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Ciclismo elettorale
feb 3rd, 2010 by leo

Dal blog di Saponaro:

Formigoni per spostarsi a Milano su una Bmw all optional ha speso solo nel 2006-2007 la bellezza di 272.238 euro. Ovvero, 527 milioni delle vecchie lire. Ma quando c’è traficco l’elicottero è più comodo, quindi, recentemente si è dotato del secondo eliporto. E per la base stellare è ancora un po’ indietro… ma ci sta pensando. Altro che bici!

Non c’è solo Punta Perotti. Purtroppo…
ott 28th, 2009 by leo

Marcello ci informa che è al via la quarta edizione nazionale di “NonSoloPuntaPerotti” il concorso fotografico che mette in gara i peggiori ecomostri d’Italia.

La giuria quest’anno è compasta da: Angelo Naj Oleari, imprenditore nel settore della produzione e distribuzione di prodotti alimentari e tessili da Permacultura; Cristina Gabetti, giornalista e scrittrice, conduttrice della rubrica Occhio allo spreco in onda su Striscia la Notizia; Edoardo Raspelli, conduttore televisivo; Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia per animali ed ecologia; Fabio Fimiani, giornalista di Radio Popolare; Fabio Treves, fotografo e Bluesman; Guido Pollice, presidente nazionale di VAS Onlus; Luca Conti, consulente per i social media e blogger, Marcello Saponaro, consigliere Regionale in Lombardia, Presidente della Giuria; Massimo Mantellini, giornalista e blogger; Nicola Mattina, consulente ICT e blogger; Silvia Tenenti, fotografa; Walter Fornasa, Professore dell’Università degli Studi di Bergamo

Le fotografie possono essere inviate fino al 30 gennaio 2010 esclusivamente via email all’indirizzo concorso@nonsolopuntaperotti.it.

Insomma, armatevi di macchina fotografica e partite. Purtroppo i soggetti sono tanti, troppi nel nostro “belpaese”.

Cento passi ancora…
set 25th, 2009 by leo

Sul blog di Saponaro anche lo spot radiofonico della manifestazione del 26 settembre (sabato) a Ponteranica per ripristinare la targa e la memoria di Peppino Impastato.

Come il maiale
ago 31st, 2009 by leo

maialeCome del maiale, anche del nostro Salvini non si butta via niente.

Anche se poi sembra davvero di essere in pakistan

”Se lo stato spendesse soldi per convertire gli islamici ai valori cristiani sarebbero soldi sicuramente ben spesi. L’Italia parte tardi, il mio timore e’ che ad oggi non servirebbero comunque molto…”.Lo sottolinea l’europarlamentare leghista, Matteo Salvini, rispondendo alle domande di Klaus David durante la trasmissione KlausCondicio.

Da Marcello, e prego tutti i rappresentanti suini di scusarmi per l’infelice accostamento.

Alla faccia di Gasparri!
lug 21st, 2009 by leo

Mentre a Roma Gasparri pare abbia perso l’ultimo neurone per un colpo di sole (via Marcello), Roberto Codazzi ci informa – che ci crediate o no – che in qualche modo la catena di blog per l’ambiente pare abbia vinto ancora.

Infatti sembra che l’obbligo di fonti rinnovabili su tutti gli edifici sia anticipato di 6 mesi!

Fotovoltaico su tutti i nuovi edifici, i blog vincono ancora!

Era il 12 febbraio quando nel decreto milleproroghe il Governo inseriva con la fiducia lo spostamento a gennaio 2010 dell’obbligo per gli edifici di nuova costruzione di utilizzare fonti rinnovabili. 65 blog avevano aderito al mio appello per chiedere il rispetto della norma originale introdotta da Prodi, cioè il decorrere dell’obbligo da gennaio 2009.

Poi a marzo, in sordina, venne introdotto l’obbligo per regioni e provincie autonome, una parziale vittoria alla quale, scrivevo, sarebbe arrivata quella definitiva. E’ importantissimo che questo obbligo arrivi ora, prima del fantomatico piano casa.

Oggi ho finalmente scovato la notizia tanto attesa: “A far data dal 25 giugno 2009 il DPR n° 59 del 2 Aprile u.s. rende obbligatoria l’installazione di impianti fotovoltaici in edifici di nuova costruzione, pubblici e privati, e nel caso di ristrutturazioni.”

