La (finta) profezia di Topolino (Il duro mestiere del giornalista addetto alle gallerie di un quotidiano online/4)

18 maggio 2012 di leo Nessun commento »

Impazza sui social network, conquistando ovviamente, la colonna dx di Repubblica.it un’immagine tratta da una storia di Topolino (numero 1956, del 23 Maggio 1993) in cui il Sindaco di Paperopoli decide di affidarsi ai tecnici per rimpinguare le casse comunali tassando i cittadini e riversando loro (sui tecnici) l’impopolarità.

Ora, in questo paese senza memoria storica, questa viene spacciata come profezia. Quando è semplicemente satira su ciò che era già successo.

Può essere scusabile che qualche utente facebook nato dopo negli anni ’80 e seguenti non si ricordi (e non gli sia stato insegnato a scuola), ma un giornalista del principale quotidiano italiano forse dovrebbe saper rispondere a questa domanda:

senza scomodare Amato ed il suo prelievo forzoso sui c/c (estate 1992) chi fu Presidente del consiglio di un governo tecnico di transizione, il primo presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica, dall’aprile 1993 al maggio 1994?

E’ permesso usare Wikipedia.

Per la serie “Il duro mestiere del giornalista addetto alle gallerie di un quotidiano online“.

Ci vorrebbe una canna…

17 maggio 2012 di leo Nessun commento »

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Da: <a href=”http://vimeo.com/fattincasa”>http://vimeo.com/fattincasa</a> (via fuoriluogo.it)

Eco&food

10 maggio 2012 di leo Nessun commento »

Da domani a domenica si terrà questa interessante iniziativa nell’ambito del calendario 2012 delle attività presso il Chiostro di San Paolo gestito dalla Circoscrizione 1. Ieri la conferenza stampa, qui sotto il sunto del programma mentre il sito della manifestazione è raggiungibile all’url http://ecoefood.it/.

Venerdì 11 maggio il focus sarà incentrato sulle problematiche alimentari e sulle produzioni a km 0 e biologiche, con la diretta partecipazione di Aic (Associazione Italiana Celiachia), Coldiretti, Fattorie Estensi e Ant. Verrà presentato poi “Il Libro Nero dello Spreco” (Segrè/Falasconi Ed.Ambiente) che analizza la filiera agroalimentare ed elabora una stima degli sprechi. Parallelamente, in collaborazione con la Fondazione dei Geometri Ferraresi, si svilupperà un seminario tecnico sull’edilizia sostenibile, riservato ai geometri. A concludere la serata concerto tributo a Fabrizio De Andrè.

Il programma di sabato 12 prevede l’apertura con uno sguardo alle energie rinnovabili ed al risparmio energetico, a cura di EnerCooperattiva, per poi seguire con i dati di “Ambiente Italia 12”, il rapporto redatto da Legambiente sulla situazione ambientale (e, in particolare, idrica) in Italia. Sarà inoltre ospitata una realtà interessante ed in continua espansione come quella del “cohousing”, attraverso l’esperienza dell’Associazione Solidaria. Riflettori puntati inoltre sul documentario di Emilio Casalini, per Report Rai, dal titolo “Spazzatour”, sui percorsi non virtuosi dei nostri rifiuti. La visione sarà preceduta da un intervento curato dal progetto “Anch’Io Pc”, sul riuso e ri-utilizzo delle componenti hardware dei computer, di difficile smaltimento ed eliminazione.

Per concludere, domenica 13, iscrizioni aperte per due particolari laboratori: Cucina Naturale e Orto Urbano (piccole tecniche di ortocultura metropolitane), sullo sfondo di una grande staffetta eco-sostenibile in sella a biciclette elettriche, organizzata da Uisp Ferrara. Spazio anche per le famiglie, con un corner-bimbi curato dalle educatrici del “Campo delle Fragole” e con un dibattito sugli spazi per il gioco nelle nostre città, sviluppato da Arci Ragazzi. Non poteva mancare, poi, la presenza del movimento Ferrara In Transizione, promotore su Ferrara, fra l’altro, del nuovo progetto di mobilità sostenibile “Jungo”. Grande show, infine, con il concerto unplugged de “La Coska”, in un set insolitamente “consapevole e sostenibile”.

Tutte le iniziative si svolgeranno all’interno della cornice del Chiostro di S.Paolo. Infine, all’interno del festival, ampio spazio sarà dedicato agli espositori del settore agricolo e tecnologico, sempre a tema sostenibile e eco-compatibile. Un punto ristoro tematico e “consapevole”, rappresenterà poi la vera novità per un festival prevalentemente di interventi e dibattiti, aperto tutte e tre le sere oltre la domenica a pranzo.

