Archivio per ‘mobilità’ categoria

Viabilità di via Gondar e Corso Primo Maggio

12 giugno 2013

Schermata 2013-06-12 alle 11.48.01Giovedì 13 giugno pomeriggio la circoscrizione incontra i cittadini di via Gondar (da I° Maggio a Belvedere) e I° Maggio (da Arianuova a Belvedere) per provare a dare un po’ d’ordine alla viabilità di questi due tratti di strada. Vi aspettiamo.

Ore 17:30 incontro in loco con i cittadini di Via Gondar tratto che va da Viale Belvedere a 1° Maggio; Incontro in Gondar, angolo Belvedere.

Ore 18:30 incontro in loco con i cittadini di Via 1° Maggio tratto da Via Arianuova a Viale Belvedere. Incontro in I° Maggio, angolo Belvedere.

Vi aspettiamo.

Ciclisti illuminati

10 aprile 2012

Comincia domani sera alle 21, mercoledì 11 aprile, la campagna “Ciclisti illuminati”, nel doppio senso del termine, di visibili e di avveduti.  Infatti, un ciclista che si rendere visibile con le luci è un ciclista avveduto che tiene alla propria sicurezza.
Promossa dall’Associazione Amici della Bicicletta di Ferrara con il contributo dell’AMI, la campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare i ciclisti a rendersi visibili sulle strade.

Infatti, la visibilità laterale delle bici sugli attraversamenti o sugli incroci, in assenza di catarifrangenti alle ruote, è molto problematica esponendo così i ciclisti al rischio di investimento. Per altro i catarifrangenti alle ruote sono obbligatori come previsto dall’art. 68 del codice della strada.

Appuntamento, dunque, in piazza Duomo in collaborazione con la polizia municipale dove installeremo sulle bici dei passanti i catarifrangenti. L’appuntamento successivo sarà mercoledì 18 aprile.

Salviamo i ciclisti, dal Times alla stampa italiana

8 febbraio 2012

Grazie a Fabio Fimiani scopro questa campagna volta a portare in Italia la mobilitazione promossa dal Times a favore di città a misura di ciclista. E non posso che aderire.

Ai gentili direttori di:

Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Scarica qui la lista degli indirizzi mail.

Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa:

  1. piciclisti
  2. amicoinviaggio.it
  3.  34×26.wordpress.com
  4. rotalibra.wordpress.com
  5. frrfrc.blogspot.com
  6. wildpigs.it
  7. riky76omnium.wordpress.com
  8. bicizen.it
  9. urbancycling.it
  10. lastazionedellebiciclette.com
  11. rotafixa.it
  12. americancyclo.wordpress.com
  13. biciclettedecadence.blogspot.com
  14. mtb-forum.it
  15.  bdc-forum.it
  16.  lifeintravel.it
  17. milanonmybike.blogspot.com
  18. ditrafficosimuore.org
  19.  raggidistoria.com
  20.  ediciclo.it
  21.  pedalopolis.org
  22. ciclomobilisti.it
  23. Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility
  24. casbahcicloclub.com
  25. ilikebike.org
  26. bikeride.it
  27. bicisnob.worldpress.com
  28. bicicebasta.com
  29. muoviequilibri.blogspot.com
  30. festinalente.ztl.eu
  31. rotazioni
  32. pisteciclabili.com
  33. ciclistilombardianonimi.blogspot.com
  34. ciclospazio.it
  35. areabici.blogspot.com
  36. re-cycles.blogspot.com
  37. ciclofficinamartesana.blogspot.com
  38. ciclonauti.org
  39. fabiofimiani.it
  40. fioreblog – leonardo fiorentini

Bar Condicio (era: quando la Frecciarossa fa marcia indietro)

15 gennaio 2012

A poco più di un mese dalla partenza del nuovo Frecciarossa 4 livelli, il servizio della carrozza bar/ristorante sarà disponibile a tutti i clienti.