Il DPR recita testualmente: “Nel caso di edifici di nuova costruzione, pubblici e privati, o di ristrutturazione degli stessi conformemente all’articolo 3, comma 2, lettera a), del decreto legislativo, è obbligatoria l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.” L’impianto termico deve produrre almeno il 50% (20% per gli edifici situati nei centri storici) dell’energia richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria.

Ecco i 65 incatenati: ilKuda, CernuscoTV, Osservatorio sul Razzismo in Italia, Zadig, Follonica, Marcella Zappaterra, Alessandro Ronchi, Verdi Forlì-Cesena, Verdi Emilia Romagna, BaseVerde, Blog del Giorno, Letizia Palmisano, LETIZIA’S BLOG, Fiore Blog, Verdi di Ferrara, il Derviscio, Ciwati, PD Cogliate, Sale del mondo, Informazione senza filtro, Ladri di marmellate, Resistenza civile, Life in Italy, Ma’pe iabbu, Maurizio Baruffi, Dea Maltea, Eco, Sciura Pina, SpreadRSS, Tau2 Zero, BlogEko, Marcello Saponaro, Amico Fragile, Ambiental..mente, Pd Vedano, Writer, Voglio il fotovoltaico, No alla turbogas a pontinia, agorambiente, laStanzaDelBarone, Opinioni e Benessere, il Filo di Arianna, Maxso’s blog, Jacopo Fo, Evil Genius, Gianluca Aiello, YourPage, AttivAzione, Sostenibilitalia, Orlandi Energie, Verdi Treviglio, IlFerdinando, Grilli e Cicale di Latina, Giudo Elettrico, La Parola, Riciard’s, la Tana del Mostro, Fonte Live, the Wistleblower, Appunti e Virgole, Al massimo dell’energia, Pollodellavaldichianna, Agoravox, Nuclearenograzie, Solarenews, Ultras Cernùsk.

Ripubblicate i link, che fa bene alla salute!

Saponaro fa lo sconto a Grillo
lug 17th, 2009 by leo

Marcello, da sempre favorevole ai saldi, fa il 50% di sconto a Beppe Grillo e gli pone solo 5 domande
Attendiamo le risposte…

Non solo punta perotti: ecco i vincitori!
apr 2nd, 2009 by leo
fioriera fuori formato?

fioriera fuori formato?

Dal Blog di Marcello scopro i vincitori del concorso per il peggior ecomostro:

Hanno vinto. Non per meriti ma per demeriti. Un po’ come avviene di solito in Italia, insomma. I demeriti, però, non sono dei fotografi – tutti bravissimi con la loro voglia di denunciare il brutto – ma dei soggetti immortalati. Anzi, di chi li ha costruiti.

Questi sono i vincitori della terza edizione di Nonsolopuntaperotti, il concorso fotografico più copiato d’Italia :-) che va a caccia di ecomostri con i telefoni cellulari.

Questa edizione del concorso è stata nazionale. L’anno prossimo chissà!

Io avrei votato la fioriera gigante, ma tant’è…

Degli ordini
mar 22nd, 2009 by leo

Nonostante il mio statalismo innato, sugli ordini la penso un po’ come il libertario e Marcello, soprattutto se dopo aver letto i loro post, mi capita sotto il naso questo, dal Corriere della Sera:

Cuochi, sessuologi, imam e stenotipisti. La febbre dell’albo che contagia l’Aula

A istituire l’albo «dei cuochi professionisti» ci avevano già provato nel 2007. Senza fortuna. Non che le argomentazioni portate da quel gruppo trasversale di parlamentari (dai Verdi al centrodestra) a sostegno della loro proposta di legge non fossero solide: «Le cronache, soprattutto estive, rimarcano con frequenza infortuni gastro-intestinali di cui sono vittime i consumatori e ciò è spesso dovuto a una scarsa preparazione professionale e igienico-sanitaria di cuochi improvvisati a cui ricorrono imprenditori scarsamente scrupolosi».

Ma a complicare la vita al disegno di legge ci si erano messi il calendario intasato, i provvedimenti più urgenti… Ecco quindi che nella nuova legislatura è toccato a Francesco Maria Amoruso, del Pdl, riproporre la nascita dell’Ordine degli chef.