Basta bugie sulle rinnovabili

5 maggio 2012 di leo Nessun commento »

Vi riporto qui sotto il comunicato stampa inviato come portavoce di Ecologisti e Reti Civiche di Ferrara

Ecologisti: basta bugie sulle rinnovabili
Nonostante gli incentivi stiamo già risparmiando sulla bolletta energetica grazie energie rinnovabili, e risparmieranno sino a 37,7 miliardi di euro al 2030

E’ vergognosa la manovra a tenaglia che hanno dovuto subire in questi mesi le fonti energetiche rinnovabili nel nostro paese. Da una parte i Governi Berlusconi e Monti che grazie ai loro interventi sul conto energia hanno creato prima confusione e poi provvedimenti tali da porre a serio rischio un intera filiera produttiva che si è creata attorno alle rinnovabili. Dall’altra parte oggi troviamo organi di informazione che seguendo superficialmente le veline dell’AEGG addossano al recupero degli incentivi nelle bollette la causa dell’aumento dei costi per l’approvigionamento dell’energia elettrica da parte delle famiglie.

Se l’intervento governativo del precedente esecutivo (ma anche dell’attuale) era scontato e doloso, l’accanimento dei mezzi di informazione nazionali sul tema incentivi-rinnovabili-bolletta si spera sia, come ha giustamente sottolineato l’Associazione Azione Solare in questi giorni, solo sintomo di leggerezza e non di malafede.

Perché vi è, nei grossi gruppi industriali del settore energetico, un allarme rispetto al successo del fotovoltaico e dell’eolico nel nostro paese. Pochi sanno che proprio grazie alle rinnovabili in questi anni è diminuito il costo dell’energia nelle ore di punta, tanto da rendere non competitive le grandi centrali termoelettriche[1] nelle ore soleggiate della giornata. E la nostra bolletta energetica sta già godendo di questi risparmi nelle ore diurne. Infatti secondo uno studio di ASPO Italia[2], ogni GWp di fotovoltaico è in grado di generare una riduzione del prezzo dell’energia elettrica pari a 500 milioni di €, mentre costa in incentivi 450 milioni di €. Cioè per ogni GWp installato la bolletta energetica complessiva cala di 50 milioni di €! Ma non è tutto: secondo uno studio di Althesys[3] sommando costi e benefici si ricava un saldo positivo che vale, al 2030, tra i 21,8 e i 37,7 miliardi di euro. Insomma sui “costi” delle rinnovabili nella bolletta elettrica qualcuno ci sta marciando, e non sono certo le migliaia di cittadini che hanno installato sul loro tetto un impianto fotovoltaico.

In effetti poi, su una bolletta media di 515 euro annue a famiglia, solo il 57% è rappresentato dal costo dell’energia. Ben 220 euro sono altre voci di costo (dal supporto alle ferrovie alla dismissione delle centrali nucleari): di queste però solo 55 euro sono imputabili direttamente agli incentivi alle fonti rinnovabili.

Insomma neanche 5 euro al mese possono valere un enorme beneficio ambientale, migliore qualità della vita, più salute, maggiore indipendenza da fonti energetiche importate e dal costo del petrolio, un minor costo dell’energia nelle ore di punta, entrate fiscali create da una filiera che nonostante la crisi ha saputo costruire 150.000 posti di lavoro? Gli ecologisti, ma anche tutti coloro che hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli, credono di sì.

E per questo come Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei saremo al fianco delle Associazioni, delle imprese e dei lavoratori del settore per difendere le energie rinnovabili e per imprimere una decisa accelerazione alla svolta energetica nel nostro paese.

Leonardo Fiorentini e Marzia Marchi
Portavoce Ecologisti e Reti Civiche – Circolo di Ferrara


[1] “I prezzi e i profili di offerta tipici degli impianti eolici e fotovoltaici hanno l’effetto di comprimere i prezzi di equilibrio su MGP (Mercato del Giorno Prima) in molte ore, riducendo significativamente il numero di ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, oltre ai loro costi variabili, almeno parte dei loro costi fissi.” Rapporto AEGG 1 marzo 2012.

[3] http://www.althesys.com/sviluppo-di-conoscenze/osservatori-e-centri-di-ricerca/irex-monitor/annual-report/

Perchè nessuno pensa ai bambini?

