Archivio per ‘esistenza’ categoria

Negri va alle crociate

18 agosto 2014

Monsignor Negri va alle crociate“Una avanguardia di santi, una massa di cristiani comuni e, nella retroguardia, qualche delinquente. Non so quale avvenimento della Chiesa possa sfuggire a una lettura come questa. Sta di fatto che noi, cristiani del Terzo millennio, alle Crociate dobbiamo molto”

Ecco, per Monsignor Luigi Negri (Vescovo di Ferrara), le crociate sarebbero state “un grande «pellegrinaggio armato»”.

In attesa, come qualcuno suggerisce sui social network, del rogo della statua di Savonarola sotto al Castello di Ferrara, è doveroso rileggere alla luce di quanto riportato in questo scritto (non ancora smentito) del nostro Vescovo le recenti esternazioni sulla situazione in Iraq, e sull’eccesso di diplomazia in Medio Oriente:

“in ogni caso il dialogo non può essere perseguito ad ogni costo e non può rappresentare assolutamente una forma di dimissione della presenza cristiana nel Medio Oriente.”

Perchè ci mancavano proprio i Teocon all’amatriciana e la riabilitazione delle crociate: come se già i conflitti etnici e religiosi in medio oriente non fossero sufficientemente esacerbati, figli come sono di decenni di omissioni colpevoli del Diritto Internazionale e forzate importazioni della democrazia, e il dibattito nazionale ed internazionale altrettanto incapace di produrre un dialogo di pace.

Ora parrebbe evidente, almeno allo sprovveduto che scrive, che la linea del nostro Vescovo diverga ormai irrimediabilmente da quella del Vangelo (almeno da quello secondo Luca, quello del famoso “a chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra” ) e dalla Chiesa di Roma, almeno da quella degli ultimi 3/4 Papi (Ratzinger compreso).

Sembrerebbe quasi arrivare a rasentare l’eresia il nostro Vescovo Negri. A tal proposito viene proprio da chiedersi perchè allora non rinverdire tradizioni ed istituzioni dimenticate a causa “dell’ottusa mentalità laicista” di questo secolo. In questi giorni potrebbe proprio tornarci utile quella benedetta Santa Inquisizione: quella di Giordano Bruno e Galileo Galilei sia chiaro, non certo l’odierno anonimo ufficio della Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione.

Sono certo che, almeno su questo, Negri sarebbe d’accordo con me.

L’orsa daniza, il raccoglitore di funghi e la crudeltà umana

18 agosto 2014

Trovo davvero un tristissimo indice della pochezza umana la decisione della provincia di Trento di procedere alla cattura (e l’uccisione in caso di resistenza) dell’orsa rea di aver reagito alla presenza inopportuna di un raccoglitore di funghi  mentre era in giro con i propri cuccioli che ha preferito nascondersi dietro un albero al posto che allontanarsi in sicurezza.
La crudeltà degli uomini non ha pari su questa terra.

Nano nano

12 agosto 2014

Addio a Robin Williams.

https://www.youtube.com/watch?v=Vza5Io4AKf8&feature=youtu.be

Caro signor Alce Nero

10 agosto 2014

orzo moka alce neroBuongiorno,

Sono un fedele consumatore del vostro orzo per moka da alcuni Anni. A seguito di un problema di salute mi è stato consigliato di evitare il caffè per cui, dopo una lunga ricerca e numerose prove di altri prodotti ero giunto all’individuazione del vostro come mio orzo ideale. Ne apprezzavo l’intensità e il sapore in particolare. Da alcuni mesi ho invece notato una variazione, probabilmente dovuta ad una diversa macinatura, sia di densità che di sapore, entrambi diminuiti sensibilmente. Probabilmente avete optato per una macinatura meno fine per evitare il fondo nella caffettiera o per avere un prodotto finale meno “denso e torbido” ma così facendo il vostro orzo, consumato attraverso la stessa macchina moka per orzo bialetti, risulta letteralmente “sciacquato”.
Volevo sapere se potevo nutrire speranze di un ritorno al passato o dovevo rassegnarmi alla ricerca di un altro orzo per le mie colazioni.
Cordiali saluti
Leonardo Fiorentini

Del disordine, della creatività e del mio studio alla Biennale 2023

31 ottobre 2013

disordine“Se una scrivania ingombra è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota? ” [cit. Albert Einstein]

Io l’ho sempre detto, ora uno studio dell’università del Minnesota dimostra che una scrivania disordinata può stimolare la creatività.