Certamente, non l’idea più stravagante. Nei due brevi anni che hanno preceduto le elezioni del 2008 se n’erano viste di tutti i colori. Daniela Santanché aveva proposto, provocatoriamente ma fino a un certo punto, di istituire l’albo degli imam. Il diessino Vincenzo Siniscalchi voleva l’Ordine degli stenotipisti. Il presidente onorario dell’Arcigay, Franco Grillini, quello dei sessuologi. Erminia Mazzoni, dell’Udc, si batteva per l’albo degli «antropologi esistenziali». Il senatore di An, Euprepio Curto, considerava invece indispensabile dare vita all’albo degli ex parlamentari. Ma a che cosa sarebbe servito? Dall’elenco avrebbero potuto attingere gli enti pubblici per gli incarichi in società pubbliche, municipalizzate, Asl. Come se già non fosse un’abitudine metterci i politici riciclati, pure senza avere un albo dei trombati…

La febbre degli Ordini, dunque, non ha abbandonato il Parlamento nemmeno nella nuova legislatura. Per l’aennino Domenico Gramazio sarebbe fondamentale creare l’albo degli esperti in «medicina manuale vertebrale». Berselli, del Pdl, preferirebbe invece una disciplina della «professione intellettuale di ufficiale giudiziario». Rosario Giglio Costa scommette sull’albo professionale dei pedagogisti. Tommaso Foti (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd) puntano al contrario sull’Ordine degli «ottici e optometristi». Forse nella speranza di vedere meglio nel futuro delle rispettive formazioni politiche.

Insomma, altro che farla finita con le «barriere di accesso» alle professioni, e la «sproporzionata regolamentazione » dei mestieri già messe sul banco degli imputati dall’ex presidente dell’Antitrust Giuseppe Tesauro e poi dal suo successore Antonio Catricalà. È o non è l’Italia il Paese delle corporazioni? Medici, ingegneri, geometri, giornalisti, ragionieri, commercialisti, geologi, psicologi, agronomi, ostetriche, chimici, notai. Perché allora non i traduttori, gli «informatori scientifici del farmaco», i logopedisti, e chi più ne ha più ne metta? D’altra parte, alla materia i parlamentari italiani sono sempre stati sensibilissimi. L’economista Francesco Giavazzi nel 2004 spiegò che il 31,4% di loro erano iscritti ad albi, contro il 16,4% dei membri del Parlamento britannico.

Dal 1985 al 2005 gli iscritti agli Ordini professionali in Italia sono passati da 867.151 a 1.827.279. L’aumento è stato del 110,7%. I commercialisti sono cresciuti del 212%, i geologi del 174%. Gli Ordini e gli albi sono arrivati all’incredibile numero di 72: settantadue. Ma i benefici? I servizi sono diventati più efficienti? I prezzi sono diminuiti? Macché.

Inoltre, ogni tentativo di liberalizzazione ha incontrato ostacoli insormontabili. Le tariffe minime, per esempio. Il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani era riuscito a far passare un provvedimento che eliminava i tariffari e cancellava l’anacronistico divieto di fare pubblicità. Per arrivarci c’erano voluti fatti di cronaca come quello di cui è stata protagonista la veterinaria torinese Laura Bertolazzi, responsabile di un’associazione che cura gli animali delle persone non abbienti a prezzi ben inferiori alle tariffe minime. Che per questa colpa si è beccata tre sospensioni dal suo albo.

Questa battaglia sembrava finalmente vinta. E sapete com’è andata a finire? Che le tariffe minime, cacciate dalla porta, sono rientrate dalla finestra. Alcuni Ordini, come quello degli avvocati, hanno inserito nei codici deontologici delle pillole avvelenate, come il divieto di praticare prezzi tanto bassi da offendere il decoro della categoria. Chi decide qual è il livello che offende il decoro? L’Ordine. Quanto alla pubblicità, è stato introdotto una specie di diritto di veto: sarà ancora l’Ordine a vigilare sulle inserzioni. Fatta la legge, trovato l’inganno.

Controlli a campione.
mar 20th, 2009 by leo

Da Marcello ho intuito che le Ferrovie Nord milanesi non brillano certo per efficienza.

