Se l’acqua appartiene al popolo, come dice Tremonti, perché allora sempre Tremonti dà il servizio idrico ai privati, facendogli fare i profitti sopra?
Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua risponde al Ministro Tremonti.
Se l’acqua appartiene al popolo, come dice Tremonti, perché allora sempre Tremonti dà il servizio idrico ai privati, facendogli fare i profitti sopra?
Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua risponde al Ministro Tremonti.
In decine di piazze italiane questo e il prossimo fine settimana concerti, dibattiti, spettacoli, performance, aperitivi e feste. I comitati territoriali organizzeranno centinaia di banchetti in quella che sarà una vera e propria maratona di eventi culturali per tagliare tutti insieme il traguardo del milione di firme…
il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara
organizza
Acqua in festa
mercoledì 16 giugno 2010
Ferrara
Giornata di sostegno ai referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
900 mila firme raccolte in Italia, di cui 6000 solo a Ferrara, finora…
ore 18
Cafè de la Paix (p.zza Corelli)
Presentazione del libro “Acqua in Movimento”
ne parliamo con l’autore Marco Bersani
ore 21
chiostro di S. Maria della Consolazione (via Mortara) [in caso di pioggia, presso la sala Boldini]
concerto di Andrea “Saxmachine” Poltronieri e dei Marchesi Scamorza
interviene Marco Bersani (Forum Italiano Movimenti per l’Acqua e Attac Italia)
entrata libera – partecipazione contagiosa – sottoscrizione referendum consigliata
si scrive acqua, si legge democrazia
In carcere non si rispettano le leggi. Chi non le rispetta fuori, viene messo dentro; chi mette dentro, le istituzioni democratiche, non le rispetta e basta. Quasi niente, nelle carceri, è come dovrebbe essere, funziona come dovrebbe funzionare, rispetta il dettato delle norme che dovrebbero regolare la vita penitenziaria. È trascorso quasi un anno dalla sentenza della Corte europea dei Diritti umani che ha condannato l’Italia per aver detenuto persone in meno di tre metri quadri. Una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea, un’ipotesi di tortura o trattamento inumano o degradante. Oggi la situazione è peggiore di allora.
Il prossimo 20 settembre saranno dieci anni dall’entrata in vigore del Regolamento penitenziario, che guardava verso condizioni più dignitose di detenzione. In cinque anni era fissato il termine per adeguare le carceri ad alcuni parametri strutturali. Che ci fosse l’acqua calda, per fare solo un esempio. Ne sono passati dieci, di anni, e quasi ovunque gli edifici sono ancora fuori legge. Noi ci riteniamo da oggi in vertenza contro le istituzioni. Utilizzeremo ogni strumento legale a disposizione per far sì che lo Stato paghi il prezzo della propria illegalità.
Ho aderito a quest’appello lanciato da Antigone, A buon diritto, Carta per dare il via a una vera e propria vertenza nei confronti delle istituzioni affinché siano rispettati i diritti delle persone detenute. Vai all’appello sul sito di Carta.
Vai al sito de i Diritti alzano la voce
(via fuoriluogo.it)
I Verdi di Ferrara aderiscono all’iniziativa promossa dalle associazioni dei migranti che operano nella nostra provincia il prossimo 1 marzo alle 18 in Piazza del Duomo a Ferrara.
Gli ecologisti ferraresi saranno in piazza insieme ai migranti che lavorano, studiano e vivono nel nostro territorio per ribadire la richiesta di una effettiva garanzia del diritto di cittadinanza per tutte le donne e gli uomini, di qualunque etnia, colore della pelle, lingua, religione essi siano.
Istanze come il diritto di voto ai cittadini extracomunitari, il rifiuto dei Centri di Permanenza Temporanea e della criminalizzazione dei migranti, la lotta alle discriminazioni sono da sempre istanze fondanti i programmi dei verdi e perseguite con convinzione nelle istituzioni. Purtroppo abbiamo spesso constatato come, anche sull’onda del terrorismo mediatico orchestrato nei confronti dell’immigrazione, sono stati ben pochi gli alleati che abbiamo ritrovato sulla strada del riconoscimento di una cittadinanza piena anche per coloro che non hanno avuto la “fortuna” di nascere nel nostro paese.