Si tratta di una scelta commerciale adottata dopo questo primo periodo di sperimentazione e dopo aver raccolto i commenti e i suggerimenti dei viaggiatori, anche attraverso il web.

Questo conferma la volontà di Trenitalia di offrire un servizio sempre più a misura di tutti e rispondente alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Così Trenitalia fa dietro-front su una delle novità più odiose dei nuovi allestimenti a 4 classi dei treni Alta Velocità italiani. Almeno per quel che mi riguarda. Quella che rendeva anche fisica quella esplicitazione della discriminazione economica meglio spiegata da davideversusgolia, creando un piccolo ghetto viaggiante su rotaia rinominato livello di servizio “standard”.

Sono salvi dunque i quattro passi per sgranchirsi le gambe e andarsi a prendere un caffè al bar. E probabilmente sono salvi anche gli incassi dello chefexpress di turno…

Bar Condicio ristabilita, dicendola come Gianni Mura oggi su Repubblica:

E´ un periodo che mi occupo di treni, anche troppo per i miei gusti, ma sono loro che mi obbligano.Trenitalia aveva annunciato che gli occupanti del livello standard (i posti meno cari) non avrebbero potuto andare alla carrozza-bar ma accontentarsi del carrellino (col suo mesto caffè imbevibile, che ti guarda dalla tazzina quasi mettendo le mani avanti: non è colpa mia). Il divieto provoca commenti non molto positivi. Ed ecco venerdì un magnifico comunicato di Trenitalia:”…”.

Bar condicio, diciamo così, ristabilita, ecco il titolo del comunicato: “Trenitalia ascolta il web”. Fa piacere, anche per il web, ma se Trenitalia ascoltasse il buon senso (e due) si e ci risparmierebbe questi comunicati che confermano un vecchio detto veneto: il rammendo è peggio del buco. Un po´ mi spiace, perché avevo già deciso di spedire un redattore di E-il mensile su un Frecciarossa per Roma e ritorno, col compito di fare il coast to coast, forzando o aggirando i blocchi, pur di avere un espresso potabile. Pazienza.

Houston, abbiamo un problema!

25 settembre 2011

Avevo bevuto un po’ di birra, ma in quattro non possiamo aver avuto la stessa allucinazione.

3 oggetti non identificati, fiammeggianti e cadenti, solcano il cielo ferrarese. Qui ne ho immortalati due, uno li aveva preceduti fra lo stupore degli astanti. Che davvero qualcuno a Houston abbia sbagliato i conti? Alla faccia dell’1% di possibilità…

Frammenti di satellite cadono sulle rive del Po? Alieni con un navigatore satellitare rotto? Registrazione effettuata sabato 24 settembre alle ore 23,30 circa in corso Biagio Rossetti a Ferrara. Dopo un primo oggetto fiammeggiante e cadente, altri due oggetti filmati con apparecchiature di fortuna, cadono nel cielo estense? UFO, Fuochi d’artificio bagnati o semplicemente qualcuno ha sbagliato a calcolare i tempi di arrivo dei pezzettini del satellite nasa decommisionato?

L’erba del vicino è sempre più verde

11 maggio 2011

Potrà mai esser possibile che mentre a Ferrara i commercianti insorgono contro l’amministrazione, colpevole di rincarare i parcheggi e ledere il “diritto” dei non autorizzati di entrare nella ztl con Musa, a Udine siano gli stessi commercianti a indicare proprio Ferrara, la sua ampia zona pedonale e i parcheggi limitrofi al centro (val la pena di ricordare che a Piazzale Kennedy si parcheggia con pochi euro al giorno a 3oo metri dal Castello)?

