è un contributo alla crescita culturale ed economica della nostra terra, ed è un omaggio alla gente che ci ha sempre sostenuto anche nei momenti più difficili” dichiara l’Ass. Culturale Rototom. Per loro, “per il colorato e pacifico universo multiculturale che si è sempre radunato intorno al festival” ma anche per ribadire come l’esodo spagnolo non è volontario, e che è sempre viva la speranza che vengano archiviate al più presto le indagini e le assurde accuse di “agevolazione dell’uso di stupefacenti” piovute nei mesi scorsi su Filippo Giunta (organizzatore del Rototom) e sul sindaco di Osoppo Luigino Bottoni.

In attesa del ritorno in Friuli continua la campagna di solidarietà “Non processate Bob Marley”, a tutela della libertà di espressione, che ha coinvolto diverse città italiane, come Milano e Bologna e che giovedì 13 toccherà Roma con un appuntamento di lotta e musica.

Il sito del Rototom Sunsplash.

Articolo per fuoriluogo.it.

Il rototom, l’unesco, fini e giovanardi

6 maggio 2010

In Italia possono succedere davvero tante cose. Anche che un evento musicale di livello mondiale come il Rototom Sunsplash Festival venga costretto a espatriare sotto i colpi repressivi della legge sulle droghe di Fini e Giovanardi, proprio mentre l’UNESCO lo riconosce come “Evento Emblematico del Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Non Violenza (ONU – UNESCO dal 2001 al 2010) e come attività connessa di Cultura Sin Fronteras, CSF, e del Seminario Interdisciplinario Mundial permanente de “La Cultura de Paz y No Violencia” dell’ONU (UNESCO-IPT-UCM).”

In particolare nell’ultimo anno del Decennio Internazionale della “Cultura di Pace e Non Violencia”, dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Anno Internazionale della Biodiversità”, è stato concesso il riconoscimento perchè le attività del Rototom Sunsplah Festival “favoriscono il dialogo e la pace tra le civilizzazioni e i popoli del mondo”, danno “voce a iniziative di critica e cultura sulla Pace e ciò che la rende possibile e impossibile”, danno particolare attenzione “all’ambiente e allo sviluppo dell’arte, ecologia e sviluppo sostenibile”.

Eh sì, in Italia possono davvero succedere tante cose…

In difesa del Rototom Sunsplash

22 novembre 2009

Immagine 8

Articolo pubblicato da Terra il 21 novembre 2009 – scarica il pdf: pagina 10

Il Rototom Sunsplash, il più importante Festival Reggae europeo che si svolge da 16 anni a Osoppo (UD), è stato denunciato alla magistratura – nella persona del suo presidente Filippo Giunta – con l’accusa di “aver agevolato l’uso di sostanze stupefacenti”. I Carabinieri di Udine hanno così sfruttato una delle tante norme liberticide (l’art. 79) introdotte nella legislazione sulle droghe da Fini e Giovanardi, norma che prevede una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione e un’ammenda fra i 3mila e i 10mila euro. Più o meno la stessa pena in vigore per lo stupro.

Non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno. Da alcuni anni centinaia di agenti hanno blindato il festival. In 9 anni 340 persone sono state denunciate per spaccio (molte perché in possesso di minime quantità), mentre sono stati sequestrati circa 20 chili di marijuana contro soli 37 grammi di eroina. La sproporzione quantitativa (e qualitativa) fra le sostanze rende evidente come l’attacco al Rototom sia in effetti parte di un più vasto e complesso attacco miope e ideologico contro la marijuana avviato dal duo Giovanardi-Serpelloni. Attacco reso ancora più ridicolo dalla tesi dell’accusa per cui gli organizzatori agevolerebbero l’uso della marijuana poiché combattono efficacemente la diffusione di droghe pesanti.