Peraltro, resto convinto che, se ignorassi le lamentele di mia moglie, e lasciassi vivere serenamente il disordine della mia scrivania per almeno una decina d’anni, nel 2023 il mio studio potrebbe essere tranquillamente esposto alla biennale di Venezia. [foto dall'opera di Sarah Sze al padiglione USA della Biennale 2013]

http://www.internazionale.it/news/societa/2013/10/30/il-disordine-della-scrivania-aiuta-la-creativita/#

“Diffido dalle persone che hanno la scrivania sgombra: vuol dire che mettono tutto nei cassetti.” [cit. Walter Matthau, in Una notte con Vostro Onore, 1981]

Swap Party Zuni il 24 novembre

11 novembre 2012

Ricevo e segnalo volentieri:

Swap Party Zuni

Svuota il tuo armadio e vieni a scambiare i tuoi abiti con noi!

Porta i vestiti, le borse e le scarpe che non vuoi più e scegline altri per rinnovare il guardaroba a costo zero!!

Ti aspettiamo sabato 24 novembre dalle 18 alle 22 al circolo Arci Zuni in via Ragno 15; l’ingresso è riservato ai soci arci, presso il circolo è possibile acquistare la tessera valida per tutto il 2013, per maggiori info: zuni

Lo swap sarà accompagnato dal dj set di Giulio + France.

Hai ancora i punti dello Swap Party di Camelot Café al Parco Urbano?

Questa è una buona occasione per usarli!

Per maggior informazioni contattaci a questo indirizzo o visualizzate l’evento creato dalla pagina facebook: Zuni Art

LE DIECI REGOLE DELLO SWAP

1)      si possono portare solo borse, scarpe e indumenti, femminili e maschili, nuovi e usati
2)      si possono portare fino a un massimo di 5 oggetti
3)      gli oggetti devono essere lavati e in buono stato
4)      ad ogni ogggetto le organizzatrici assegneranno, a loro insindacabile giudizio, un numero da 1 a 4, e lo swappante riceverà, in base al valore dell’oggetto, un buono con un numero da 1 a 4, che potrà barattare con un altro oggetto
5)      se un oggetto è conteso da più swappanti, si procederà ad un’asta, che lo assegnerà a chi offrirà di più
6)      nello swap non è consentito l’utilizzo di denaro
7)      gli oggetti che rimarranno, verranno conservati dalle organizzatrici per lo swap successivo
8)      i buoni non utilizzati potranno essere scambiati nello swap successivo
9)      un oggetto swappato non può più essere ritirato se non a fronte di un nuovo scambio
10)   la partecipazione allo swap è libera e gratuita nel rispetto delle precedenti regole: i trasgressori verranno esclusi dallo swap con insindacabile decisione delle organizzatrici

In allegato (scarica: SCHEDA SWAP ZUNI.pdf) trovi la scheda da compilare e consegnare alle organizzatrici. Se non riesci a stamparla potrai compilarla anche al momento dello scambio!

Vi aspettiamo numerosi!!!!

Un saluto.

Le Swappite – leswappite@gmail.com

E ora pure il giochino virale sul terremoto

26 giugno 2012

C’è qualcuno che si diverte ad annunciare un possibile terremoto dal 13 al 16 luglio. E’ il sedicente Centro Sismologia Indipendente del Settentrione, che ha aperto un blog sulla piattaforma blogger giusto per pubblicare questo annuncio.

