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Droghe: on line la più vasta ricerca indipendente sui consumi

3 dicembre 2014

Schermata 2014-11-09 alle 10.49.57FINALMENTE ON LINE IN ITALIANO GLOBAL DRUG SURVEY 2015,
LA PIU’ VASTA RICERCA INDIPENDENTE SUI CONSUMI DI DROGHE
Global Drug Survey (GDS), la più vasta ricerca indipendente sui consumi di droghe è ora accessibile anche ai consumatori italiani.

Grazie alla collaborazione di Forum Droghe, che ne ha curato la versione italiana, dal 17 novembre al 20 dicembre 2014 è on line la versione 2015 di Global Drug Survey, il più vasto monitoraggio sui consumi di droghe promosso da ricercatori indipendenti, basato su informazioni fornite da consumatori di tutta Europa e del mondo in modo anonimo e diretto.

Nel 2014 circa 80.000 persone in tutto il mondo hanno scambiato informazioni e conoscenze partecipando a Global Drugs Survey (GDS), e i risultati sono stati diffusi a livello globale raggiungendo oltre un milione di persone. Nel 2015 GDS è ancora più accessibile: tradotta in 10 lingue, incluso l’italiano, conta di coinvolgere almeno 120.000 partecipanti.

GDS è obiettiva e indipendente, si avvale di un team internazionale di ricercatori esperti che pongono domande capaci di “leggere” i consumi di droghe in un modo diverso, finalmente nella prospettiva dei consumatori. E sono proprio i consumatori a fornire, con la loro partecipazione, un quadro dettagliato non solo delle sostanze d’uso (incluse quelle legali e quelle emergenti) ma anche delle modalità di uso, delle ragioni, delle strategie di controllo e limitazione di rischi e danni. Si tratta di una conoscenza non accademica e non fine a se stessa: l’obiettivo dichiarato di GDS è quello di utilizzare le informazioni raccolte per costruire un quadro realistico e aggiornato, nella prospettiva pragmatica di elaborare il più vasto e dettagliato manuale di “uso sicuro” di droghe, basato sui saperi e sulle competenze dei consumatori, perché «se i governi continuano a ripetere che è necessario “dire di no” alle droghe, milioni di persone nel mondo continuano a “dire di sì”, ma cercano di evitare rischi e possibili danni»(GDS). In questa ottica, è già on line una prima versione del manuale di riduzione del danno – che è stato letto da circa 30.000 persone – redatto grazie alle informazioni fornite dai partecipanti nell’ultimo anno (High Way Code, www.globaldrugsurvey.com/brand/the-highway-code/ solo in inglese).

GDS è inoltre parte di un più vasto progetto di informazione e comunicazione con e tra i consumatori: per esempio, grazie a www.drugsmeter.com/ (solo in inglese) è possibile auto monitorare e testare il proprio consumo, per accrescere la propria consapevolezza e limitare rischi e danni correlati.

Questa prospettiva di riduzione del danno e di valorizzazione dei saperi dei consumatori, e il carattere indipendente della ricerca, ha convinto Forum Droghe a dare il proprio contributo e a consentire anche ai consumatori italiani di accedere e partecipare attraverso una versione italiana del sito.

Si può partecipare alla ricerca dal 17 novembre al 20 dicembre 2014 sul sito: www.globaldrugsurvey.com/GDS2015

Nel giugno 2015 saranno disponibili i risultati. Sul sito di Forum Droghe, www.fuoriluogo.it, sarà via via possibile leggere informazioni e risultati delle ricerca.

Il promotore della GDS è Adam Winstock, ricercatore e psichiatra a Londra, +44 (0)20 7324 3536, moc.y1419041654evrus1419041654gurdl1419041654abolg1419041654@ofni1419041654

Festa del Raccolto 2014 al Leoncavallo

6 ottobre 2014

festa del raccolto 2014 leoncavallo milanoSabato 11 ottobre 2014
Ore 21
Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito
Via Watteau, 7
20125 Milano

Legalizzare e tassare. Per battere le mafie e uscire dalla crisi. La legge in vigore ogni giorno regala alle mafie miliardi di euro. Denaro che inquina l’economia, corrompe e che invece potrebbe essere destinato dallo Stato alla salvaguardia del territorio, al reddito minimo, al lavoro e alle pensioni. Nel mondo le cose stanno cambiando. Ci proviamo anche qui.

