L’Italia dei disvalori

4 giugno 2009 di Leonardo Fiorentini | 1957 visite | Lascia un commento »

img_0412La foto dice tutto, nel sito dei verdi di Ferrara un piccolo approfondimento:

Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l’albero.
Mahatma Gandhi

Lo avevamo già segnalato, in via ufficiosa ma anche pubblicamente nei giorni scorsi. Evidentemente non serve, per cui piuttosto che fare esposti dei qauli perderemmo presto le tracce, ci limitiamo a pubblicare due semplici esempi di come alcuni partiti politici, che sbandierano a destra e a manca Valori e Legalità, li applichino poi in modo curioso a se stessi.

Per chi non lo sapesse gli spazi sui tabelloni elettorali sono assegnati a cascuna lista, spesso con posizioni diverse, a secondo del numero di estrazione delle stesse (per la propaganda diretta). Di norma quando si va ad attacchinare (noi lo facciamo senza affidarci ad “agenzie”) ci si porta dietro l’elenco delle postzioni ed un foglio in cui sono segnati i numeri assegnati. Non è troppo difficile, è tutto scritto. Un errore certo puo’ capitare, ma se l’errore è moltiplicato (almeno) per 10 e viene ripetuto (una volta riparato il danno) allora non si puo’ che pensare al dolo.

Siccome nella nostra città non si erano mai verificati (Lega e FN a parte) episodi gravi di copertura di manifesti, e mai vorremmo doverci ritrovare nella stessa situazione di comuni come Roma o Milano – dove le stratificazioni di manifesti sembrano più un esercizio di analisi geologica elettorale che un esempio di democrazia – rinnoviamo il nostro appello, ai Partiti perchè la smettano di violare le norme attaccando manifesti nei posti altrui (o in quelli vietati) e agli elettori perchè riconoscano dietro quali simboli si nascondono coloro capaci di predicare bene ma incapaci di non razzolare male.

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