Ora scopro che per controllare i biglietti si fanno aiutare dai poliziotti…

DEL FATTO CHE SIAMO IN UN REGIME MILITARE, E NESSUNO DICE NIENTE
anche a volersi coprire gli occhi con le fette di salame, fare finta di niente,  dirsi che è tutto normale, non si può negare la realtà: la realtà è che in questa nazione, negli ultimi mesi, si sta sprofondando sempre più in un regime di polizia. tra soldati dell’esercito che passano il tempo a fumare in piazza, ronde padane e non che vigilano sui vostri sonni, poliziotti che non hanno soldi per mettere la benzina nell’alfettone, e medici che volendo possono denunciare stranieri senza permesso di soggiorno che si fanno curare (col risultato che un medico su mille denuncerà, ma uno straniero su due eviterà di farsi curare).
ieri pomeriggio, treno che passa alle 16.52 da merone, direzione milano cadorna. ferrovie nord milano: un nome, una garanzia. si aprono le porte del vagone, e spuntano due poliziotti. con me, dalla stessa porta, entrano due ragazzi di colore, più un ragazzo, mulatto, con zaino in spalla. i due poliziotti, sulla porta, chiedono ai due ragazzi se hanno il biglietto, loro gli dicono di no, e i poliziotti allora fanno “ma cosa cazzo salite a fare, allora. state giù. dove cazzo volete andare se non avete il biglietto?”. nel frattempo, anche al ragazzo con lo zainetto, dall’altro poliziotto, viene controllato il biglietto, fronte e retro. io, che salgo di fianco a loro, vestito in giacca e cravatta, non vengo controllato. subito dopo, mentre mi siedo, e dico al ragazzo mulatto, mortificato per la scena, “dimmi te dove cazzo viviamo”, i due poliziotti iniziano a passeggiare. avanti e indietro per il vagone, e chiedono i documenti d’identità a due immigrati: parlottano con loro, fanno controlli, chiamano la centrale per le verifiche di rito. e, ad ogni fermata, si avvicinano alla porta, per controllare chi sale, e casualmente, chiedono sempre, solo ed esclusivamente alle persone che all’apparenza sembrano straniere, di mostrare un titolo di viaggio valido.
io, nonostante abbia il pc acceso, non sto lavorando, ma continuo a fissarli, per capire cosa diavolo sta succedendo. ad ogni fermata, continuano a passeggiare per i vagoni, e chiedono sempre di mostrare il biglietto alle persone straniere, non chiedono solo se ce l’hanno, vogliono vederlo, lo scrutano attentamente, controllano sul retro che sia vidimato.
quando arriva il controllore, un controllore donna, le chiedo come sia possibile che i poliziotti controllino i biglietti alla gente. lo faccio a voce alta. il controllore mi spiega che è un normale servizio di controllo, sul treno, da parte della polizia di stato, ed io gli obietto che possono tranquillamente fare il loro servizio di controllo, i poliziotti, ma che non è un loro diritto controllare il biglietto, che quello è il suo lavoro, non è il lavoro della polizia, e che se il poliziotto avesse chiesto a me il biglietto, mi sarei rifiutato di mostrarlo. la signorina riprova ad obiettare che è un loro diritto controllare che i passeggeri abbiano il biglietto, ma nel momento in cui le replico “non credo proprio che i poliziotti abbiano il diritto di controllare i biglietti, non è il loro compito”, il controllore, che capisce di non avere proprio tutte le ragioni di questo mondo, mi dice “deve chiederlo a loro, perché controllano i biglietti”, lavandosene le mani.
“loro”, intanto, avendomi sentito parlare ad alta voce, si affacciano nel vagone, e chiedono se “il signore avesse da lamentarsi di qualcosa”. mi giro verso di loro, e gli dico “mi stavo chiedendo per quale motivo controlliate i biglietti, dato che quello non è il vostro compito, ma è il compito del controllore”, e lui replica che “a seguito di lamentele a proposito di cittadini italiani e stranieri che viaggiano senza biglietto, loro stavano effettuando questo controllo”. il colpo di genio del poliziotto, all’ennesima mia replica sul fatto che loro non avessero nessun diritto per controllare i biglietti del treno, è stato rispondermi che “noi non controlliamo i biglietti. il controllore, controlla i biglietti. noi, li osserviamo. OS SER VA RE. noi li osserviamo e basta. ma se lei ha il biglietto in regola, non ha niente di cui preoccuparsi”. ho riguardato in faccia il controllore, mentre i poliziotti continuavano ad osservarmi, e le ho detto “guardi che loro non possono controllare il biglietto. e lei lo sa bene. e non lo osservavano, ma controllavano fronte e retro. e stanno controllando il biglietto solo a quelli di colore. e infine, ultima cosa, non stanno facendo salire sul treno la gente senza biglietto: se io sono senza biglietto, fino a prova contraria, sulle ferrovie nord, posso fare il biglietto sul treno, con un sovrapprezzo. i due poliziotti non hanno il diritto di fare i buttafuori all’entrata, soprattutto con le persone che individuano loro. ma han fatto così per tutto il viaggio”.
la cosa più triste, mentre la signorina mi guardava con uno sguardo tra il rassegnato e l’indifferente, i poliziotti tornavano nell’altro vagone per la loro ronda “paga biglietto”, è che, delle altre persone sul treno, nessuno ha detto niente, per appoggiare il mio discorso. solo un ragazzo di colore, alla fine, mi ha sorriso. ma a me non importava, ero incazzato nero, anche perché sapevo che i controllori (e così è stato), le altre volte che han continuato il loro giro (ma hanno smesso di chiedere i biglietti), se non mi han chiesto i documenti, per effettuare un controllo, era solo perché ero su quel treno in giacca e cravatta, e con un pc. se fossi stato vestito in “borghese”, come mi vesto al di là dell’orario lavorativo, sicuramente, in qualche modo, me l’avrebbero fatto pagare, quell’atto di “ribellione”.
se non altro, ora so che la polizia di stato, per risolvere i problemi dovuti ai tagli dei fondi a loro destinati, si muovono con le ferrovie nord: quindi, se avete bisogno di un poliziotto, vedete di farvi rapinare, o violentare, in un paese dotato di stazione ferroviaria e, trattandosi di ferrovie nord, almeno dieci minuti di ritardo, metteteli in conto.
adesso, com’è ovvio, anche se so che non serve a niente, questo post, viene spedito alle ferrovie nord, per protestare.