In occasione della

Festa del Raccolto 2014

Ne discutono:

Daniele Farina, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà

Pippo Civati, deputato del Partito Democratico

Introduce Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito

Coordina Leonardo Fiorentini, Direttore di fuoriluogo.it

Chi ti incontro fra le foglie di marijuana?

14 settembre 2014

Un incontro inaspettato fra le foglie di marijuana del CRA di Rovigo: un imperdibile Gazzoni Frascara antipro intervistato da Stefania Andreotti per Repubblica.it.

Droghe e Carcere: libro bianco e pene illegittime

12 agosto 2014

volantinoMercoledì prossimo in Sala dell’Arengo presentiamo alla stampa (ed hai cittadini che volessero sfidare l’afa agostana ferrarese) il V° libro bianco sulla legge Fini Giovanardi e soprattutto lanciamo la campagna per liberare coloro che sono detenuti per una pena dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Sono almeno 3000 in Italia che restano in carcere per l’incapacità della politica di trovare una via d’uscita dignitosa dai danni da essa stessa provocati.

Droghe e Carcere: libro bianco e pene illegittime
Ferrara, Mercoledì 13 agosto. ore 11, Sala dell’Arengo Palazzo Municipale (P.tta municipale 2)

Conferenza stampa di presentazione alla stampa del V° Libro Bianco sugli effetti della legge Fini Giovanardi sulle droghe e di lancio anche a Ferrara della campagna contro le sentenze rese illegittime dalla Corte Costituzionale con la pronuncia del febbraio scorso, come recentemente confermato dalla Corte di Cassazione.

Saranno presenti all’incontro Franco Corleone, Garante dei Detenuti della Regione Toscana, Marcello Marighelli, Garante dei Detenuti di Ferrara, Andrea Pugiotto, prof. di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Irene Costantino, Camera Penale ferrarese e Ilaria Baraldi, consigliera comunale.

Coordina Leonardo Fiorentini, Società della Ragione ONLUS e consigliere comunale

 

Il Travaglio che non ti aspetti

10 agosto 2014

Marco Travaglio chiede la grazia per Fabrizio CoronaNei giorni scorsi Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano ha lanciato un appello per la grazia a Fabrizio Corona definito come “un pesce rosso in uno stagno di squali”.

Per chi sostiene da tempo immemore il diritto penale minimo, per chi ritiene che la pena debba essere proporzionata, che la privazione della libertà debba essere riservata ai fatti più gravi e che l’applicazione delle misure alternative sia la chiave di volta per diminuire la recidiva e le presenze in carcere non fa certo particolare scandalo che si apra questo dibattito a partire dalla vicenda di Fabrizio Corona, anche se non gode della mia particolare simpatia.

Certo un poco sorprende – ma è una felice sorpresa – che improvvisamente per il Condirettore de Il Fatto Quotidiano la certezza della pena non sia più valore assoluto, anzi che la pena stessa, prevista dal codice, sia sproporzionata.

Lo è, probabilmente, per Fabrizio Corona, ma lo è certamente – e soprattutto – per le migliaia di detenuti che stanno scontando una pena illegittima per la legge Fini-Giovanardi sulle droghe dichiarata incostituzionale nel febbraio scorso.

Per questi, pronto a ricredermi, dubito che mai Travaglio scriverà editoriali.

In compenso una rete di associazioni sta lanciando una campagna per il riconoscimento, in incidente di esecuzione, della rideterminazione della pena a seguito della sentenza della Corte. Aiutateci a diffondere l’iniziativa, tutte le info su www.fuoriluogo.it/penaillegittima.