Conterà poco, ma per quanto mi riguarda da qualche tempo ho deciso di non entrare in nessun negozio che espone il cartello. Magari mi risparmio qualche soldino utile per i parcometri…

Ciclabile e parcheggi i nodi dei negozianti
Il Gazzettino del 11/05/2011 ed. UDINE p. 3

La ciclabile di via Zanon? Bocciata. I parcheggi? Troppo pochi, secondo i negozianti. Le prime «sensazioni», distillate a fine aprile dal presidente mandamentale di Confcommercio, Giuseppe Pavan, non sono state smentite dagli esiti conclusivi del sondaggio lanciato dal sodalizio, che ha distribuito i questionari a circa «400 associati» del centro. Sono arrivate 181 risposte, quindi un po’ meno del 50%. Sondaggio. Per la ciclabile, così com’è ora, arriva una (piuttosto annunciata) bocciatura senza appello: 165 persone (il 91,2%) ritengono che non metta in sicurezza le due ruote e che non favorisca l’accesso dei veicoli. Secondo 8 su 10 (150 risposte, l’82,9%) la viabilità udinese non invoglierebbe la passeggiata-acquisto in centro. E, proprio sulla viabilità di tutta la città, Pavan annuncia una relazione che, dice, «siamo pronti a portare» al tavolo tecnico del Comune sul nuovo piano regolatore. Sul fronte sosta, invece, 147 fra coloro che hanno risposto (l’81,2% del campione) trovano non sufficiente l’offerta di parcheggi in centro. Uno dei modelli a cui guardare, secondo Pavan, è Ferrara, con un’ampia area pedonale e «parcheggi limitrofi al centro storico». Invece, «Udine si è fermata da anni – fa sapere Pavan in una nota – all’ibrido della ztl e presenta un’offerta di parcheggi in calo, in particolare dopo il riassetto di piazza XX Settembre. Nell’attesa dell’auspicato parcheggio di piazza Primo maggio non possiamo non insistere sulle richieste di più aree di sosta». Parcheggi. Ma al sindaco-matematico Furio Honsell quel “meno” lì davanti ai parcheggi, proprio non va giù. «Posteggi in calo? Non è vero: ne abbiamo introdotti di nuovi – dice Honsell -. Abbiamo messo molti più parcheggi in piazza Duomo e zone limitrofe. Io non credo che alla fine, rispetto a due anni fa, ci sia stato un calo di parcheggi nel centro». Tuttavia, aggiunge, «condivido che ci sia bisogno di parcheggi, tant’è che abbiamo portato avanti il progetto del park Primo maggio contro tantissime forze politiche che erano contrarie. E sarà anche ampliato il Magrini. Ma vediamo anche che c’è la rinascita della bicicletta». Ciclabile. Ma quella nuova ciclabile sull’asse Anton Lazzaro Moro-Mantica-Cosattini-Zanon, ai commercianti proprio non piace. «Un pezzo di quella pista – nota Honsell – era già stato realizzato. Per il 50% era già prevista addirittura dalle normative regionali. Per il resto, non è che la pista porti delle bici in quella zona: anzi, è una formula per disciplinare un pochino il transito delle due ruote, che altrimenti era molto rischioso». Quindi, non toglierete la pista? «Non dico che non la tolgo. Semplicemente, adesso – nota Honsell – se loro dicono “siamo contrari alla pista”, ne prendiamo atto e ci riflettiamo su, ma non è che domani andiamo a cancellare le strisce. Certamente, siamo persone intelligenti e quindi, dopo un congruo periodo di tempo per capire quali sono gli effetti, negativi e positivi, per tutta la popolazione, trarremo le conseguenze. Rispettiamo l’opinione dei commercianti, ma li inviterei a fare delle proposte: non penso che azzerando la ciclabile cambi la situazione». Ztl. Sull’idea che la ztl sia «un ibrido» con molti limiti, Honsell (che rammenta di aver «tolto un pezzo di ztl in via Aquileia») concorda con Pavan. «Anch’io – dice il sindaco – penso che di per sé non sia la soluzione più importante. Come abbiamo fatto intorno a piazza XX Settembre, o si pedonalizza o si fa un’area dove possono accedere tutti». Il primo passo per rivedere la ztl un po’ ovunque? «Per me la ztl – dice il sindaco – non è la soluzione. In via Mercatovecchio si parla di pedonalizzazione: l’intervento partirà entro l’anno. La zona a traffico limitato a Udine non sembra che abbia dato i suoi frutti. Le ztl servono nelle grandi città per ridurre un po’ il traffico. Da noi non c’è quel tipo di problematica».

