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Una firma per il fronte dei diritti

9 maggio 2013

lecce 4Continua la mobilitazione sulle tre leggi di iniziativa popolare per l’introduzione del reato di Tortura, per la salvaguardia dei diritti umani in Carcere e per una completa riforma della legge Fini Giovanardi sulle droghe. La prima giornata nazionale di raccolta firme del 9 aprile ha visto oltre diecimila persone fare pazientemente la fila ai banchetti davanti ai tribunali; il 9 maggio si replica davanti alle Università italiane.
I promotori hanno così voluto venire incontro alle migliaia di giovani che con entusiasmo si sono recati a firmare le proposte di legge, a volte facendo chilometri. Come ricordano i promotori, queste leggi “nei fatti costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario”. Non è solo la riforma della legge sulle droghe, con la completa depenalizzazione del consumo e la non punibilità della coltivazione di cannabis, a mobilitare le nuove generazioni. Le norme sul reato di Tortura detengono sinora il primato delle adesioni con quasi 15.000 firme: segno che il G8 di Genova e i casi Aldrovandi, Cucchi, Uva (e purtroppo tanti altri) sono ferite ancora aperte nella società; e segno che forse i giovani italiani, su cui spesso si scaglia la repressione di Stato, sono più sensibili al tema della salvaguardia dei diritti umani di quanto non lo siano i loro rappresentanti in Parlamento. L’introduzione del reato di tortura è prevista da una convenzione internazionale ratificata dal nostro paese. Tuttavia, l’iniziativa è finora naufragata di fronte a interessi corporativi delle forze dell’ordine e per la pavidità delle forze politiche, succubi della deriva giustizialista degli ultimi vent’anni.
Il carcere è sempre più un buco nero in cui annegano i principi costituzionali e in cui trionfa l’illegalità. Il neo premier Letta ha denunciato l’insostenibilità della situazione e la ministra Cancellieri ha dichiarato che il sovraffollamento delle carceri è una priorità. Da molto tempo le grida di allarme si sprecano, ma rischiano di ridursi a pura retorica se non si affrontano le cause di fondo che alimentano la bulimia carceraria. Le tre leggi sono l’unica risposta, coerente.
Ci auguriamo che, sotto l’onda dell’entusiasmo popolare, si crei in Parlamento un nuovo e inedito “fronte dei diritti” che sappia scardinare il processo di autoreferenzialità e di involuzione democratica degli ultimi anni: forse il vasto salto generazionale farà il miracolo.
D’altronde, nella prima repubblica, pur in presenza di governi con egemonia della Dc furono approvate le leggi sul divorzio e sull’aborto.
Con questa speranza e con la semplice e rivoluzionaria convinzione di fare la cosa giusta, invito tutti a recarsi oggi a firmare, dalle 9 alle 14, davanti alle università di Bari, Campobasso, Roma, Bologna, Ferrara, Napoli, Milano, Parma, Pescara, Modena, Torino, Trento, Padova, Cassino, Reggio Emilia, Lecce e tante altre città ancora. Le indicazioni per trovare i banchetti presso cui firmare con l’indirizzo dell’ateneo e l’elenco dei comuni nei quali si può firmare, si possono trovare sul sito www.3leggi.it e sulla pagina facebook.com/3leggi.

Articolo per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 9 maggio 2013.

 

Il 9 maggio si firma per la Campagna sulle 3 leggi nelle Università di tutta Italia

4 maggio 2013

lecce 4Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe
Il 9 maggio si firma per la Campagna nelle Università di tutta Italia

Bari, Campobasso, Roma, Bologna, Ferrara, Napoli, Milano, Parma, Pescara, Modena, Torino, Trento, Padova, Cassino, Reggio Emilia, Lecce e tante altre città ancora: il 9 maggio 2013, dalle ore 9 alle ore 14, nelle Università di tutta Italia i promotori della Campagna Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe raccoglieranno le firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare depositate lo scorso gennaio in Cassazione. Proposte che costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario.