Il centro si dice vittima di un silenzio mediatico che solo Beppe Grillo ha saputo infrangere: peccato che il post linkato sia un fake, che sembra messo lì apposta per pescare un po’ di complottisti distratti nel grande mare della rete (e viene più facile farlo, se lo dice Beppe…). Il tutto condito di un video, commentato da una voce rielaborata al computer, che utilizzando immagini ricavate dalla rete, annuncia un sicuro terremoto, nelle stesse zone dell’emilia già colpite, con magnitudo da 4.5 a 6.1.

Ma stavolta nè Grillo, nè Casaleggio c’entrano. L’autore del blog è tale virproject, nick che farebbe pensare ad un esperimento di sociologia virale. O semplicemente a uno scherzo.

Ma la domanda che a questo punto sorge spontanea è questa. Dopo il fracking, i maya, l’haarp e la magnitudo ritoccata, annunciare oggi un prossimo fantomatico terremoto in Emilia, per scherzo o per “accademia”, o anche solo per dimostrare una buona percentuale di grillini abboccano, oltre ad essere cosa passibile di denuncia per procurato allarme, non è semplicemente cosa da stronzi?

PS: la cosa tragica è che c’è davvero una strana regola che impedisce agli utenti dei social network di usare la ragione. E’ bastato postare il link su fb, con un commento sintesi di quanto detto qui sopra, perchè qualche contatto cominciasse la condivisione al ritmo di ” ?…a ragione o torto…meritano spazio.”

Le 5 stelle, le consulenze, e lo stipendio della casta che diventa “misero”

26 maggio 2012

Bisogna ammettere che questi 5 stelle, dopo aver saputo interpretare quella voglia di novità che proveniva direttamente dalla pancia della gente, ci danno grandi soddisfazioni ora che cominciano finalmente a razzolare fra le mura delle istituzioni.

Non entrerò nel merito della vicenda Tavolazzi-Parma. Se non per dire che secondo me farebbe un errore il Sindaco a prendere l’ex city manager ferrarese come dirigente in comune, ma che il diktat di Casaleggio-Grillo è lo specchio di come è stato concepito il movimento 5 stelle, ovvero un ectoplasma fluido fatto per raccattare i voti in libertà e che dipende da un solo uomo, che vive a Milano. Anche per questo va la mia solidarietà al povero Tavolazzi, reo di aver provato ad inserire nell’ectoplasma del non statuto quei procedimenti democratici interni tipici di qualsiasi partito/associazione/movimento sano. Anche se lui non lo ammetterebbe mai.

Ma la cosa che mi diverte di più è vedere come improvvisamente, prese le poltrone del potere della casta, i giovani grillini si confrontino improvvisamente con la realtà. E mandino in frantumi molti dei loro dogmi costitutivi.

Così i rifiuti che non si inceneranno più a Parma probabilmente finiranno inceneriti in Olanda (non si capisce bene con quale vantaggio per il nostro pianeta), su un sito privato di un comico si pubblicano bandi di ricerca personale per posti da Direttore Generale di un Comune che non prevede più tale figura in pianta organica (leggasi consulente esterno), e a Sarego forse si alzeranno le tasse  perchè “sono cambiate le regole sui trasferimenti statali… l’Imu non copre le entrate attuali… ” ma senza diminuire i gettoni di presenza degli eletti perchè il Sindaco ha improvvisamente scoperto che la “casta” è altrove e “con quei soldi non ci pago nemmeno la benzina per andare in Comune”.

Ultima chicca l’uscita del neo Sindaco di Comacchio, che non sembra sorpreso che alla sua richiesta di curricula per il ruolo di assessore, “in tanti si sono presentati e, saputo del “misero” stipendio da assessore di circa mille euro, hanno detto “no grazie”.”

Insomma, cari Sindaci a 5 stelle, benvenuti nel mondo reale.

E, sinceri, auguri di buon lavoro.

Ferrara, il terremoto, la memoria, Red Ronnie e wikipedia

21 maggio 2012

(questo post ha subito modifiche rispetto alla prima pubblicazione)

Una premessa. Ricordo il fastidio con cui tecnici (ma anche amministratori e cittadini) presero la notizia quando Ferrara, qualche anno fa, fu inserita fra le zone a (basso) rischio sismico. Questo comportava maggiori obblighi e controlli per le nuove costruzioni, e verifiche e interventi antisismici anche per gli interventi di ristrutturazione. Io stesso, al momento di ristrutturare casa, ho evitato con cura quegli interventi che ci avrebbero obbligato a verifiche antisismiche, troppo costose, e inutili per il sentire popolare sul pericolo di terremoti nella bassa padana.