Gli incidenti stradali, la cassazione e gli alberi killer

8 febbraio 2011

A qualcuno piace dire che le sentenze non si commentano. Io però non ho mai capito perchè abdicare al proprio senso critico nei confronti della magistratura. Probabilmente serve a dimostrare il proprio rispetto nei confronti di un potere dello Stato, ma fra rispetto e carta bianca ce ne passa. In fondo i magistrati sono pur sempre uomini e donne, anche se con una toga sulle spalle, e possono sbagliare, non capire, essere addirittura in mala fede, come tanti di noi ogni giorno.

Ma qui la mala fede non c’entra. C’entra molto il legislatore che nel ’93 ha introdotto una norma per cui non è possibile piantare alberi nelle strade extraurbane a meno di 6 metri dal limite della carreggiata, senza chiarire se la norma fosse o meno retroattiva. Oggi la cassazione, con una sentenza semplicemente stupida, interpreta la norma come retroattiva e mette sotto accusa non solo i geometri di ANAS e Province, colpevoli di non esser intervenuti (ad esempio con guard rail a protezione delle alberature), ma soprattutto le centinaia di migliaia di alberi che da decenni, spesso secoli, ornano le nostre strade. Come se invece pali della luce, del telefono, le case stesse che ornano le nostre strade, non fossero altrettanto pericolosi.

Parliamo di incidenti stradali, che spesso significa parlare anche giovani vite spezzate, famiglie distrutte e dolore. Ma resta che l’albero è fermo. Non fa finte, non sterza improvvisamente, non si dimentica di mettere la freccia, non accelera. Sta immobile. Eccezionalmente cade, magari a seguito di fortunali, magari perde rami e foglie ma nessuno mi toglierà mai dalla mente che nel 99% dei casi è l’auto che ci va a sbattere contro. Magari perchè il guidatore è ubriaco, stanco, o solo imprudente. A volte è pura fatalità, a volte, spesso, è colpa della velocità. Nessuno si è mai sognato di far causa alle case automobilistiche che forniscono auto che vanno al doppio dei limiti consentiti o che non hanno installato tutti i sistemi di sicurezza disponibili. Ma sempre, dalle lettere sul gionale ai commenti nei siti di informazione locale, gli imputati sono loro, gli alberi killer.

Ora in Italia sappiamo come vanno queste cose. Non siamo più ai tempi dei sassi dai cavalcavia, quando si spesero milioni per numerare uno ad uno i ponti sulle autostrade italiane. Coi chiari di luna odierni nei bilanci degli Enti, di fronte alla spesa di installare guard rail su migliaia di chilometri di strade, temo che la scelta principe sarà quella di eliminare alla radice il problema. E operare così la più grande deforestazione dell’italia mai vista, dopo quella per costruire la flotta navale dell’impero romano.

Riusciremo ad evitarlo? I nostri figli saranno giudici…

Mestre-Roma. Un no che viene da lontano

22 dicembre 2010

Ho aderito a quest’appello, anche in virtù delle battaglie di questi anni per fare in modo che il tracciato della e-55 fosse modificato in modo da salvare il Mezzano e sfruttare (e potenziare) tracciati viari già esistenti (leggi l’attuale Statale 16). Ora che l’autostrada Mestre-Roma è in via di progettazione si è formata una rete per dire no all’ennesimo scempio del nostro territorio.