A Ferrara l’appuntamento è dalle 9 alle 13 di Giovedì 8 maggio presso il banchetto in Corso Martiri, a fianco del Volto del Cavallo, mentre si puo’ firmare in Comune all’Ufficio Protocollo negli orari di apertura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00; martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 17:00)

La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.
La seconda, Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l’abrogazione del reato di clandestinità.
Infine la terza proposta, Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto penale, vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

Al sito www.3leggi.it la mappa di tutti luoghi dove sarà possibile sottoscrivere le tre proposte, che sono promosse da: A Buon diritto, Acat Italia, L’Altro Diritto, Associazione 21 luglio, Associazione difensori di Ufficio, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum Droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Abele, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Naga, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Rete della Conoscenza, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere. (info@3leggi.it)

Vai all’elenco delle città dove si potrà firmare il 9 maggio:
www.3leggi.it/evento/3-leggi-il-9-maggio-si-firma-davanti-alle-universita-di-tutta-italia/

Vai all’elenco dei Comuni dove è possibile firmare negli orari d’apertura degli uffici:
www.3leggi.it/dove-firmare/

Vai all’elenco dei banchetti dove è possibile firmare:
www.3leggi.it/eventi/mese/

Campagna per tre leggi di civiltà: Tortura, Carcere, Droghe

25 marzo 2013

bannerDIGNITÀ E DIRITTI UMANI
Campagna per tre leggi di civiltà: Tortura, Carcere, Droghe

Con una sentenza all’inizio dell’anno la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia per trattamenti disumani e degradanti, in relazione allo stato delle carceri. L’Italia ha un anno di tempo per ripristinare le condizioni dello stato di diritto e l’osservanza della Costituzione. Il Presidente Napolitano ha definito il sovraffollamento carcerario una questione di “prepotente urgenza” e di recente ha rivolto l’ennesimo invito perché siano approvate misure strutturali per porre fine alle disumane condizioni delle carceri.

Il sovraffollamento non è una calamità naturale né un mostro invincibile: basta cambiare le leggi criminogene alla radice del fenomeno, prima fra tutte la legge sulla droga. Solo l’anno scorso sono entrate in prigione per violazione della normativa antidroga 28.000 persone (fra consumatori e piccoli spacciatori), mentre sono oltre 15.000 i tossicodipendenti ristretti su un totale di 67.000: la metà dei detenuti ammassati e stipati nelle patrie galere hanno a che fare con la legge sulle droghe. E’ urgente la cancellazione delle norme più deleterie e “affolla-carcere” della legge sulle droghe, al fine di evitare l’arresto agli accusati di detenzione di sostanze stupefacenti per fatti di “lieve entità” e per far uscire i tossicodipendenti e destinarli a programmi alternativi (oggi preclusi da vincoli assurdi e dall’applicazione della legge Cirielli sulla recidiva).

Occorre dare applicazione alle proposte del Consiglio Superiore della Magistratura, in particolare eliminando le norme di tipo emergenziale, dagli automatismi sulla custodia cautelare alla legge Cirielli sulla recidiva, dal reato di clandestinità alle misure di sicurezza e prevedendo un meccanismo di messa alla prova, di misure alternative e di numero chiuso.

Su queste linee sono state elaborate tre proposte di legge di iniziativa popolare, sostenute da un vasto Cartello di organizzazioni e associazioni impegnate sul terreno della giustizia, del carcere e delle droghe: la prima propone l’inserimento nel Codice Penale del reato di tortura secondo la definizione data dalla Convenzione delle Nazioni Unite; la seconda interviene in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario. La terza si propone di modificare la legge sulle droghe nei punti più odiosi che provocano tanta carcerazione inutile. Sosteniamo le tre proposte di legge e invitiamo tutti e tutte a sottoscriverle.

Il 15 marzo si riunirà il nuovo Parlamento e inizia una legislatura certamente difficile. Ci auguriamo che nell’agenda del nuovo governo siano presenti punti precisi e qualificanti. Fra questi, i temi della giustizia, del carcere, della droga dovrebbero entrare nell’agenda delle priorità. Ci appelliamo con forza al Parlamento perché dedichi subito una sessione speciale all’esame di provvedimenti urgenti per il carcere.