Oggi possiamo però dire che quella decisione, presa da qualche ricercatore (probabilmente precario) e considerata al tempo scomoda e costosa, probabilmente ha salvato qualche vita.

Si è già fatta menzione dell’importanza della memoria storica, anche per cose più futili di in terremoto. Dopo 2 giorni di scosse ininterrotte, la “scoperta” per me e per le generazioni contemporanee dell’esistenza della “dorsale ferrarese” dell’appennino (che non è il montagnone) e dell’arco di Ferrara (nulla a che vedere col Palio), forse vale la pena di cominciare a ricatalogare come leggenda metropolitana la frase “siamo sulla sabbia, il terremoto fa pochi danni” e guardare un po’ al passato di questa terra accomodata placidamente sulle sponde del Po.

Ho trovato due interessanti fonti on line sul terremoto del 1570, quello che storicamente è ricordato come catastrofico a Ferrara (ma che viene valutato di intensità minore a quello di domenica mattina), che vale la pena di rileggersi, non tanto per l’insano gusto di farsi prendere dal panico, quanto per conoscere un po’ meglio la storia del nostro territorio e magari imparare da questa.

In primis un’interessante analisi storico politica degli effetti di quel terremoto dalla rivista della Cassa di Risparmio di Ferrara: Terremoti a Ferrara e nel suo territorio: un rischio sottovalutato, di Emanuela Guidoboni e Marco Folin, a cui vi rimando non senza aver prima cura di riprendere almeno l’incipit:

Quando si perde la memoria di eventi distruttivi del passato, come i terremoti, si perde anche la percezione del rischio a cui si è esposti.

Un’analisi più “tecnica” e archivistica del terremoto di 500 anni fa l’ho trovata invece nella raccolta dei Danni sismici in località elencate nella Banca Ipermediale delle Vetrate Italiane (BIVI):