3 maggio 2012 di leo 1 commento »

Ieri è stata approvata in Toscana (qui l’articolo su Fuoriluogo) la prima legge regionale per l’utilizzo dei derivati della cannabis in medicina. Il Centro Culturale Lepanto, che come sapete continua a pregare per noi peccatori, ha lanciato anche una petizione contro queste leggi, anche perchè:

la Carta dei Diritti dell’Infanzia, all’art. 33, riconosce al giovane il «diritto di essere protetto dalle droghe illegali», non a trovarle gratis in farmacia promosse a farmaci benefici dai partiti politici e movimenti ideologici.

Insomma, diciamocelo chiaro e tondo: Perchè, perchè nessuno pensa ai bambini?

PS: adoro questo Bernabei, ho sempre sognato di usare questo stralcio di Simpson in un post…

Assemblea di Banca Etica

3 maggio 2012 di leo 1 commento »

Ricevo e volentieri rilancio la convocazione dell’Assemblea dei Soci di Ferrara di Banca Etica:

Cari SOCI,
anche quest’anno ci diamo appuntamento per trascorrere qualche ora assieme e verificare quanto abbiamo fatto nell’anno passato e decidere assieme gli interventi che riteniamo più idonei per migliorare il nostro inserimento nel contesto della nostra provincia.
Il 2011 è stato un anno importante per Banca Etica sotto tanti punti di vista. E’ stata varata una profonda riorganizzazione interna per essere preparati a lavorare meglio nel futuro, con buone prospettive ed un crescente apprezzamento del lavoro che stiamo facendo per essere a fianco dell’economia civile.
Anche il punto informativo di Ferrara registra da qualche tempo una soddisfacente frequentazione di nominativi soci e non soci che si avvalgono della consulenza dei nostri banchieri ambulanti i quali si trovano a gestire una serie di appuntamenti già presi e seguiti dal GIT. Ne deriva un costante aumento sia del Capitale sociale sottoscritto che delle somme depositate nelle diverse tipologie dei prodotti di BpE, e dei fidi erogati.
Potremmo fare ancora molto di più se potessimo contare sulla collaborazione di quanti hanno a cuore la costruzione di un futuro più equo e responsabile
Vi invitiamo pertanto a partecipare alla

ASSEMBLEA dei Soci di Ferrara di Banca Etica
Venerdì 11 maggio 2012 alle ore 19
Sala Polivalente (sotto il cinema) Parrocchia di S. Benedetto
Piazzale S. Benedetto n° 7 – Ferrara

Con il seguente O.d.G.: – Bilancio di un anno di attività
- Progetti futuri
- Presentazione Campagna “Non con i miei soldi”
- Terra Futura a Firenze dal 25 al 27 maggio p.v.
- Ritiro deleghe per Assemblea Nazionale del 19/5 a Roma
Saranno presenti all’incontro
= ANNA FASANO – Consiglio Amministrazione di Banca Popolare Etica
= IVAN PESARESI – Nuovo Responsabile Culturale d’Area BpE

Contiamo di vedervi numerosi, data l’importanza dell’incontro.

p. Circoscrizione Territoriale Soci Ferrara
Alfredo Corallini tel 335343659

ATTENZIONE ! ……Poiché alle ore 20,30 è prevista una ottima CENA (costo 25 Euro) è indispensabile confermare la prenotazione entro il giorno 8/5/2012
telef. Mambelli 0532/60099 – 3478292926 – Bertuzzi 0532/63446 – 3389663156 o al GIT 0532/777651 martedì pom. o Giovedì mat. Oppure mail: bancaeticafe@libero.it
E’ GRADITA LA PARTECIPAZIONE ANCHE DI AMICI E SIMPATIZZANTI

C’è chi prega per noi

3 maggio 2012 di leo 1 commento »

«Ieri il Centro Culturale Lepanto ha dato inizio alla Crociata del Rosario per la conversione dei cuori e delle menti dei leader dei gruppi di pressione antiproibizionisti affinché si ravvedano e riconsiderino le loro istanze. Mi faccia sapere se anche lei puo’ unirsi, e in quale giorno, alle preghiere alla Santa Vergine con questa intenzione.
Fabio Bernabei
Presidente Centro Culturale Lepanto».

Dal blog di Alessandro Gilioli.