Troppi sono gli episodi di razzismo strisciante, discriminazione, esclusione o indifferenza, anche nella nostra città. Il primo marzo saranno in piazza i cittadini che decidono – spesso per disperazione – di raggiungere il nostro paese per lavorare e costruirsi un’esistenza migliore ed essere sovente sfruttati nei campi di pomodoro, negli aranceti o nelle spiagge dei nostri lidi. E’ venuto il tempo che, insieme a loro, scendano in piazza coloro che pare abbiano dimenticato come quei diritti conquistati dalle passate generazioni abbiano un senso e possano essere difesi solo quando siano garantiti a tutti.
Proprio per questo, uscendo dalla catastrofe della seconda guerra mondiale, è stato scritto che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” (Art 1 – Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
Proprio per questo il 1 marzo invitiamo i ferraresi a ritrovare la propria ragione e la propria coscienza scendendo in piazza accanto ai migranti.
I Verdi di Ferrara.
Si è chiuso a dicembre il progetto europeo Tampep 8 e i risultati sono ora on line sul sito tampep.eu. Qui si può trovare la mappatura della prostituzione nel vecchio continente e le tendenze di mobilità in Europa, un rapporto sul quadro giuridico nei paesi della UE in relazione alla migrazione e alla salute delle lavoratrici del sesso. Inoltre è on line anche un manuale scaricabile in pdf con esempi di buone pratiche da tutta Europa. Infine è da segnalare il sito www.services4sexworkers.eu, un aggiornato database dei servizi per la Salute e l’Assistenza sociale per le Prostitute che si manterrà aggiornato anche in futuro anche a seguito delle segnalazioni online. (dal blog di fuoriluogo.it)
Il disegno di legge, ha sottolineato Gasparri presentandolo, intende ”aiutare a definire i confini della legge, secondo le intenzioni che furono allora del legislatore, contro i tentativi di allargamento oggi in atto”.
Ovvero Gasparri e Quagliarello, due geni del diritto, propongono che la capacità giuridica ad un individuo sia attribuita al momento del concepimento.
Questi nostri fini giuristi (nella foto il più pacato dei due, Quagliarello), nonchè parlamentari da varie legislature, vorrebbero quindi che “l’attitudine di un soggetto ad essere titolare di diritti e doveri o più in generale di situazioni giuridiche soggettive“ (cito wikipedia, scusate ma i miei testi di diritto sono ancora chiusi negli scatoloni) sia attribuita al feto già al momento del concepimento. Ma orsù, quanto poco coraggio, già che ci siamo perchè non darla anche a spermatozoi ed ovuli? Che han fatto di male per essere uccisi a miliardi, ogni notte, nel nostro paese? Apriremmo così le porte al proibizionismo sulle masturbazioni (maschili) e finalmente metteremo al bando quelle odiose e sporche mestruazioni mensili. Pene dure, e via con un altro piano carceri…
Scusate la divagazione, torno al punto.
A parte il piccolo problema della prima spallata forte alla libertà riproduttiva della donne, che si risolve togliendo loro direttamente la capacità giuridica, ci sarebbe anche qualche lato positivo.
Le detrazioni IRPEF per i figli, usufruibili già al momento del concepimento.
Non me ne vengono in mente altri.
Video realizzato in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, parte di una serie di 30 cortometraggi ispirati ai diversi articoli della dichiarazione, dedicato all’articolo 7: “Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.”
Viene narrata la vicenda di Aldo Bianzino, falegname ebanista arrestato il 12 ottobre 2007 per coltivazione e detenzione di marijuana, trovato morto la mattina del giorno successivo alla reclusione nel carcere di Capanne, Perugia.
This movie is part of the collection: Open Source Movies
Producer: Tekla Taidelli
Audio/Visual: sound, color
Language: italiano
Keywords: aldo bianzino; carcere; capanne; perugia; jail; human rights; diritti umani; tekla taidelli
Creative Commons license: Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0
Via Verità per Aldo.