Chiediamo infine la nomina di un ministro della Giustizia capace di rompere le logiche di potere e corporative che hanno fin qui impedito di operare le scelte necessarie e indifferibili. Pretendiamo una netta discontinuità nella responsabilità del Dipartimento delle Politiche Antidroga, che ha perseguito politiche dannose e fallimentari in nome dell’ideologia punitiva e proibizionista.

Le condizioni inumane delle nostre carceri mettono in gioco la credibilità democratica del nostro paese. Noi non intendiamo essere complici, neppure per omissione, dell’illegalità quotidiana. Invitiamo tutti e tutte a fare altrettanto.

Sostenete la campagna “Carcere, droghe e diritti umani” aderendo on line e firmando ai banchetti e alle iniziative le tre leggi di iniziativa popolare: www.3leggi.it.

Associazioni Promotrici: A Buon diritto, Acat Italia, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere

La parola alla corte

15 gennaio 2013

udineIn occasione della terza Udienza presso il Tribunale di Tolmezzo del processo contro Rototom, la Società della Ragione organizza un seminario sulla incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe.

Mercoledì 23 gennaio – ore 17
Sala dei Ricevimenti
Palazzo d’Aronco
Piazzetta Lionello – Udine

Luigi Saraceni, già magistrato e parlamentare illustrerà la proposta di ricorso alla Corte Costituzionale
Partecipano gli avvocati Alessandro Gamberini, Rino Battocletti, Andrea Sandra insieme a Mauro Palma, Presidente onorario di Antigone e Membro del Consiglio europeo per la cooperazione
penalistica e Grazia Zuffa, direttrice esecutiva di Forum Droghe.

Conclusioni di Franco Corleone, Presidente Società della Ragione.
Coordina Massimo Brianese

www.societadellaragione.it

Scarica l’invito.

Droga: il problema è la proibizione

17 aprile 2012

Un rapporto dell’International Institute for Strategic Studies (IISS) prende atto di come la war on drugs globale stia fallendo e suggerisce di cominciare a considerare le alternative alle attuali politiche per prevenire un pericoloso peggiornamento nella sicurezza internazionale. (Articolo per fuoriluogo.it)

L’International Institute for Strategic Studies è un think-tank con sede a Londra che si occupa di conflitti militari e politici e che dalla sua formazione nel 1958 ha avuto influenza nel dibattito sulla deterrenza nucleare, sulla non proliferazione e sul controllo degli armamenti.

Il suo ultimo studio, pubblicato nel volume “Drugs, Insecurity and Failed States: The Problems of Prohibition” esamina l’attuale regime globale basato sulla proibizione e sulla riduzione della domanda di sostanze e conclude che ha sostanzialmente fallito nel prevenire la diffusione della produzione, del traffico e del consumo di droghe illegali. Non solo: l’attuale politica proibizionista ha portato a elevati livelli di violenza e di instabilità negli Stati produttori ed in quelli “di transito”, paesi già fragili che hanno dovuto sopportare il maggior peso della “war on drugs”. Il rapporto esamina le possibili alternative alle politiche esistenti, in particolare la legalizzazione e la regolamentazione delle sostanze, ed esamina la fattibilità politica di questo cambiamento.

Secondo Nigel Inkster,  Director of Transnational Threats and Political Risk dell’IISS “un dibattito globale, è indispensabile se vogliamo sviluppare un sofisticato sistema di controllo delle droghe che sia appropriato per il ventunesimo secolo. La proibizione non è riuscita a ridurre il consumo globale di droga e ha involontariamente regalato il multi-miliardario mercato illegale alla criminalità organizzata, a milizie ribelli e forze paramilitari. Questo studio dimostra che la cosiddetta guerra alla droga ha creato una grave minaccia per la sicurezza internazionale e chiede di aprire un dibattito basato sulle evidenze empiriche.”

Secondo Inkster, che ha servito nel Servizio Segreto britannico come Assistente Capo e Direttore delle Operazioni e Intelligence e che durante l’ultima parte della sua carriera è stato impegnato nella lotta al narcotraffico acquisendo quindi ha una grande conoscenza delle questioni legate alla war on drugs e ai paesi produttori e di transito delle sostanze stupefacenti, c’ anche un altro aspetto di cui tenere conto: “nei paesi consumatori del mondo sviluppato, intere comunità sono state devastate dall’abuso di droga, i consumatori problematici sono stati emarginati e molti cittadini stigmatizzati e  criminalizzati per le loro scelte di consumo.”