Con 550 milioni di tonnellate l’Italia e’ il terzo Paese europeo per emissioni di gas serra.
Il protocollo di Kyoto prevedeva per l’Italia una diminuzione del 6,5% dei gas serra entro il 2010, ma ad oggi le emissioni lorde italiane sono aumentate del 7,1 %, soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+24%), della produzione di energia elettrica da fonti fossili (+14%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+5%).

Nel nostro Paese le merci continuano a viaggiare prevalentemente su strada (71,9% nel 2008), poco in nave (18,3) e pochissimo su ferrovia (9,8). Il tasso di motorizzazione e’ altissimo: 598 auto ogni 1000 abitanti (+91 % dal 1980). Fatto 100 il volume economico sviluppato dal trasporto su gomma, si stimano nel 40% le ricadute economiche positive, mentre ben il 60% sono esternalità negative che ricadono sulla collettività.
Il consumo di suolo in Italia ha raggiunto livelli insostenibili con gravi ripercussioni sull’ambiente, il paesaggio e la salute; si può stimare in circa 21.500 kmq la superficie totale ad oggi cementificata (circa 500 kmq ogni anno). La speculazione edilizia e la spirale costituita da strade, nuovi insediamenti, aumento del traffico, ancora nuove strade … sembra inarrestabile.

In molte città italiane si registrano tassi di inquinamento atmosferico elevatissimo; la Pianura Padana è tra le regioni più inquinate del mondo. Una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico è dovuta al trasporto stradale. L’Italia ha un’impronta ecologica (dati 2005) di 4.2 ettari globali e un deficit ecologico di 3.1 ettaro globale pro capite, agli ultimi posti rispetto agli altri paesi europei.

A fronte di questa grave situazione ambientale, e in contrasto con gli innumerevoli appelli alla sostenibilità ambientale, i Governi di centro-destra e di centro-sinistra degli ultimi 15 anni, con la complicità delle Regioni interessate, hanno avvallato una delle più grandi e devastanti opere della famigerata Legge Obiettivo, l’autostrada Orte-Mestre; un progetto inutile e devastante del costo di 10 miliardi di euro, che sta per materializzarsi.

L’autostrada attraverserà cinque Regioni (Lazio; Umbria; Toscana; Emilia Romagna; e Veneto) 11 province e 48 comuni; il tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E-45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido:

– 396 km di lunghezza
– 139 km di ponti e viadotti
– 64 km di gallerie;
– 20 cavalcavia
– 226 sottovia,
– 83 svincoli
– 2 barriere di esazione
– 15 aree di servizio

UN’ OPERA INUTILE, COSTOSA E DEVASTANTE PERCHE’:

  • Provoca gravi danni ambientali a carico di importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale (es. Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foresti Casentinesi, valli dell’Appennino centrale…)
  • Comporta un elevato consumo di suolo, per la maggior parte libero, e il frazionamento di numerosi fondi agricoli
  • Favorisce la cementificazione delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli;
  • Determina un sensibile aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, accentua il rischio idraulico soprattutto nelle aree più fragili;
  • Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili;
  • E’ inutile in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E-45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A-1 e della A-14/A-13;
  • E’ un enorme spreco di denaro pubblico: con di 10 miliardi di euro (di cui 1,4 miliardi pubblici e 8,6 miliardi anticipati dai privati) l’Autostrada Orte-Mestre è l’opera in assoluto più costosa tra quelle inserite nella Legge Obiettivo. Meno della metà dei soldi destinati alla Mestre-Orte sarebbero sufficienti per sanare il dissesto idrogeologico dell’intero Paese;
  • Ha tempi lunghi e distoglie risorse per la messa in sicurezza di SS 309 e E-45: dedicare finanziamenti pubblici alla progettazione e alla realizzazione di una nuova autostrada tra 10-15 anni, impedisce oggi di risolvere il problema inderogabile della messa in sicurezza della Romea o della E-45;
  • Favorisce il deprecabile business delle concessioni autostradali e gli appetiti speculativi: la cordata guidata dalla GEFIP Holding dell’europarlamentare PdL Vito Bonsignore punta con questa operazione a diventare il terzo polo autostradale d’Italia. I soldi anticipati dai privati dovrebbero essere ripagati con i pedaggi autostradali e con altri servizi pagati dai cittadini ai gestori per 39 anni. E’ poi un dato di fatto che, in Italia, gli appalti legati alle grandi opere costituiscono un’ottima occasione per il malaffare e per le infiltrazioni mafiose.