Ci risiamo

18 aprile 2012 di leo 1 commento »

Ci risiamo. Tre senatori si sono accorti che in rete c’è un sito, legalizziamolacanapa.org, fra i tanti che promuovono la legalizzazione della canapa. E al grido di “noi siamo per la liberta’ di espressione”, chiedono al ministro Cancellieri di chiuderlo perchè reo di mettere “alla berlina scienziati come Garattini ed altri ancora” ed esaltare le qualità di una sostanza sulla quale “ci sono centinaia di pubblicazioni che parlano del rischio di indurre psicosi, e c’e’ una quotidianita’ clinica che lo dimostra”.

Ora, non mi soffermerò troppo sulle centinaia di pubblicazioni che confutano i rischi legati alla cannabis (ne cito solo una, il rapporto della Beckley Foundation) soprattutto quando messi a confronto con le altre sostanze ricreative, legali ed illegali. Non mi soffermo nemmeno sugli scienziati, che spesso si mettono alla berlina da soli.

Mi preme solo dire che probabilmente le psicosi più gravi, perchè provocate dall’ideologia proibizionista, securitaria e illiberale, sono quelle dei politici, che pur di dimostrare l’indimostrabile, ovvero che il consumo di droghe è un problema da risolvere con il codice penale, fanno carta straccia dell’art. 21 della costituzione e invocano la censura per le idee non conformi al loro disegno repressivo. A legalizziamolacanapa.org, per quel che conta, va quindi la mia solidarietà.

(qui quella di fuoriluogo.it)

Carcere, le cose da fare subito

18 aprile 2012 di leo 1 commento »

Franco Corleone scrive per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 18 aprile 2012:

I buoni propositi di Paola Severino, ministro della Giustizia, per affrontare la crisi del carcere rischiano di tradursi in un desolante nulla. Alla radice, manca un’idea della funzione del carcere e dei luoghi della pena. C’è bisogno di un profondo cambio di paradigma, anche con nuove leggi per eliminare i fattori che producono sovraffollamento e perpetuano un carcere “infantilizzante” (in contrasto con l’ambizione del principio costituzionale del reinserimento del reo nella società). Sostenere che per il governo tecnico non c’è spazio per interventi radicali, è un alibi senza senso che conduce alla paralisi. Così facendo nessuno è costretto ad assumersi precise responsabilità.
Come ho già avuto modo di dire, purtroppo molte volte, il sovraffollamento non è un accidente, un fatto dovuto al caso, ma è il prodotto di scelte politiche e di leggi criminogene, in primo luogo della legge sulle droghe. Il ministro per primo dovrebbe denunciare questo fatto e proporre una modifica almeno parziale dell’attuale legge antidroga, sulla linea del testo presentato già alla Camera dall’on. Cavallaro e al Senato dai senatori Ferrante e Della Seta.
Così si abbatterebbe drasticamente l’ingresso in carcere di consumatori, piccoli spacciatori e tossicodipendenti che ancora nel 2011 sfiorano il 50% degli ingressi e delle presenze in carcere. Si pensi che su 68.000 ingressi ben 23.000, cioè il 33% è per violazione dell’art. 73 (detenzione di sostanze stupefacenti) del Dpr 309 del 1990, riveduto e peggiorato dalla legge 49 del 2006. Il ministro Severino dovrebbe avere il coraggio di portare in Parlamento un decreto legge (esistono tutti i presupposti di necessità e urgenza, che al contrario non c’erano quando fu approvata la legge del 2006, con un colpo di mano incostituzionale di Giovanardi, lasciato passare colpevolmente dal Quirinale).
La cancellazione della legge Cirielli sulla recidiva e il ripristino della legge Simeone-Saraceni sarebbero il necessario corollario di una bonifica legislativa non rinviabile.
Ovviamente non basta. Occorre un piano per l’applicazione larga della legge sulla detenzione domiciliare coinvolgendo le Regioni e i Comuni; e un progetto per l’uscita dal carcere dei tossicodipendenti, almeno diecimila, con inserimenti sul territorio e in comunità di accoglienza.
Se infine si adottassero le misure necessarie per ridurre la carcerazione preventiva, allora il carcere tornerebbe ad una dimensione “fisiologica” e si potrebbe sperimentare un modello simile a quello spagnolo o danese (tanto per dare due riferimenti europei).
In ogni modo, si dovrebbe partire subito con l’applicazione integrale delle misure, sia strutturali che gestionali,  previste dal Regolamento del 2000 (con un ritardo vergognoso di dodici anni).
Nel volume Il corpo e lo spazio della pena (Ediesse, 2011), si affronta il nodo dell’edilizia carceraria: gli stessi muri e le stesse sbarre contengono il mafioso e la persona in attesa di giudizio, il camorrista e il semilibero, lo stragista e la detenuta madre. E’ un evidente paradosso, che svela un intento di mero ammassamento di corpi, senza rispetto per la dignità delle persone private della libertà.
Altro che privatizzazione delle carceri, occorre un piano di socializzazione e di ridisegno urbanistico della città!