Via wittgenstein links.

Proporzioni
mar 11th, 2009 by leo
fioriera fuori formato?

fioriera fuori formato?

No, quella a fianco non è una fioriera.

E’ uno dei tanti orrori edilizi e urbanistici che si vorrebbero far diventare norma in questo paese.

Per fortuna c’è Nonsolopuntaperotti a vigilare, e se fossi nella giuria voterei per questa.

Via Marcello, un po’ di immagini anche su Repubblica Milano:

A Como una gru segnala che la vista sul lago dalla collina Cardina sta per essere compromessa da nuove costruzioni. A Milano la stazione di San Cristoforo ha tutto l’aspetto di un enorme treno in mezzo alla campagna. E c’è chi ritiene il nuovo Pirellone, che ospiterà la Regione, il principe delle brutture architettoniche. A Seregno, nella piazza stazione ferroviaria, una torre svetta nel cielo fino a confondersi con le nuvole. E poi c’è l’ennesimo centro commerciale (ad Assago), gli sfregi nelle montagne della Bergamasca, i palazzi che nascondono lago e monti nel Lecchese, il casermone che spunta alla Bicocca.

“Il petrolio dell’Italia è la bellezza dei suoi paesaggi – commenta Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi e ideatore del concorso – Difenderla e valorizzarla significa rilanciare lo sviluppo del nostro Paese, e assicurarlo per il futuro, in maniera duratura. Esattamente l’opposto di quanto vuol fare il Governo in questi giorni. Con il concorso Nonsolopuntaperotti ci siamo riproposti di fare un’azione pedagogica al contrario: sono i giovani, i partecipanti al concorso, che istruiscono al bello schiere di Assessori, geometri e funzionari comunali”.
Contro i provvedimenti previsti nel “piano case” annunciato da Berlusconi si schiera anche Paolo Pileri, docente del Politecnico: “Aumentare i volumi senza sapere quanto suolo consumiamo è folle”. Nell’ultimo numero della rivista Territorio Pileri fornisce dati molto allarmanti sulla Lombardia: “In cinque anni le superfici urbanizzate (che comprendono anche le infrastrutture) sono cresciute di 24.742 ettari (+8,6 per cento) che corrisponde a un incremento medio annuo di quasi 5000 ettari all’anno, ovvero 13,6 ettari al giorno. Per avere un’idea più concreta di cosa significhi tale crescita si tenga presente che è come se, in un anno solo, si fosse realizzata, ex novo, una città del calibro di Brescia”

Saltano fuori come funghi..
mar 5th, 2009 by leo

pretesalutaAl post di Marcello aggiungo solo una nota: a vedere le foto di Repubblica c’era anche un prete lefebvriano al corteo di Forza Nuova a Bergamo.