LE ALTERNATIVE ESISTONO:
SONO MENO COSTOSE, MENO IMPATTANTI E FACILMENTE REALIZZABILI

  • Messa in sicurezza SS 309 Romea: il progetto di autostrada Orte-Mestre non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea, una delle strade più pericolose d’Italia. Il rifacimento del manto stradale, la predisposizione di corsie di emergenza, di piazzole di sosta, il miglioramento della segnaletica, la eliminazione degli incroci a raso, ecc… sono interventi possibili in 2-3 anni e con spese molto contenute.
  • Deviazione del traffico pesante sulla A-13: il collegamento autostradale Mestre-Ravenna esiste già ed è l’autostrada Padova-Bologna, eventualmente potenziabile. Da Ravenna è possibile deviare i T.I.R. dalla SS 309 verso Ferrara attraverso il raccordo autostradale “Ferrara mare”, oppure attraverso il completamento delle varianti alla SS-16 già previsto nel Piano dei Trasporti della Regione Emilia-Romagna La statale Romea così sgravata sarebbe più che sufficiente per supportare il traffico locale e di media percorrenza e potrebbe essere finalmente valorizzata sotto il profilo turistico. La deviazione dei TIR sull’asse A-13 sarebbe anche più logica visto che la linea degli interporti si sviluppa proprio tra Ferrara, Rovigo e Padova.
  • Messa in sicurezza della E-45: anche questa arteria, vecchia e pericolosa, e perennemente cantierizzata, richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada. Il progetto di ANAS prevede per questo tratto delle varianti estremamente impattanti, soprattutto in corrispondenza del nodo di Perugia; inoltre il potenziamento di questa arteria costituirà un potente attrattore di traffico con gravi ripercussioni ambientali per le valli dell’Appennino centrale;
  • Potenziamento del trasporto marittimo: la conformazione dell’Italia favorisce più che in altri Paesi il potenziamento delle merci via nave, mentre l’autostrada in progetto fungerebbe da collegamento stradale tra i porti di Civitavecchia, Ravenna e Venezia in palese contrasto e forte concorrenza con il sistema di trasporto marittimo La Comunità Europea punta decisamente verso il trasporto marittimo delle merci, una modalità che consente collegamenti più rapidi, più economici e soprattutto meno impattanti rispetto alla gomma. Dal 2007 ad oggi i fondi europei per lo sviluppo della rete TEN-T marittima ammonta a 7,13 milardi di euro, in Italia si continua a perseguire il modello obsoleto del trasporto stradale.
  • Potenziamento del trasporto ferroviario: la ferrovia costituisce una valida alternativa alla gomma, sia per il trasporto delle merci che dei passeggeri. In alcuni casi, gli stesi enti che promuovono la Orte-Mestre, finanziano allo stesso tempo progetti per lo sviluppo o il potenziamento di tratte ferroviarie lungo la medesima direttrice (es. collegamento Venezia-Chioggia, riapertura della linea Civitavecchia-Orte).

