La grande contraddizione di Giovanardi&co

19 ottobre 2011 di Leonardo Fiorentini | 1584 visite | Lascia un commento »

Antonio Crispino, sull’edizione romana del Corriere della Sera, dimostra ciò che tutti noi sappiamo ma che spesso non vogliamo ammettere: la droga è già libera, la si trova ovunque e chiunque la puo’ comprare.

E’ questa forse la più grande contraddizione dietro cui si nascondono i vari Giovanardi e Serpelloni, fieri alfieri del proibizionismo. Accusano gli antiproibizionisti (anzi, meglio quei pochi giapponesi sull’isola, secondo il nostro sottosegretario preferito) di voler “liberalizzare” la droga, e quindi la morte. Ma non è così: gli antiproibizionisti vogliono invece regolamentare un mercato, quello delle sostanze, che è già libero e accessibile, pericoloso e in mano alla criminalità. Legalizzare, significa infatti togliere il mercato dalle grinfie delle narcomafie e costruire per ogni sostanza un impianto regolamentare che sia parametrato alla sua pericolosità. Come dimostrato nel volume Dopo la guerra alla droga. Un piano per la regolamentazione legale delle droghe, di cui Forum Droghe ha curato l’edizione italiana, legalizzare significa- oltre che limitare i danni “collaterali” della war on drugs – anche poter esercitare un controllo sulle sostanze, un controllo sui produttori e sui consumatori. Un controllo che oggi, nonostante Giovanardi&co, è impossibile.

Perchè uno dei fallimenti più grandi del proibizionismo è l’ipocrisia in cui ci costringe a vivere.

Vai all’articolo e al video sul Corriere della Sera

Vai alla scheda del volume: Dopo la guerra alla droga. Un piano per la regolamentazione legale delle droghe

(articolo per la nota a margine di fuoriluogo.it)

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