“Sono comunque i paesi in via di sviluppo che hanno sopportato il maggior peso della war on drugs:  il proibizionismo a livello mondiale ha causato o perpetuato violenze diffuse e instabilità nei paesi produttori e di transito come il Messico, la Colombia, la Guinea Bissau e l’Afghanistan. Questi governi di fronte alla poco invidiabile scelta tra il permettere che le loro istituzioni vengano corrotte da gruppi di narcotrafficanti la cui ricchezza e l’influenza sociale spesso supera quella degli stati stessi, e l’avvio di quella che spesso è una vera guerra civile. La lotta al narcotraffico deve uscire dal suo angolo, e essere trattata come una parte di un’agenda politica più ampia, che comprende la sicurezza, lo sviluppo, la salute pubblica e i diritti umani.”

Il report “Drugs, Insecurity and Failed States: The Problems of Prohibition” schematizza le origini e l’evoluzione dell’approccio proibizionista alla lotta al narcotraffico. Il volume analizza le implicazioni e il rapporto costi-benefici delle politiche esistenti, con particolare attenzione alla sicurezza nei paesi produttori e consumatori, e si pone il problema di quali sono le implicazioni per la sicurezza globale in un mondo in cui i problemi del consumo di droghe illecite sembrano destinati a peggiorare. (leonardo fiorentini)

5 anni di Fini-Giovanardi

10 giugno 2011

Oggi è partito il convegno “Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti” promosso a Roma da Magistratura Democratica, Forum Droghe, Gruppo Abele, NarcoMafie con il patrocinio della Provincia di Roma.

Qui potete guardarvi la Conferenza stampa di presentazione del convegno in cui sono stati svelati, in anteprima ed esclusiva, i dati 2010 sugli effetti penali della legge sulle droghe. Da Radioradicale.

(via fuoriluogo.it)

Effetto Giovanardi

30 giugno 2009
Carlo Giovanardi si disseta

Carlo Giovanardi si disseta

Dal blog di Fuoriluogo.it:

Ecco gli effetti reali della legge sulle droghe, illustrati oggi dalla coppia Serpelloni-Giovanardi. Nel 2008 385.000 tossicodipendenti in cura (+70.000). Di nuovo in crescita i tossicodipendenti da eroina.

Aumentano anche in minori in carcere (+38%) mentre come previsto cala il prezzo di cocaina ed eroina mentre aumentano i prezzi di cannabis ed ecstasy.
Si confermano gli effetti criminogeni della legge Fini-Giovanardi. Leggi tutto.

Documenti:
La sintesi della Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2008.
Il libro bianco sugli effetti della leggi Fini Giovanardi.

Sabato a Firenze, a Marzo a Trieste

15 gennaio 2009

Sono oltre 200 le adesioni all’appello per la Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze di Trieste, lanciato da Fuoriluogo perché non si ripeta la farsa del precedente appuntamento di Palermo.

Se volete farvi un giro in Toscana, ma soprattutto partecipare all’incontro per discutere le opportune iniziative, vi aspettiamo a Firenze, sabato 17 gennaio dalle 10,30 alle 16 nella sede ARCI, piazza dei Ciompi 11.

ps: quasi dimenticavo. Potete anche aderire con il vostro blog alla catena lanciata da fuoriluogo.it. Sinora hanno aderito: il blog di Fuoriluogo.itIl Blog di Franco Corleone, fioreblog, Verdi di Ferrara, Il blog di Maurizio Baruffi, Marcello Saponaro, ilKuda, Alternative per Coriano, Pippo il trucido.

Ultima modifica:

Don Gallo Vs Giovanardi

23 ottobre 2008

L’incontro fra Don Gallo e Carlo Giovanardi. Lo spettacolo è assicurato.

Da Youtube.

il mandante

5 settembre 2008

Eh sì, cari bloggers, i nostri media cadono nell’ennesima buca, ma sui dati gonfiati dei positivi ai test alla Giovanardi il problema è tutto politico.

E il mandante è sempre lui