Ultimamente saltano fuori come funghi…

Com’era? Ama il prossimo tuo…

La violenza è una brutta cosa. Sempre e comunque, che sia di destra o di sinistra.
Ed è proprio perchè la violenza va combattuta sempre e comunque che dobbiamo farci alcune domande sui cortei di sabato a Bergamo: quello dei neofascisti e quello di una parte, una minoranza, degli antagonisti.
Perchè è stato caricato solo uno dei due cortei se entrambi non erano autorizzati? E’ vero che la carica del secondo è stata determinata da informazioni poi rivelatesi false su inesistenti devastazioni del centro di Bergamo?
Guardiamo le foto su Bergamonews. Quelle degli apprendisti squadristi, ognuno con il casco in testa e tutti con la spranga in mano. Guidati da quel Fiore che fu latitante in Inghilterra perchè militante di Terza Posizione, e poi accusato anche dai suoi ex camerati di essere scappato con la cassa. Ma di tutto questo non si può leggere su Wikipedia Italia. Bisogna andare su quella in inglese.
Si può leggere su Repubblica, invece, in un articolo di Paolo Berizzi,  che il capo bergamasco dei neofascisti di Forza Nuova, uno che si fa chiamare Dario Astipalio, altri non è che il figlio di Pietro Macconi, segretario provinciale di Alleanza Nazionale – PDL, mio collega in Consiglio Regionale.
Macconi è una brava persona, un galantuomo. Macconi padre. Però vorrei sapere da lui se è vero che il figlio è stato “tutor” in un corso di formazione di Alleanza Nazionale del 2007. Spero non siano questi i modelli con cui si vuole far crescere i giovani del Pdl.

Grazie
feb 28th, 2009 by leo

E’ ufficiale, abbiano un lettore nella top 100 di blogbabel…

Via Liquida Magazine.

Notizie della settimana
feb 1st, 2009 by leo

britishjobs_leafletSettimanina intensa questa. Al top delle notizie non puo’ che esserci la protesta dei lavoratori inglesi al suono di “Sporchi immigrati ci rubate lavoro“, ma soprattutto il silenzio assordante dei vari esponenti leghisti. Bossi, Calderoli e Maroni di solito intervengono su tutto, da 2 giorni si occupano rispettivamente di UDC, Fiat, e presunto traffico d’organi. Fenomeni.

Nel frattempo in Italia continuano gli stupri, continuano le cacce alle streghe, in particolare se straniere. Come purtroppo ci testimonia il cittadino indiano bruciato vivo a Roma. Ci vuole Lori del Santo a ricordarci che la gran parte delle violenze sulle donne avviene, purtroppo, all’interno delle mure domestiche e nel silenzio dei benpensanti. E Gad Lerner.

Doppio scandalo a sfondo canaposo in america: prima Phelps viene beccato con un bong in mano, poi il fratellastro del Presidente Obama arrestato in Kenya per uno spinello. Che fare, oltre alla solidarietà di circostanza? Forse ribadire quanto detto qui a proposito di Apodaca, e magari invitare Obama a prendere decisioni un po’ più coraggiose della nomina del nuovo Zar antidroga, ad interim (ma poteva andarci peggio).

Apprendo poi da Marcello che a Genova Don Gallo si è ritrova nel camioncino uno zaino pieno di tritolo. Almeno questa è andata bene, per fortuna. E’ andata meno bene a Google che per 40 minuti ha messo in allarme il mondo intero. Io, sinceramente, non mi sono accorto di nulla: ecchediamine manco fosse l’oscuramento del “Grande Fratello” a causa degli innumerevoli problemi dello switch al segnale digitale terrestre in Sardegna.

Chiudiamo almeno con una cosa divertente. Tipo i 2 (su 2) consiglieri comunali napoletani dell’Italia dei Valori che rispondono picche all’ultimatum del loro Capo di uscire dalle maggioranze campane:

“Nel momento in cui – spiega Scala – poniamo la questione morale nell’ Idv in Campania, l’ obiettivo da Roma viene spostato sulla sfiducia alla giunta, senza darci alcuna risposta, questo non possiamo accettarlo nè lo capiamo. Se il presidente continua su questa linea significa che ce ne andremo, in fondo ci siamo già auto sospesi dall’Idv e quindi ci comporteremo con coerenza”

la lega lombarda e i colpi di culo
gen 16th, 2009 by leo


Dal blog di Marcello, senza ulteriori commenti…

Alitalia, Malpensa e le valigie smarrite…
gen 13th, 2009 by leo

Credo che Marcello sintetizzi bene la vicenda Alitalia.