[Articolo per fuoriluogo.it]

Caro signor Alce Nero

10 agosto 2014

orzo moka alce neroBuongiorno,

Sono un fedele consumatore del vostro orzo per moka da alcuni Anni. A seguito di un problema di salute mi è stato consigliato di evitare il caffè per cui, dopo una lunga ricerca e numerose prove di altri prodotti ero giunto all’individuazione del vostro come mio orzo ideale. Ne apprezzavo l’intensità e il sapore in particolare. Da alcuni mesi ho invece notato una variazione, probabilmente dovuta ad una diversa macinatura, sia di densità che di sapore, entrambi diminuiti sensibilmente. Probabilmente avete optato per una macinatura meno fine per evitare il fondo nella caffettiera o per avere un prodotto finale meno “denso e torbido” ma così facendo il vostro orzo, consumato attraverso la stessa macchina moka per orzo bialetti, risulta letteralmente “sciacquato”.
Volevo sapere se potevo nutrire speranze di un ritorno al passato o dovevo rassegnarmi alla ricerca di un altro orzo per le mie colazioni.
Cordiali saluti
Leonardo Fiorentini

Droghe, il Libro Bianco per cambiare

25 giugno 2014

Droghe: presentato il V° libro bianco sulla fini-giovanardiStamattina alle 11 a Roma (Sala del Senato Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72) il Cartello che ha promosso il Manifesto di Genova, presenta la quinta edizione del Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi. Promosso da La Società della Ragione, Antigone, Cnca, Forum Droghe il rapporto anticipa e nei fatti sostituisce la relazione governativa probabilmente congelata in attesa del nuovo Capo Dipartimento Antidroga, e vorrebbe essere l’ultimo che mette in fila i danni di una legge sulle droghe che ha fatto della propaganda e della repressione la sua bandiera.

La Fini-Giovanardi, cancellata dalla Corte Costituzionale dopo una battaglia tenacemente condotta dalle associazioni, rimane come un’ombra nera sul nostro sistema giuridico. Lo abbiamo visto con la genesi del decreto Lorenzin che, ipotizzando addirittura la riproposizione delle norme cassate, ha buttato alle ortiche la grande chance riformatrice messa in campo dalle novità politiche internazionali (Uruguay, Colorado e Washington) e dalla sentenza della Corte. Come la muffa sui muri la Fini-Giovanardi è addirittura rispuntata in Gazzetta Ufficiale, con un grottesco refuso riconosciuto dal Governo.

Il peggio di quella legge però non c’è più. Dopo 8 anni il Libro Bianco ricostruisce il calvario attraverso cui siamo passati. Oltre agli abituali contributi sulla repressione penale e amministrativa dell’uso e della detenzione di sostanze, che confermano ancora una volta come la legge sia stata una fonte di criminalizzazione, di stigmatizzazione e di discriminazione di centinaia di migliaia di giovani e consumatori, vengono proposti approfondimenti sul ruolo dei servizi pubblici e privati, sul consumo giovanile, sui test ai lavoratori e sui controlli alla guida. Non manca in appendice un trittico critico sui principali cavalli di battaglia del braccio destro di Giovanardi al Dipartimento antidroga, dalla composizione delle sostanze alla diffusione dei consumi. In chiusura, in assenza di fonti ufficiali, viene proposta una puntuale ricostruzione della normativa penale vigente del testo unico sulle sostanze stupefacenti.

E’ bene però ricordare che la strage continua: con la criminalizzazione dei consumatori (solo attenuata da pene più miti per la detenzione di droghe leggere) e con la detenzione scandalosa di condannati a pene illegittime. Alcune migliaia di detenuti, secondo la giurisprudenza della Cassazione, meriterebbero di vedersi rideterminata la pena, ma sono abbandonati a se stessi dal cinismo e dall’inazione di Governo e Parlamento. Basterebbe un decreto o un indulto ad hoc: invece si preferisce intasare gli uffici giudiziari con le singole richieste di ricalcolo delle pene o – peggio – far scontare alle persone pene ingiuste.

Come detto è cambiato lo scenario entro cui ci muoviamo. Serve allora un radicale mutamento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese che distingua nettamente le politiche sociali e sanitarie da quelle penali. Serve una compiuta depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi di sostanze destinati all’uso personale, anche di gruppo. Serve poi una regolamentazione legale della produzione e della circolazione dei derivati della cannabis e della libera coltivazione a uso personale. Serve il rilancio dei servizi per le dipendenze e delle politiche di “riduzione del danno”. Serve il superamento del fallimentare modello autocratico del Dipartimento Antidroga, con una gestione partecipata che abbia come primo obiettivo la convocazione entro l’anno della Conferenza nazionale prevista dalla legge e cancellata da troppi anni.

Scarica il V° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi sulle droghe: libro_bianco_2014.pdf.