ADERISCI ANCHE TU
SCRIVENDO UN COMMENTO O INVIANDO UNA MAIL A gro.r1419211077aonet1419211077er@of1419211077ni1419211077

Adesioni aggiornate al 16/11/2010

Adesioni nazionali:
Legambiente Nazionale, Italia Nostra Onlus, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Associazione Nazionale Pro Natura, Forum Ambientalista, WWF Nazionale, Eddyburg, Mountain Wilderness Italia, Associazione Nazionale VAS (Verdi Ambiente Società)

Adesioni locali:
Legambiente Veneto, Legambiente Emilia Romagna, Legambiente Umbria, Legambiente provincia di Ravenna, Circolo Legambiente Perugia, Circolo Legambiente di Bologna, Circolo Legambiente Ravenna, Circolo Legambiente Adria, Circolo Legambiente Sarmazza (Saonara – PD), Circolo Legambiente Riviera del Brenta, Italia Nostra Umbria, Italia Nostra Perugia, Attac Ravenna, ATTAC Perugia, Collettivo Byzanthium Ravenna, Gruppo Regionale Movimento 5 stelle Emilia Romagna, Movimento 5 Stelle Ravenna, Movimento 5 Stelle Rovigo, Movimento 5 Stelle Chioggia, Associazione Naturalisti Ferraresi, Associazione Ravenna Viva, Gruppo Regionale Verdi Emilia Romagna, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Rete dei Comitati del Polesine, CAT (Comitati Ambiente e Territorio Riviera del Brenta Miranese), Rete NO AR, Laboratorio Mirano Condivisa, ALTROVE (Rete dei Comitati del Veneto), Associazione Zone Onlus Venezia, WWF Veneto, WWF Emilia Romagna, WWF Umbria, WWF Toscana, WWF Lazio, WWF Marche, LIPU Veneto, Associazione Ambiente Venezia, Assemblea Permanente NO Mose, Circolo legambiente Padova, Gruppo Verdi Cesena, Italia Nostra Veneto, Italia Nostra Venezia, Italia Nostra Riviera del Brenta. Sinistra Critica Perugia, Circolo Culturale Primo Maggio Bastia Umbra, Movimento 5 Stelle Riviera del Brenta, Costituente Ecologista Ferrara, VAS Venezia, WWF Forlì,

Adesioni personali:
Edoardo Salzano (urbanista), Anna Donati (esperta in territorio e mobilità sostenibile), Ivan Cicconi, Massimo Carlotto (scrittore), Paolo Cacciari (esponente movimento Decrescita), Fabrizio Bottini, Ennio Caggiano (medico), Stefania Torre, Lucilla Rebecca, Paolo Berdini, Giuseppe Palermo, Danaro Auro Mandelli, Maria Giacometti, Matteo Bevilacqua, Fernanda Marchiori, Silvia Franchina, Annalisa Armuzzi, Oscar Mancini, Gianni Rizzato, Laura Gabrieli, Paola Porcinai, Giuseppe di Benedetto, Maria Elenea Bonfrisco, Ludovico Meneghetti, Gabriele Bollini (co-Presidente costituente ecologista Emilia Romagna), Sergio Golinelli (Costituente Ecologista Ferrara), Giacomo Casadei, Massimo Casadei, Paola Spano, Rudi Lunardi, Cinzia Filoni, Stefano Rambelli, Giuseppe Mosconi, Oscar Tordi, Andrea Morisi

(dal sito dei Verdi di Ferrara)

Trenitalia Arriva in Germania? Speriamo proprio di no

9 dicembre 2010

Eh no, morire per colpa dei ritardi o delle toilette fuori servizio dei treni di Trenitalia, no!
Perchè se poi i tedeschi si incacchiano e ci dichiarano guerra a causa delle gestione Trenitalia delle ferrovie locali germaniche, beh, io non ci sto.
Per cui affidiamoci a Bruxelles, speriamo bocci l’operazione.