Segnalo questo intervento delle associazioni ferraresi sul pacchetto sicurezza, da Estense.com:
‘Pacchetto sicurezza’, è giunto il momento di fermarsi
La recente approvazione al Senato di norme che introducono la possibilità per i medici di denunciare gli immigrati irregolari, cancellando il comma che attualmente prevede la tutela della loro riservatezza da parte del personale sanitario, ci lascia sgomenti. Le associazioni di medici e infermieri, gli Ordini professionali e larga parte dell’associazionismo hanno già espresso in maniera ferma la loro opposizione a questi provvedimenti che violano ogni etica e la nostra Costituzione. La Carta costituzionale prevede infatti, all’articolo 32, che la salute è diritto di ogni individuo – senza limitazioni di nazionalità o di condizione giuridica – e che la Repubblica si impegna a garantire le cure agli indigenti. La palese incostituzionalità di tale norma, che limita i diritti a persone col solo torto di non avere documenti in regola, non ha frenato il legislatore. Molti autorevoli osservatori hanno segnalato come l’approvazione definitiva di tale provvedimento potrebbe avere effetti devastanti, oltre che sul diritto e sull’etica condivisa del nostro paese, anche sulla vita di tutti i giorni dei cittadini italiani. La popolazione straniera sarebbe infatti spinta ad allontanarsi, per paura, dalle strutture sanitarie pubbliche, mettendo a rischio la propria salute e quella altrui. Negli ultimi anni, la possibilità di visitare e curare tempestivamente i migranti irregolari ha portato, secondo Medici senza frontiere, alla riduzione dei tassi di Aids, alla stabilizzazione di quelli relativi alla tubercolosi, alla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale, ecc.), garantendo anche un contenimento dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale.
Sono quindi l’etica, il diritto ed il buon senso a ribellarsi ad una decisione incostituzionale e sciocca, inserita in un provvedimento – il pacchetto sicurezza – che sembra avere come unico obiettivo quello di seminare a piene mani paura e intolleranza. La schedatura dei senza tetto, la tassa per il permesso di soggiorno, l’autorizzazione delle ronde, insieme alle dichiarazioni del ministro Maroni sulla necessità di “essere cattivi” con i migranti irregolari, sono il segno evidente del progressivo imbarbarimento della nostra civiltà di fronte ai fenomeni migratori. Deve cessare l’uso strumentale della paura dei cittadini – così spesso favorita da comportamenti irresponsabili dei media – nella perenne campagna elettorale italiana. È il momento di affermare con chiarezza, senza paura di essere tacciati di buonismo, che l’unica sicurezza possibile è quella che si costruisce ogni giorno con l’integrazione, la conoscenza reciproca e l’accettazione del diverso. È giusto dire ai cittadini italiani che l’arrivo dei migranti non cesserà – fortunatamente per la nostra economia – per qualche ronda in più o per lo sguardo cattivo del ministro di turno. E’ soprattutto fondamentale ricordare a tutti che violare il diritto di un gruppo sociale o di una categoria è l’anticamera per la violazione dei diritti di tutti. I drammatici episodi razzisti degli ultimi giorni stanno a dimostrare che il nostro paese sta scivolando verso sentieri pericolosi. È giunto il momento di fermarsi.
Per questo chiediamo:
- ai medici e al personale sanitario – qualora le norme in materia di denuncia dei migranti irregolari fossero approvate – di non applicare le stesse, esercitando forme di obiezione di coscienza;
- alla Regione Emilia-Romagna, al Comune e alla Provincia di Ferrara – ciascuno secondo le proprie competenze amministrative e la propria facoltà di legiferare – di opporsi fermamente a questo provvedimento;
- a tutte le forze politiche e sociali di mobilitarsi per impedire che il pacchetto sicurezza e le norme in esso contenute siano approvate dalla Camera dei Deputati;
- ai cittadini italiani e stranieri di esprimere il proprio sdegno, scrivendo ai propri parlamentari di riferimento e aderendo a tutte le mobilitazioni che verranno promosse.
Arci Ferrara, Cgil Ferrara, Anpi Ferrara, Cidi Ferrara, Associazione Cittadini del Mondo, Emergency Ferrara, Legacoop Ferrara, Forum del Terzo Settore Ferrara