Leggi le pillole del Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi sulle droghe

Leggi il comunicato di presentazione del V° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi sulle droghe

Presentazione del 5° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi

21 giugno 2014

5° Libro Bianco sulla Fini-GiovanardiUna nuova politica sulle droghe
Presentazione alla Stampa del 5° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi
Mercoledì 25 giugno h. 11.00 – Senato della Repubblica – Istituto di Santa Maria in Aquiro – Piazza Capranica 72, Roma

Il 25 giugno 2014, a Roma presso la sala del Senato Santa Maria in Aquiro – Piazza Capranica 72, dalle ore 11.00 alle 13.00 si terrà la Conferenza stampa per la presentazione del V Libro Bianco sulla Legge Fini-Giovanardi – Illustrazione e commento dei dati sulle conseguenze penali, sulle sanzioni amministrative e l’impatto sul sovraffollamento nelle carceri.

Verrà presentato da La Società della Ragione Onlus, Forum Droghe, Antigone, CNCA e con l’adesione di CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Gruppo Abele, Itaca, ITARDD, LILA, Magistratura Democratica, Unione delle Camere Penali Italiane.

Il dossier, curato da Franco Corleone e Stefano Anastasia, riporta interventi di Cecco Bellosi, Giorgio Bignami, Giuseppe Bortone, Elia De Caro, Riccardo De Facci, Leonardo Fiorentini, Carla Rossi, Gennaro Santoro, Alessio Scandurra, Lorenza Splendori e Grazia Zuffa, i quali presenzieranno all’evento.

Sono stati invitati: Sen. Felice Casson, Sen. Giuseppe De Cristofaro, Sen. Nerina Dirindin, On. Daniele Farina, On. Federico Gelli, Sen. Sergio Lo Giudice, Sen. Luigi Manconi, On. Marisa Nicchi, ed il Sottosegretario Ivan Scalfarotto.

Per accedere alla sala è obbligatorio accreditarsi scrivendo a ti.en1419041654oigar1419041654alled1419041654ateic1419041654os@of1419041654ni1419041654 segnalando l’eventuale attrezzatura foto e video al seguito. Per gli uomini è obbligatoria giacca e cravatta.

Il manifesto di Genova

8 marzo 2014

manifesto-geSulle orme di Don Gallo, quattordici anni dopo l’ultima conferenza nazionale sulle droghe degna di memoria, associazioni, gruppi, operatori, movimenti, persone che usano sostanze e rappresentanti istituzionali impegnati nel contrasto degli effetti nocivi dell’abuso di droghe e della criminalizzazione si sono riuniti a Genova il 28 febbraio e il 1 marzo 2014, con il sostegno e il patrocinio del Comune e della Regione Liguria, per confrontare esperienze e delineare un’alternativa praticabile anche in Italia alle fallimentari politiche proibizioniste in via di superamento in molte parti del mondo.

La Corte costituzionale ha proclamato che la legge Fini-Giovanardi è stato il frutto di un atto illegittimo che ha causato vittime, pene e sofferenze, umane e giuridiche, e che ha contribuito in massima parte al sovraffollamento penitenziario e alla costante violazione dei diritti umani all’interno delle carceri del nostro Paese. Un abuso di potere motivato e sostenuto ideologicamente da una direzione del Dipartimento anti-droga che ha impedito ogni discussione e ogni ripensamento critico delle scelte con essa compiute e ha tentato di soffocare ogni esperienza e ogni pratica alternativa. Per questo, oltre i suoi contenuti tecnico-giuridici, la sentenza della Consulta ha un valore simbolico immenso: ora anche in Italia è possibile riprendere il percorso per una legge più umana e più giusta che contrasti il traffico illecito di sostanze stupefacenti, ma sottragga le persone che usano sostanze alla macchina repressiva e offra loro possibilità di uso consapevole e, quando necessario, di sostegno sociale e sanitario.

1. Con questo spirito e in questa direzione chiediamo innanzitutto al nuovo Governo misure legislative urgenti volte a sanare eventuali e probabili disparità di trattamento tra coloro che sono stati condannati sulla base della incostituzionale legge Fini-Giovanardi. In quella sede dovrà essere anche adeguato il reato di “lieve entità” alla rinnovata distinzione, nel trattamento sanzionatorio, tra cd. “droghe leggere” e cd. “droghe pesanti”, con conseguente ridefinizione dei relativi limiti di pena.