Terremoto del 1570 11 17, intensità locale VIII MCS
La prima scossa, avvenuta alle ore 9:30 italiane (1:40 GMT ca.), causò il crollo di circa 600 tra merli, terrazzini e comignoli, che cadendo causarono gravi danni alle coperture. Durante la notte e il giorno successivo furono avvertite numerose repliche; le più violente avvennero alle ore 20 italiane (12:10 GMT ca.) e alle ore 24 (16:10 GMT ca.) e causarono lesioni e sconnessioni delle murature. La scossa principale avvenne alle ore 3 della notte (19:10 GMT ca.) e causò danni molto gravi agli edifici, già lesionati e sconnessi dalle scosse precedenti. Un elenco dettagliato dei danni, con sostanziali riscontri incrociati, si trova in diversi autori coevi. Sono ricordati: notevoli danni al Castello Estense, tanto da costringere il Duca a rifugiarsi nei giardini di S.Benedetto; crollo parziale del palazzo della Ragione; apertura della loggia dei Banchieri e dei Callegari prospiciente il Duomo; indebolimento del palazzo dei Contrari, che dovette essere puntellato; parziale demolizione del palazzo Vescovile, vicino al Duomo, in seguito ricostruito; rovine limitate ai palazzi del Cardinale, del Paradiso, Tassoni, del duca Alfonso.
Numerose le chiese danneggiate: crollarono completamente S.Paolo e S.Giovanni Battista; S.Maria degli Angeli, ancora in costruzione, rimase talmente danneggiata che non venne più terminata; rovine parziali furono riscontrate nel Duomo, dove la facciata si staccò dal muro nella parte verso le “Straccerie”, rovinò la parte verso S.Romano, la cappella del Corpus Domini, la catena di ferro sopra l’altare maggiore, caddero i capitelli di marmo intorno. Danni alle facciate delle chiese di S.Francesco, S.Andrea, S.Maria in Vado, S.Domenico, Certosa, S.Maria della Consolazione. Anche le torri vennero severamente danneggiate, in particolare si ricordano la torre della campana del castello e i coperti delle altre tre torri: torre del palazzo della Ragione, torrione di porta S.Pietro, torre di Castel Tealdo; i coperti dei campanili del Duomo, di S.Silvestro, S.Agostino, S.Giorgio, S.Bartolo. Oltre alla scossa del 17 novembre causarono danni la scossa del 15 dicembre, che secondo Canigiani rovinò palazzo Tassoni, S.Andrea e S.Agostino, e quella del 12 gennaio che danneggiò palazzo Montecuccoli.
Il numero delle vittime è oscillante a seconda delle fonti: 9 morti in De Robertis, 40 morti in Nubilonio; 70 morti ricordati da Buonaiuto dei Rossi e Guarini; 100 nelle “Memorie”; 130-150 nella lettera dell’ambasciatore fiorentino Canigiani. Meno probabili le cifre di 200 morti ricordati da Yosef Ha-Kohen e di 500 in Olivi.
Dopo le scosse la popolazione fuggì in luoghi aperti e visse a lungo in ripari di fortuna anche per la paura causata dal ripetersi delle scosse nei mesi successivi. Alcuni cronisti coevi riportano che ben 11.000 persone abbandonarono la città per un certo lasso di tempo. I primi segni di riorganizzazione furono avvertiti solo nel mese di marzo, quando il Duca, rientrato alla fine di gennaio nel Castello, rinforzato nei camerini con numerose chiavi di ferro, ordinò un censimento della popolazione di Ferrara; il 14 agosto fu emanato un decreto in cui si ordinava a tutti i residenti a Ferrara da almeno 15 anni, cioè ai cittadini a pieno titolo, di ritornare in città pena la confisca delle proprietà urbane. Una prima fase dei lavori di ricostruzione e restauro sono documentati nella relazione del cardinale Maremonti pubblicata da Marzola per il Duomo, S.Michele, S.Romano, S.Maria in Vado; Guarini, canonico ferrarese della fine del XVI secolo, e Ferrazi, citano anche S.Rocco, S.Silvestro, S.Stefano, S.Cristoforo, S.Francesco e S.Paolo, rifatta nel 1575 e ricordata nella “Cronica di Ferrara” e in Rodi; la chiesa del Gesù viene menzionata da Leccioli. Riparazioni al baluardo di S.Benedetto sono ricordate in Aleotti e al bastione di S.Giorgio in Sardi ed Equicola. I numerosi lavori di rafforzamento delle case comuni con chiavi di ferro ed erpici, resero necessario ordinare il ferro da fuori città, essendo terminate le scorte a Ferrara.

E’ infine davvero curioso, ma assolutamente specchio dell’amnesia cronica italiota, che esista una voce di wikipedia “1570 Ferrara earthquake” in inglese ma apparentemente non una versione italiana (prego smentirmi).

Del resto visto che lo sport nazionale pare sia inseguire i complotti e le profezie anche quando non esistono, non c’è troppo da stupirsi.

Brindisi: presidio in Piazza Trento e Trieste oggi alle 18

19 maggio 2012

Non sappiamo ancora con certezza chi ha piazzato tre bombole di gas davanti ad una scuola di Brindisi stamattina.

Del resto non “sappiamo” ancora chi ha messo la bomba a Piazza Fontana, o a Piazza della Loggia.

La sfida, oggi, è di non cedere attoniti alla violenza e reagire con serena e gentile fermezza alla strategia della tensione che pare emergere dai nostri oscuri tempi passati.

Per vincere questa sfida è necessario ricordare ciò che è già avvenuto ieri e l’altro ieri, per evitare di scendere nella solita scala a chiocciola e commettere gli stessi errori.

La memoria è importante. La storia è importante. Per questo, chiunque sia stato, attaccando una scuola ha attaccato tutti noi.

Oggi, alle 18, c’è un presidio in Piazza Trento e Trieste a Ferrara.

Passate parola.