Da La Stampa:

Trenitalia fa tappa in Germania: via libera all’operazione “Arriva”
Battuti i francesi della “Veolia”, ora manca solo il sì di Bruxelles. Matteoli: «E’ una svolta storica»
MILANO Trenitalia fa un passo decisivo per lo sviluppo delle attività in Germania e conquista la Arriva Deutschland, il secondo operatore ferroviario privato di trasporto regionale nel Paese, battendo la concorrenza della francese Veolia.Il via libera all’operazione è arrivato nel pomeriggio dal consiglio di sorveglianza delle ferrovie tedesche, Deutsche Bahn (Db), proprietarie dall’agosto scorso della britannica Arriva, di cui fa parte Arriva Deutschland. L’acquisizione rappresenta «una svolta storica per il sistema trasportistico italiano e un rilevante successo delle nostre ferrovie», ha commentato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, esprimendo «anche a nome del governo, grande compiacimento e le più vive congratulazioni al management del gruppo Fs per l’eccellente risultato raggiunto».

I termini dell’operazione non sono stati resi noti, ma secondo indiscrezioni di stampa dovrebbe valere oltre 370 milioni di euro, tra prezzo di acquisto (170 milioni, sempre secondo le voci), indebitamento e rischi legati all’attività. Si tratterebbe nel complesso, scrive l’agenzia stampa tedesca Dpa, di oltre 100 milioni di euro in più rispetto all’offerta del consorzio Veolia-Antin. Certo è, che «per noi, il prezzo d’acquisto offerto è stato determinante», ha commentato in un comunicato l’ad di Deutsche Bahn, Ruediger Grube. Le Fs, alleate in questa operazione al fondo franco-lussemburghese Cube, rilevano così un gruppo di oltre 3.100 dipendenti e decine di società, che ha chiuso il 2009 con 460 milioni di euro di fatturato, il 3% in più rispetto a 2008.

Il consorzio guidato da Trenitalia «conquista una importante quota di mercato, pari al 5%, e si pone l’obiettivo di sviluppare ulteriormente la propria presenza nel mercato del trasporto pubblico tedesco, particolarmente dinamico», hanno commentato le Fs e Cube in un comunicato congiunto. Arriva, spiega ancora Fs, «ha tutte le potenzialità per crescere ulteriormente in un mercato dinamico come quello del trasporto pubblico tedesco: l’alta qualità dei servizi, il know-how dei dipendenti, le competenze del management potranno assicurarle risultati di successo nelle prossime gare pubbliche». La Deutsche Bahn ha rilevato il gruppo Arriva per 2,8 miliardi di euro ed è stata costretta dall’Autorità antitrust a mettere sul mercato le attività tedesche della multinazionale britannica, racchiuse appunto nella Arriva Deutschland.

ps: e investire quei 370 milioni di euro in una dozzina di nuove linee ferroviarie in Italia no, vero?

Energia: il disastro degli incentivi governativi

27 settembre 2010

Com’è andata? Così così. All’incirca 176 milioni di euro sono andati via come il pane, e in particolare si sono velocemente esauriti i soldi a favore delle macchine agricole, della nautica (1.300 tra motori fuoribordo e stampi per scafi), dei motorini (quasi 25 mila venduti con questa formula) e della banda larga. Il mercato ha risposto bene anche all’acquisto di cucine componibili (è stato utilizzato l’83% dei fondi disponibili, a beneficio di 71 mila acquirenti) e di altri elettrodomestici (il 62% dei fondi stanziati, e qui in particolare si segnalano 150 mila lavastoviglie vendute con lo sconto fiscale). Però alcune voci, a distanza di tanti mesi, segnalano una quota di utilizzo davvero bassa. Per esempio le gru a torre, ferme al 14% del potenziale, probabilmente perché se l’edilizia ristagna non può bastare uno sconto fiscale a stimolare l’acquisto delle gru; e davvero trascurabile è risultato l’utilizzo dei fondi per stimolare l’efficienza energetica industriale.

Su su, perchè non c’è il dato degli incentivi per l’acquisto di case in classe A?

Che è, va peggio delle gru o dei fondi per l’efficienza energetica industriale?

Così adesso, mentre il 55% va in scadenza a fine anno, quei soldi serviranno per i motorini.

Vergognatevi