I debiti agli italiani, i crediti ai francesi, gli utili agli amici. Scommettiamo per le perdite?

Per quella di Malpensa vi lascio invece al commento di Lia Celi:

La Lega ha ragione! La Lombardia non può rinunciare all’unico scalo italiano dove funziona il teletrasporto: non ti sei ancora mosso dall’’Italia e ti senti già nel Terzo Mondo. Colaninno rassicura i lavoratori dell’’aeroporto lombardo: «Air France ci ha garantito che non chiuderà l’’aeroporto finché non salteranno fuori le valigie smarrite dai passeggeri del volo Parigi-Milano del 13 agosto 2002». Letizia Moratti insiste: «Malpensa è necessaria al benessere dei milanesi: vi immaginate cosa potrebbero fare centinaia di addetti allo smistamento bagagli a piede libero nelle strade di Milano?» Già pronto un piano per rilanciare l’aerostazione: per convincere gli aerei a scendere a Malpensa, sulle piste circoleranno attraenti aeree femmine disposte all’accoppiamento.

dichiarazione di voto dal listone
nov 4th, 2008 by leo

Ho riflettuto molto se pubblicare sul web la mia preferenza per le elezioni presidenziali USA, peraltro credo abbastanza scontata.

Il mio candidato ideale, anche solo per il look, sarebbe stato Lucky Lasagna: purtroppo non viviamo nel migliore dei mondi possibili. Così ho votato  anche per Barack Obama alle recenti elezioni in California.

Oggi poi mi son imbattuto in questo post di Luca Sofri che mi ha fatto scattare qualcosa:

Obama è andato a MTV, dove lo aspettavano col consueto pacco di domande da parte degli spettatori. Un Eric gli ha chiesto un parere sulle leggi locali che censurano alcuni costumi delle culture giovanili: tatuaggi, piercing, cose così (l’intervistatore Sway ha fatto una battuta sui suoi dreadlocks). E Obama ha detto di essere molto tollerante ma ha preso una posizione netta e definitiva sulle braghe calate e le mutande che sbucano dai calzoni: “vietare le braghe calate sarebbe una sciocchezza, abbiamo cose più importanti di cui occuparci, ha risposto Obama. “Detto questo, ragazzi: tiratevi su i calzoni. State camminando al fianco di vostra madre, di vostra nonna, e vi si vedono le mutande. Voi dite, che c’è di male? Dai, per favore. Ci sono questioni che non si regolano per legge, ma c’è anche una questione di rispetto per quelli che non vogliono vedere le vostre mutande. E io sono uno di quelli”.

Scherzando sulla mia recente predisposizione al ragionamento da anziano pensionato sul listone, potrei dire che basta questo per farmi sperare in una vittoria di Obama. Ma oltre al buon senso, in politica, vale anche la speranza.

Obama, con tutti i suoi difetti, rappresenta per gli Stati Uniti e per tutto il mondo la speranza in un mondo un poco migliore. Forse. Ma io preferisco una futura delusione alla certezza di altri 4 anni con gli Stati Uniti a guida repubblicana. A rinvagare velocemente gli errori del passato mi sovviene che ho pure fatto (ahinoi) campagna elettorale per Rutelli Premier italiano, per cui posso permettermi di sbilanciarmi anche questa volta.

Insomma, fossi cittadino americano, voterei per la speranza.

PS: se potessi busserei anche alla porta di Marcello, portandomi ovviamente il cibo da casa ;-)

Ecco un partito serio, non stupitevi poi se emigro…
ott 28th, 2008 by leo
Il manuale

Il manuale

L’altra settimana, girovagando per il web in cerca di spunti per una serie di manifesti, mi sono imbattuto in questo.

Cos’è? Nonostante il mio tedesco inesistente, posso con una certa tranquillità affermare che si tratta di un manuale per il “perfetto impaginatore ecologista germanico“: un testo redatto dai grunen tedeschi che fornisce indicazioni su loghi, colori e caratteri per una campagna coordinata dal livello centrale a quello locale. Ma non solo: dimensioni, layout e schemi grafici dal biglietto da visita al flyer, dalla carta intestata al manifesto.

