Per la serie il duro mestiere del giornalista addetto alle gallerie di un quotidiano online, eccovi l’ultima chicca scovata da Paolo Attivissimo:
Repubblica ha pubblicato quelle che dice essere “sensazionali immagini di un’onda imponente che si ghiaccia ancora prima di infrangersi”.
L’autrice della didascalia, Giuditta Mosca, scrive che “Questo fenomeno naturale è stato raramente documentato dall’uomo e avviene grazie alla bassa temperatura dell’acqua che a contatto con l’aria ancora più fredda resta bloccata per pochi secondi, il tempo sufficiente affinché la temperatura proibitiva la solidifichi in blocchi di ghiaccio”.
Onde che si ghiacciano a mezz’aria? Si vede che qualcuno ha scambiato The Day After Tomorrow per un trattato di climatologia. E dormiva durante le lezioni di chimica e fisica del liceo.
Come se non bastasse, il fenomeno viene descritto come se fosse una prova dell’abbassamento delle temperature mondiali: le immagini, dice Repubblica, “vengono dal lago di Huron di Mackinaw City, nel Michigan, Stato USA ai confini con il Canada” e sono un “avvenimento naturale di grande fascino fino ad oggi comune solo alle zone polari”.
In realtà le immagini non vengono dal Michigan, ma da Internet: Repubblica le ha saccheggiate senza il benché minimo controllo e naturalmente senza riconoscerne la paternità o il diritto d’autore. Infatti Snopes.com spiega che si tratta di una bufala risalente a marzo del 2008. Le immagini sono autentiche, ma si riferiscono a un fenomeno che avviene in Antartide, non nel Michigan, ed è prodotto dalla fusione del ghiaccio antartico profondo.
Questo ghiaccio, infatti, riaffiora a causa degli spostamenti della calotta antartica e viene sagomato dall’esposizione alle intemperie. La fusione produce le striature verticali che sembrano la cresta di un’onda, e la magnifica trasparenza del ghiaccio è dovuta alla sua formazione a grande profondità.
Le fotografie in questione provengono specificamente dalla base antartica di Dumont D’Urville e sono state scattate da Tony Travouillon nel 2002. Ne trovate altre qui.
Complimenti, come sempre, a Repubblica per aver dimostrato ancora una volta che i giornalisti veri, quelli stipendiati dalle redazioni, lavorano meglio di quei cialtroni di blogger.