In queste settimane intorno al Rototom si è però stretto il mondo musicale, sociale e politico, con numerose manifestazioni di solidarietà: Elisa, Almamegretta, Neffa, Sud Sound System, Vinicio Capossela, Subsonica, Giuliano Palma, Caparezza e Dario Vergassola fra gli artisti ma anche Moni Ovadia, Don Ciotti, Don Gallo, Giuliano Giuliani, Beppino Englaro, Guido Blumir, Luigi Manconi, Debora Serracchiani e Ignazio Marino (che ha dovuto pure subire la reprimenda ad personam dell’ineffabile Giovanardi) e infine i vignettisti Vauro e Altan. Questi sono solo alcuni dei nomi che appaiono sul sito del rototom (www.rototomsunsplash.com) dal quale si può seguire le iniziative di solidarietà – fra le quali anche “io agevolo” una raccolta di autodenunce fotografiche – culminate il 13 novembre scorso quando oltre duemila persone hanno invaso piazza Matteotti a Udine per una manifestazione-concerto in solidarietà con il Festival Reggae.

Purtroppo l’ipotesi più accreditata resta quella di un futuro lontano dall’Italia. “Speriamo non sia un addio, ma un arrivederci”, ha dichiarato alla stampa Alessandro Oria, portavoce del Sunsplash, che ha precisato che “l’ipotesi di un trasferimento a Barcellona resta in pole position”. Un vero peccato per una manifestazione che ha rappresentato negli anni un punto di riferimento per generazioni di giovani, appassionati di reggae ma non solo.

A difesa del Rototom Sunsplah, in solidarietà con gli organizzatori e per “dire basta a una politica delle droghe che riempie le carceri di tossicodipendenti e ingolfa i tribunali di decine di migliaia di processi per detenzione di sostanze stupefacenti irrogando condanne inique per spaccio presunto” Fuoriluogo.it sta promuovendo in queste ore un appello al quale è possibile aderire su www.fuoriluogo.it/rototom.

Leonardo Fiorentini
Fuoriluogo.it

Non processate Bob Marley

19 novembre 2009

Il Rototom Sunsplash Festival di Osoppo è sotto attacco, accusato dall’autorità giudiziaria di “agevolazione all’uso di marijuana”. Questa criminalizzazione di un importante evento culturale si avvale, non a caso, di una delle norme più ideologiche e antigarantiste della legge Fini-Giovanardi. Fuoriluogo.it ha lanciato un appello a sostegno di Rototom e dei suoi organizzatori al quale ho aderito. Potete farlo anche voi on line sul blog di fuoriluogo.it.

Sul blog di fuoriluogo.it trovate anche l’articolo di Axel Klein sul Festival di quest’anno uscito oggi sul Manifesto per la rubrica settimana di Fuoriluogo.

Ecco il testo dell’appello:

Difendiamo il Rototom Sunsplah! Solidarietà a Filippo Giunta!

Dopo 16 anni di un’esperienza di cultura unica, il festival reggae più grande d’Europa che si svolge a Osoppo nel mese di luglio, viene dipinto come un’associazione a delinquere il cui organizzatore, Filippo Giunta, sarebbe responsabile di agevolazione all’uso di marijuana.
La cultura rasta che rappresenta una pezzo della storia anticolonialista e antirazzista viene caricaturizzata e disprezzata.
Questa operazione di criminalizzazione è opera dei carabinieri di Udine che hanno utilizzato impropriamente una norma della legge Fini-Giovanardi: è una accusa inconsistente ma che mette a rischio la vita del festival.
Siamo di fronte a un teorema che attacca la democrazia e i diritti fondamentali di libertà e di espressione.
Il festival Rototom Sunsplash ha rappresentato un punto di incontro per centinaia di migliaia di giovani europei amanti della pace e della fraternità; la musica è uno strumento per affermare valori che si contrappongono alle logiche della violenza e della sopraffazione.
Il Friuli si è dimostrato una terra di libertà nel solco del pensiero delle sue personalità più rappresentative, da Pier Paolo Pasolini a Padre Davide Turoldo e Loris Fortuna.
Qualcuno vuole cancellare il pensiero laico e far tornare l’oscurantismo più bieco.
Dobbiamo impedirlo! Chiediamo alla Magistratura di respingere un’operazione bieca nell’ispirazione e sgangherata dal punto di vista del diritto e di decidere immediatamente l’archiviazione di una indagine puramente ideologica e strumentale. La Giustizia è una cosa seria e deve alimentare la fiducia dei cittadini nello stato di diritto e nel rispetto delle regole. Una decisione diversa aumenterebbe la sfiducia, soprattutto dei giovani, nello Stato e nelle sue istituzioni.
È ora di dire basta a una politica delle droghe che riempie le carceri di tossicodipendenti e ingolfa i tribunali di decine di migliaia di processi per detenzione di sostanze stupefacenti irrogando condanne inique per spaccio presunto!