Insomma, per i nostri canoni abituali – quanti di noi qualche anno fa hanno salutato con sorpresa e sollievo la messa a disposizione dei simboli di partito in versione vettoriale sui vari siti ufficiali? – una rivoluzione.

Quello sì che è un partito serio. Come lo sono i Verdi del Trentino e dell’Alto Adige, che (per ora) reggono nonostante l’assenza di un partito nazionale (in effetti forse per loro ora è anche più facile ;-) perdendo un consigliere ma garantendo la rappresentanza a Bolzano.

Invece, a casa dei verdi italiani, ci troviamo di fronte a cose come quelle citate da Letizia e Marcello, o all’elemosinare un’intervista al Corriere per le quote rosa nella toponomastica fiorentina…

Hanno ammazzato Marge, Marge è viva!
set 24th, 2008 by leo

Eh sì, la notiziona dell’anno, ovvero la morte di Marge Simpson, era una bufala.

Simpson in lutto, ma è una bufala

Un falso lo scoop sulla morte di Marge

E’ il giallo dei gialli della tv. Non una nuova fiction, ma la notizia della morte di Marge Simpson che fluttua qua e là nella rete da qualche giorno, ma che in realtà è una bufala che ha fatto vittime eccellenti. Il papà del falso è un troll, ossia un disturbatore del web, che si è inventato la fine di Marge, fissandola nella 20 esima serie in onda su Fox, negli Stati Uniti, a partire dal 28 settembre.

Il molto rumore per nulla nasce dalla segnalazione a tutta pagina di Dagospia. Roberto D’Agostino riprende pari pari un articolo pubblicato dal quotidiano Libero il 20 settembre e subito la notizia rimbalza di blog in blog.
Anche testate minori ci cascano in pieno e la rete si riempie di commenti di fan allarmati dalla svolta drammatica del cartone animato più seguito della tv.
La bolla si gonfia fino a quando non esplode. O meglio, implode. Già, perchè a svelare il tranello è lo stesso sito che ospita la rubrica in cui è spuntata come un fungo la notizia del funerale mediatico più imponente di sempre”.

Il sito in questione è giornalettismo.com, che saltuariamente ospita uno spazio dal titolo “Serpente di Mare” tenuta dal nostro troll, alias Ciro Ascione, un disturbatore tanto noto per la sua attività da averci scritto pure un libro (“Come ho inguaiato internet”). L’intervento di Ascione dal titolo: “Muore Marge, musi gialli in lutto” compare il 17 settembre con le prime righe in grassetto ad avvertire che la locuzione da cui la rubrica prende il nome “significa qualcosa di ben preciso, nel giornalismo, ma non vogliamo togliervi la sorpresa di comprenderlo da soli”.
La soluzione del “giallo”, infatti, è tutta lì, nel serpente di mare, che nel gergo giornalistico significa notizia tanto clamorosa quanto falsa. Ma nessuno se ne è accorto. Molti, non solo hanno creduto alle parole di Ascione e alle inesistenti dichiarazioni di “Dick Mycousin, uno dei massimi simpsonologi al mondo” che “ha rivelato il funesto scoop”, ma le hanno anche riportate. Peccato che Dick Mycousin non è altro che “mio cugino Dick”, cioè nessuno.  Nell’articolo che svela l’imbroglio, da giornalettismo lasciano intendere che l’iniziativa è stata presa per far riflettere sulla quantità di notizie che vengono pubblicate senza essere verificate. Una riflessione sul giornalismo italiano, insomma, sfruttando la popolarità della celeberrima chioma blu della tv e della sua sgangherata famiglia.

La ricostruzione da TGcom.

Ebbene sì (2.0)
set 3rd, 2008 by leo

Come noterete dal badge qui di fianco ho ceduto alle varie sollecitazioni, e ho aperto un profilo su facebook.

Sono addirittura diventato fan di Carmen Consoli. Pensavo di esserlo già…

E’ evidente che si tratta solo di una esplorazione scientifica del mondo del socialuebbing2.0…

Sia messo agli atti (2)
lug 29th, 2008 by leo

Sempre sulla questione “costi della politica”, Marcello coglie la questione citando questo filmato:

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