2. Con altrettanta urgenza, chiediamo al Governo il superamento dell’attuale e fallimentare modello autocratico del Dipartimento anti-droga, da sostituirsi con una cabina di regia che veda coinvolti tutti gli enti e tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali, competenti per una nuova politica sulle droghe, ivi comprese le associazioni del privato-sociale e quelle rappresentative delle persone che usano sostanze, i cui saperi e le cui esperienze costituiscono risorse collettive che i policy makers e i servizi rivolti alle dipendenze devono riconoscere e valorizzare. Che si affidi una Delega politica con l’obiettivo di attuare con urgenza questo cambiamento.

Nella prospettiva di un radicale mutamento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese, a partire dal riconoscimento della soggettività delle persone che usano sostanze e dei loro diritti, proponiamo:

1. La completa revisione delle previsioni sanzionatorie, penali e amministrative, stabilite dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti. I consumatori devono essere liberati tanto dal rischio di criminalizzazione penale quanto dalla soggezione a un apparato sanzionatorio amministrativo stigmatizzante e invalidante.

2. La prima modifica in questa direzione non può che essere la compiuta depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi di sostanze destinati all’uso personale, anche di gruppo, e della coltivazione domestica di piante di marijuana agli stessi fini.

3. Chiediamo quindi una compiuta regolamentazione legale della produzione e della circolazione dei derivati della cannabis e della libera coltivazione a uso personale.

4. Nel quadro della definizione del patto per la salute, delle sue risorse e della sua governance, chiediamo il rilancio dei servizi per le dipendenze e di politiche di “riduzione del danno” finalizzate al benessere delle persone che usano sostanze e alla prevenzione dei rischi connessi all’abuso e alla clandestinità del consumo, a partire dall’analisi delle sostanze e dalla predisposizione di forme e luoghi della loro somministrazione controllata.

5. In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere dato alla dimensione della qualità della vita nelle città e all’offerta di servizi e di sostegno ai tossicodipendenti in stato di detenzione. Chiediamo quindi che la morsa del patto di stabilità interno, che sta strangolando gli enti locali, sia derogabile nel perseguimento di politiche finalizzate alla tutela dei diritti fondamentali della persona come sono quelle destinate a sostenere i percorsi sociali di inclusione delle persone che usano sostanze.

Chiediamo quindi al Premier, che è già stato ospite della Comunità San Benedetto, di venire a Genova entro i prossimi 30 giorni per ascoltare i rappresentanti delle realtà Pubbliche e del Privato sociale e delle persone che usano sostanze. In queste due giornate è stato prodotto confronto, dibattito, e sono state individuate proposte programmatiche e pratiche in gradi di riallinearci alle politiche sui consumi di altri Paesi Europei e Internazionali. Vogliamo illustrarle direttamente al nuovo Presidente del Consiglio.

I promotori delle due giornate di Genova organizzeranno , a partire dalla MANIFESTO DI GENOVA iniziative di confronto e proposta nei diversi territori del nostro Paese stimolando la modifica di Politiche locali e nazionali e si ritroveranno entro i prossimi 12 mesi per lanciare un nuovo momento Nazionale aperto alla politica e alla Società civile.

GENOVA, il 01 Marzo 2014
I partecipanti alle Giornate di Genova 2014
“Sulle Orme di Don Gallo”

Niente su di noi, senza di noi! (dalla Carta dei Diritti delle persone che usano sostanze Genova 2014)