Primi firmatari:
Hassan Bassi, Stefano Bertoletti, Giorgio Bignami, Gianluca Borghi, Giuseppe Bortone, Vanna Cerrato, Franco Corleone, Leonardo Fiorentini, Don Andrea Gallo, Marina Impallomeni, Axel Klein, Franco Marcomini, Fabio Scaltritti, Grazia Zuffa

La ganja e i Caraibi. cultura, economia, politica

16 luglio 2009

E’ disponibile on line il quaderno numero 3 di Fuoriluogo dedicata alla canapa nei caraibi. Sul sito di Fuoriluogo potete scaricarlo in formato pdf, ma se volete riceverlo in formato cartaceo e soprattutto sostenere l’attività di Forum Droghe potete iscrivervi: il volume sarà inviato in forma cartacea a tutti i nuovi iscritti.

“La ganja e i Caraibi. cultura, economia, politica” è il quaderno numero 3 della nuova serie di Fuoriluogo ed è stato realizzato in collaborazione con il Rototom Sunsplash Festival.

- La presentazione al Rototom: on line gli interventi alla presentazione del volume al Rototom Sunsplash Festival, 5 luglio 2009.

- La ganja e i Caraibi in formato pdf: scarica il terzo quaderno della nuova serie di fuoriluogo in formato pdf.

Nonostante la severità del controllo penale, a livello nazionale e internazionale, il regime di proibizione non è riuscito ad estirpare la produzione e il consumo di canapa nei paesi dei Caraibi, mentre ha prodotto gravi effetti collaterali: dall’incarcerazione di massa dei consumatori, all’inquinamento dell’economia per l’ampiezza del mercato illegale, fino all’indebolimento delle istituzioni e della democrazia per la disparità di potere e mezzi fra le ricche e potenti organizzazioni transnazionali del narcotraffico e i piccoli stati nazionali dell’arcipelago caraibico.

Il volume approfondisce il caso della Giamaica e di St.Vincent. Barry Chevannes ripercorre la storia del legame della ganja col movimento politico Rastafarian e del suo largo radicamento nella cultura popolare: da qui l’inefficacia di un sistema legale di proibizione in aperto contrasto con l’insieme di usanze e di valori delle comunità locali.Axel Klein affronta l’economia della ganja attraverso le storie di alcuni contadini di St.Vincent,il maggiore
produttore fra i paesi della zona. Dopo il declino delle piantagioni di banane, per molti agricoltori poveri l’economia illegale delle droghe è una delle fonti più importanti di sussistenza (e in certa misura lo è per il loro stesso paese).

Gli Autori
Barry Chevannes
è preside della facoltà di scienze sociali al Mona campus dell’università delle Indie Occidentali. Professore di antropologia sociale, è autore di molte pubblicazioni sul movimento Rastafari e su altre religioni autoctone della Giamaica.
Axel Klein è docente di politica delle droghe all’università del Kent. Ha diretto il settore ricerca di Drugscope, uno dei più importanti centri indipendenti britannici di studio nel campo delle droghe. Ha condotto progetti di ricerca nel corno d’Africa e nei Caraibi.

“La ganja e i Caraibi. cultura, economia, politica”
a cura di Franco Corleone e Grazia Zuffa, traduzioni di Marina Impallomeni
Quaderno realizzato in collaborazione con il Rototom Sunsplash Festival.

I saggi sono tratti dal libro Caribbean Drugs, a cura di Axel Klein, Marcus Day,Anthony Harriot (Ian Randle Publishers, Zed Books, in association with Drugscope, 2004).
Si ringrazia l’editore per l’autorizzazione alla traduzione italiana e alla realizzazione della presente edizione.