Droga: il problema è la proibizione

17 aprile 2012 di leo Nessun commento »

Un rapporto dell’International Institute for Strategic Studies (IISS) prende atto di come la war on drugs globale stia fallendo e suggerisce di cominciare a considerare le alternative alle attuali politiche per prevenire un pericoloso peggiornamento nella sicurezza internazionale. (Articolo per fuoriluogo.it)

L’International Institute for Strategic Studies è un think-tank con sede a Londra che si occupa di conflitti militari e politici e che dalla sua formazione nel 1958 ha avuto influenza nel dibattito sulla deterrenza nucleare, sulla non proliferazione e sul controllo degli armamenti.

Il suo ultimo studio, pubblicato nel volume “Drugs, Insecurity and Failed States: The Problems of Prohibition” esamina l’attuale regime globale basato sulla proibizione e sulla riduzione della domanda di sostanze e conclude che ha sostanzialmente fallito nel prevenire la diffusione della produzione, del traffico e del consumo di droghe illegali. Non solo: l’attuale politica proibizionista ha portato a elevati livelli di violenza e di instabilità negli Stati produttori ed in quelli “di transito”, paesi già fragili che hanno dovuto sopportare il maggior peso della “war on drugs”. Il rapporto esamina le possibili alternative alle politiche esistenti, in particolare la legalizzazione e la regolamentazione delle sostanze, ed esamina la fattibilità politica di questo cambiamento.

Secondo Nigel Inkster,  Director of Transnational Threats and Political Risk dell’IISS “un dibattito globale, è indispensabile se vogliamo sviluppare un sofisticato sistema di controllo delle droghe che sia appropriato per il ventunesimo secolo. La proibizione non è riuscita a ridurre il consumo globale di droga e ha involontariamente regalato il multi-miliardario mercato illegale alla criminalità organizzata, a milizie ribelli e forze paramilitari. Questo studio dimostra che la cosiddetta guerra alla droga ha creato una grave minaccia per la sicurezza internazionale e chiede di aprire un dibattito basato sulle evidenze empiriche.”

Secondo Inkster, che ha servito nel Servizio Segreto britannico come Assistente Capo e Direttore delle Operazioni e Intelligence e che durante l’ultima parte della sua carriera è stato impegnato nella lotta al narcotraffico acquisendo quindi ha una grande conoscenza delle questioni legate alla war on drugs e ai paesi produttori e di transito delle sostanze stupefacenti, c’ anche un altro aspetto di cui tenere conto: “nei paesi consumatori del mondo sviluppato, intere comunità sono state devastate dall’abuso di droga, i consumatori problematici sono stati emarginati e molti cittadini stigmatizzati e  criminalizzati per le loro scelte di consumo.”

“Sono comunque i paesi in via di sviluppo che hanno sopportato il maggior peso della war on drugs:  il proibizionismo a livello mondiale ha causato o perpetuato violenze diffuse e instabilità nei paesi produttori e di transito come il Messico, la Colombia, la Guinea Bissau e l’Afghanistan. Questi governi di fronte alla poco invidiabile scelta tra il permettere che le loro istituzioni vengano corrotte da gruppi di narcotrafficanti la cui ricchezza e l’influenza sociale spesso supera quella degli stati stessi, e l’avvio di quella che spesso è una vera guerra civile. La lotta al narcotraffico deve uscire dal suo angolo, e essere trattata come una parte di un’agenda politica più ampia, che comprende la sicurezza, lo sviluppo, la salute pubblica e i diritti umani.”

Il report “Drugs, Insecurity and Failed States: The Problems of Prohibition” schematizza le origini e l’evoluzione dell’approccio proibizionista alla lotta al narcotraffico. Il volume analizza le implicazioni e il rapporto costi-benefici delle politiche esistenti, con particolare attenzione alla sicurezza nei paesi produttori e consumatori, e si pone il problema di quali sono le implicazioni per la sicurezza globale in un mondo in cui i problemi del consumo di droghe illecite sembrano destinati a peggiorare. (leonardo fiorentini)