Info: http://genova2014.fuoriluogo.it/

No allo stralcio sulle droghe

4 febbraio 2014

montecitorioNei giorni scorsi il Parlamento è stato messo gravemente sotto ricatto dal Ncd di Giovanardi che minaccia di non votare il decreto legge Cancellieri se si tocca la legge carcerogena sulle droghe che porta il suo nome e che è sotto il giudizio della Corte Costituzionale per manifesta illegittimità. Il Parlamento deve decidere se migliorare il decreto secondo le nostre richieste o subire il ricatto di uno dei principali responsabili del sovraffollamento penitenziario. Per far cessare la vergogna dell’intasamento delle prigioni il quinto comma dell’art. 73 della legge antidroga, che colpisce la detenzione di sostanze stupefacenti per fatti di lieve entità, non solo deve restare nel decreto come un reato autonomo e distinto dal traffico di sostanze stupefacenti, ma dovrebbe prevedere una pena più mite (da sei mesi a tre anni) come richiesto dalla stessa Commissione ministeriale presieduta dal prof. Giostra membro del Csm. Attenzione, se la montagna si limiterà a partorire il topolino, sarà concreto il rischio che a fine maggio pioveranno centinaia di condanne della Corte europea sui diritti umani. Il prossimo 23 febbraio scadranno i due mesi entro i quali dovrà essere convertito il decreto legge del Governo diretto a contrastare il sovraffollamento e a garantire una più efficace tutela dei diritti dei detenuti. Le ultime turbolenze parlamentari non lasciano ben sperare. In quel decreto vi è una norma che modifica la legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Un piccolo cambiamento, molto piccolo. Nel decreto è stata infatti introdotta la fattispecie autonoma della lieve entità. Non si tratta di un cambiamento epocale. Noi avremmo voluto una ben più ampia depenalizzazione e decriminalizzazione della vita dei consumatori di droghe, il ritorno alla ragionevolezza sanzionatoria e alla differenziazione tra le sostanze. In questo senso è comparso nel dibattito parlamentare anche un emendamento del relatore, il democratico David Ermini. Invece, una maggioranza intimorita dalla voce grossa fatta dal Nuovo Centrodestra di Alfano e Giovanardi rischia di impantanarsi su questo tema. È stato evocato uno stralcio della seppur timida norma che andava a cambiare la legge Fini-Giovanardi che così andrebbe a finire in un binario morto.

Noi, che con la campagna Tre leggi per la giustizia e i diritti abbiamo raccolto decine di migliaia di firme per l’abrogazione della legge Fini-Giovanardi, invitiamo tutte le forze presenti in Parlamento sensibili al tema della dignità umana, dei diritti e delle libertà a non farsi condizionare da chi è responsabile di avere approvato e difeso una legge dura, vendicativa, ideologica, illiberale. Ricordiamo che circa il 40% dei detenuti ristretti nelle 205 carceri italiane ha un’accusa o una condanna per avere violato la legge sulle droghe. Ricordiamo anche che quella legge è la prima responsabile del sovraffollamento penitenziario. Se viene lasciata così com’è, l’Italia per rispondere alle sollecitazioni della Corte Europea di Strasburgo, non potrà che affidarsi a un provvedimento di clemenza. Non ci saranno più giustificazioni.

Nelle prossime settimane la Corte Costituzionale si esprimerà sulla illegittimità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Una legge che è stata approvata con l’inganno parlamentare, by-passando i vincoli di costituzionalità sulla necessità e l’urgenza che sono i requisiti indispensabili che deve avere ogni decreto legge. Quel decreto conteneva norme sulla sicurezza per le Olimpiadi di Torino. Durante la discussione alle Camere il Governo introdusse un’intera legge di impianto punitivo e proibizionista sulle sostanze stupefacenti. Per l’appunto commise un inganno, anche nei confronti di chi, Capo dello Stato, aveva invece firmato un decreto che aveva un testo ben diverso.

E’ ora di cambiare quella legge che tanto male ha fatto ai ragazzi, alle loro famiglie, alla società italiana, al nostro sistema della giustizia e al nostro sistema delle carceri. Non ci si faccia condizionare da Alfano e Giovanardi.

A Buon Diritto, Antigone, Arci, A Roma Insieme – Leda Colombini,  Associazione Federico Aldrovandi, Associazione Cristiani contro la tortura, Associazione nazionale Giuristi Democratici, Bin Italia ( basic income network italia), Cgil Fp, Cir – Consiglio Italiano per i Rifugiati, Cittadinanzattiva-Giustizia, Cnca, Conferenza Nazionale volontariato Giustizia, Coordinamento Garanti detenuti, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Forum Droghe, Il Detenuto Ignoto,  L’Altro Diritto, Lila, Medici contro la tortura, Progetto Diritti, Rete della Conoscenza, Ristretti Orizzonti, Società Italiana Psicologia Penitenziaria, Unione delle Camere Penali Italiane, Vic – Volontari in carcere